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Amts, Pepe attacca Mastella e spiega: serve tavolo di confronto per soluzione migliore

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“La questione della AMTS è in sedicesimi quello che oramai è il pensiero dominante dell’amministrazione Mastella: liberarsi del passato senza analizzare le questioni nel merito e soprattutto senza valutarne le effettive conseguenze sulla città e sui cittadini. Nel caso specifico dell’AMTS, infatti, l’Amministrazione Mastella non ha pensato che questa “liberazione” dal passato, senza analizzare con spirito critico gli atti prodotti a salvaguardia della azienda, ne decreta la morte”.

Così scrive in una nota l’ex sindaco e consigliere comunale del Pd, Fausto Pepe, che attacca: “In soli circa 6 mesi di attività di governo della città, questa amministrazione ha prodotto già innumerevoli “ripensamenti” rispetto al passato: non si intende difendere l’Ente dai debiti con un nuovo Piano di rientro come non si intende difendere l’AMTS in cassazione pur avendo vinto il reclamo in Corte di Appello. La precedente amministrazione aveva un obiettivo, salvare l’AMTS e salvaguardare i lavoratori e il servizio pubblico di trasporto. Il tutto è passato attraverso la dolorosa vicenda del parcheggio di Porta Rufina, che è nata e maturata sotto l’Amministrazione D’Alessandro e diversi di quegli amministratori oggi hanno importanti responsabilità di governo con Mastella.

Vicenda – spiega – dai molti lati oscuri ancora da valutare e da dipanare. Noi abbiamo prodotto un piano industriale che prevedeva oltre che il rilancio della azienda anche il pagamento del debito. Qualcuno lo ha letto? La presentazione di un piano accettato dai creditori e non valutato positivamente dal Tribunale di Benevento è una fattispecie probabilmente mai verificatasi prima in Italia. Nelle motivazioni con le quali invece la Corte d’Appello di Napoli ha accolto il reclamo proposto dalla mia Amministrazione c’è, infatti, il continuo richiamo alla illegittimità del tribunale di Benevento di esprimersi nel merito economico del piano, riservata esclusivamente ai creditori. Ma tanto è.

Negli anni passati è stato non solo approvato un piano industriale che disegnava il tragitto di risanamento fino al 2019, ma è stata rafforzata l’azienda nei servizi, negli investimenti (strisce blu e mega parcheggi) oltre che con il servizio di scuolabus. La cosa più importante però è che si è agito per cercare di dare, sempre, e a tutti, a cominciare dai lavoratori, la percezione di un Ente presente, in ogni momento ed in ogni contesto.

Oggi l’amministrazione produce tre atti deliberativi di Giunta riguardanti l’azienda che la porterebbero ad essere privata della gestione del servizio, senza spiegarne bene i motivi e soprattutto senza chiarire se il servizio verrebbe concesso ad altri attori pubblici o privati.

Al di là della scelta politica che sarebbe tutta da approfondire c’è da sottolineare quantomeno tre questioni: negli atti di Giunta non viene fatta menzione del reclamo vinto dal Comune in Corte d’Appello; il Comune non si è costituito nel giudizio intentato dai curatori in Cassazione; l’investimento del Comune di Benevento si è ridimensionato in maniera sostanziale e certamente non prevede più il rispetto del piano industriale della AMTS.

Si vuole far fallire l’AMTS – prosegue l’ex primo cittadino – con le stesse motivazioni politiche con le quali si vuole portare il Comune al dissesto. Cose evitabili che non si vogliono evitare. Ne dobbiamo dedurre che l’unica innovazione apportata da questa amministrazione sta nel “pregiudizio” che essa ha immesso nella sua azione amministrativa rispetto al passato.

Mi preme in ultimo sottolineare – conclude Pepe – che l’Azienda è comunque un patrimonio della Città e qualunque tipo di soluzione si intenda adottare dovrebbe innanzitutto prevedere di attendere la sentenza di Cassazione, che molto probabilmente ci darà ragione. Si dovrebbe avviare quindi un tavolo allargato a tutte le forze politiche per poter adottare la soluzione migliore e anche la più condivisa, fossi nel Sindaco Mastella infatti non mi azzarderei a prendere da solo la soluzione del fallimento dell’Azienda anche per evitare le ripercussioni del dopo sentenza di Cassazione”.

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