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Sindacati

‘No ai lavoratori socialmente utili nel giornalismo’

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La Sic Cgil di Benevento unitamente alla Segreteria regionale della Campania sindacato di riferimento dei lavoratori della comunicazione, "impegnata da sempre nella lotta contro il precariato – si legge in una nota diffusa alla stampa, ed a firma del segretario provinciale Giseldo Rossi – è contro ogni finta forma di sostegno al lavoro, ritiene, in riferimento all’accordo quadro sull’apprendistato e misure di sostegno per l’ingresso nel mercato del lavoro rivolto ai giovani fino a 29 anni firmato da Assostampa e regione Campania, che sia farraginoso, in quanto non affronta in forma chiara il tema del precariato così fortemente presente tra i giovani che si avvicinano alla professione dei giornalisti.

La Sic ritiene, tra l’altro, che questa misura dimentichi completamente la figura dei poligrafici che tanto contribuiscono alla riuscita del prodotti editoriali. La Sic ribadisce, inoltre, ricadute sulla possibilità data ai giovani giornalisti della Campania e quindi del Sannio di intraprendere un percorso previdenziale e ritiene questa iniziativa una frammentazione di un intervento più complessivo a sostegno dei mestieri della comunicazione attiva che, al loro interno vedono un prolificarsi di rapporti di lavoro precari tra giornalisti, videocineoperatori, poligrafici,correttori di bozze, montatori RVM e tante altre figure che ogni giorno danno la possibilità sul territorio della Campania di produrre o di accedere alla comunicazione.

La Sic Sannita dice: no ai lavoratori socialmente utili nel giornalismo. Si a una corretta applicazione della legge 150 sulla comunicazione pubblica.

Il cosiddetto accordo sul precariato tra Assostampa e l’assessore regionale al lavoro Severino Nappi La si può definire come " una nuova fabbrica di illusioni e di praticanti farsa ". Il praticantato deve rispettare le norme di legge. La legge regionale sicuramente assegna fondi agli editori ma nel campo dell’apprendistato non garantisce alcuna stabilizzazione dei giornalisti. Le norme sull’apprendistato – dichiara Giseldo Rossi – sono incompatibili con la professione del giornalista ; il cronista non ha solo bisogno di fare gavetta , ma anche di un’alta formazione
garantita e certificata, dovendo maneggiare una materia delicata come quella dell’informazione .

Chi garantirà la formazione deontologica ed etica ? Gli editori-predoni cui interessa solo l’annunciato contributo a fondo perduto di 5 mila euro? Il rischio è quello di analoghi patti scellerati stipulati negli anni passati con altre categorie : qualche mese di lavoro sottopagato e poi l’abbandono più totale senza alcuna stabilizzazione.
La tutela e la discussione su questi temi dal precariato alla disoccupazione , al lavoro autonomo, deve muoversi nei canoni della reale contrattazione".

 

 

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