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POLITICA

Collegio Irpinia – Sannio alle politiche: finalmente una buona notizia

Se la Camera approverà in via definitiva il Melonellum sarà inevitabile una riforma dei collegi. Lo ha confermato a Bonito il Ministro degli Interni Piantedosi. Se tanto ci dà tanto, il punto di partenza andrà ricercato nella mappa degli uninominali dell’Italicum, perché l’obiettivo è quello di ridurre i perimetri, garantire omogeneità territoriale ed evitare sperequazioni dannose per i territori più leggeri. In questa prospettiva appare persino scontato, per quel che ci riguarda, che il collegio di riferimento sarà Avellino – Benevento.

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Superato il passaggio a Palazzo Madama, la riforma elettorale voluta da Giorgia Meloni, tornerà presto alla Camera dei deputati per la definitiva approvazione. Il governo porrà certamente la questione di fiducia, evitando così il voto segreto che a luglio restituì la clamorosa bocciatura dell’emendamento sulle preferenze con capilista bloccati. Lo ha detto la premier nel corso della recente conferenza stampa a Palzazzo Chigi, la stessa nel corso della quale, affiancata da Salvini e Tajani, ha annunciato l’abolizione del bollo auto per il solo 2027, ha di fatto aperto a Vannacci, quindi ha chiarito che intende governare fino a fine legislatura. Vedremo se basterà, se il voto palese spingerà i franchi tiratori di luglio a disertare. Tutto suggerisce che andrà così, questa pessima riforma verrà approvata. A conti fatti il prossimo Parlamento sarà composto per circa il 60 per cento da capilista bloccati, per il restante 40 da deputati e senatori eletti con le preferenze. Di questi, la grande maggioranza sarà espressa dalle forze principali: Fratelli d’Italia e Pd innanzitutto, quindi Movimento Cinque Stelle e via via tutti gli altri.

L’introduzione delle preferenze, per quanto ingannevole, dovrebbe determinare una rimodulazione dei collegi funzionale a valorizzare il radicamento territoriale dei candidati. La legge elettorale vigente, l’Italicum, prevede infatti collegi molto ampi, spesso a cavallo tra due o più province, collegi che inevitabilmente, con il Melonellum, favorirebbero i candidati espressione delle province più popolose. Pensiamo al collegio Salerno – Avellino per la Camera dei deputati, o al collegio Campania 2 per il Senato che somma Salerno, Avellino, Benevento e Caserta. Sul punto, giovedì scorso a Bonito, a margine delle celebrazioni per l’intitolazione del corso principale ad Alfredo Covelli, il Ministro degli Interni, Matteo Piantedosi, ha pronunciato parole chiarissime: il Viminale, ha detto, è già a lavoro per la definizione dei nuovi collegi, l’approvazione della riforma impone di procedere in questa direzione.
Se tanto ci dà tanto, il punto di partenza per la rimodulazione dei collegi andrà ricercato nella mappa degli uninominali dell’Italicum, perché l’obiettivo è quello di ridurre i perimetri, garantire omogeneità territoriale ed evitare sperequazioni dannose per i territori più leggeri in termini demografici. E in questa prospettiva appare persino scontato, per quel che ci riguarda, che il collegio di riferimento sarà Avellino – Benevento, due province che sommate superano la soglia minima dei 700mila abitanti.

Questa eventualità, qualora dovesse trovare concretezza, cambierebbe completamente lo scenario e la prospettiva delle singole consorterie e dei singoli riferimenti. Ma al di là delle strategie che le singole forze politiche metteranno in campo non potremmo far altro che salutare con favore questa evoluzione, perché un collegio unico delle aree interne favorirebbe una naturale convergenza delle agende di territori condannati ad un destino comune che fino ad oggi hanno continuato a pensarsi in contrapposizione. Certo, tutto dipenderà dalla qualità della proposta di rappresentanza che i territori sapranno esprimere, dalle scelte che i partiti faranno, ma nessuno potrà fare a meno della spinta propulsiva del radicamento, di candidati forti e riconoscibili che in un modo o nell’altro, arrivati a Roma, dovranno dar conto. E questa già sarebbe una mezza rivoluzione.

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