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CRONACA

La storia dei reperti archeologici ritrovati: vasi, monete e statue abbandonati davanti alla sede di Sannio Report e consegnati alle autorità

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Vasi, statuette, monete, piccole anfore, anelli, ciondoli e frammenti. Oltre quaranta reperti, lasciati anonimamente davanti alla sede dell’associazione culturale Sannio Report, in via Iandoli, al quartiere Santa Maria degli Angeli di Benevento. Un ritrovamento che riaccende i riflettori sulla tutela del patrimonio archeologico e sull’importanza di segnalare immediatamente alle autorità competenti qualsiasi oggetto che possa avere interesse storico e culturale.

La vicenda risale alla scorsa estate. In tre diverse occasioni, tra la fine di giugno e due episodi avvenuti alla fine di luglio, davanti al cancello sono stati lasciati alcuni oggetti presumibilmente riconducibili al patrimonio archeologico.

A trovarli è stato il presidente dell’associazione, il fotoreporter Felice Presta, che ha provveduto a documentare fotograficamente i ritrovamenti e a consegnarli alle autorità competenti, rivolgendosi alla Soprintendenza e al Comando Provinciale dei Carabinieri.

Tra i materiali consegnati figurano reperti di diversa natura. Particolarmente significativo, per dimensioni, un’anfora alta circa un metro. Presenti inoltre tre anelli, tre ciondoli, oltre a vasi, statuette, monete, piccole anfore e numerosi frammenti. Saranno ora gli organi competenti, attraverso le necessarie verifiche e gli eventuali accertamenti scientifici, a stabilirne l’effettiva provenienza, l’epoca e il valore storico-archeologico.

«Si tratta di oggetti di varia natura che abbiamo provveduto a consegnare a chi di dovere per le indagini del caso e per la valutazione in termini storico-archeologici», ha spiegato Presta, confermandoci la notizia. «I ritrovamenti sono un patrimonio comunitario ed è fondamentale che vengano studiati e valorizzati per essere fruibili a tutti».

Un comportamento che pone al centro una questione più ampia: la tutela dei beni culturali non può prescindere dalla collaborazione dei cittadini e dalla tempestiva segnalazione alle istituzioni. Di fronte al ritrovamento di oggetti che potrebbero avere un interesse archeologico, l’unica decisione da assumere è evitare qualsiasi iniziativa autonoma e rivolgersi immediatamente alle autorità preposte, affinché possano essere identificati, catalogati e sottoposti alle necessarie verifiche.

È lo stesso Presta a sottolineare l’impegno dell’associazione su questo fronte: «Sannio Report, sia come associazione culturale sia come testata di informazione, è a disposizione e si batte da tempo per la valorizzazione della nostra storia ed è in prima linea per evitare che reperti che appartengono a tutti possano finire nel mercato clandestino creato dai purtroppo celebri tombaroli».

E conclude: «Alla Soprintendenza chiediamo solo di informarci appena possibile in merito alla catalogazione dei reperti consegnati e all’interesse storico-artistico che i beni hanno».

La vicenda, dunque, non riguarda soltanto i reperti ritrovati davanti a un cancello. Riguarda la memoria di un territorio, la necessità di preservarla e il dovere di impedire che testimonianze del passato vengano sottratte alla collettività.

Ogni reperto può infatti contribuire alla ricostruzione della storia di un territorio. Per questo, davanti a un ritrovamento di possibile interesse archeologico, la denuncia e la consegna alle autorità competenti rappresentano un passaggio fondamentale: soltanto attraverso gli organi preposti è possibile accertare l’autenticità e la provenienza degli oggetti, garantirne la conservazione e stabilire come possano essere adeguatamente studiati e, quando possibile, restituiti alla fruizione pubblica.

Nel caso di Sannio Report, gli oltre quaranta oggetti sono ora nelle mani delle istituzioni chiamate a esaminarli. Saranno gli accertamenti a chiarire cosa raccontino realmente quei vasi, quelle monete, quei gioielli e quei frammenti e quale pagina della storia sannita possano contribuire a ricostruire.

Una storia che parte da un gesto anonimo e arriva alle istituzioni, con un messaggio chiaro: quando il passato riemerge, va tutelato. E il primo passo è segnalarlo a chi ha il compito di proteggerlo.

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