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Sannio, gli obiettivi del nuovo mandato di Lombardi: strade, acqua, scuola, ambiente e turismo. La Provincia rilancia la sfida delle aree interne

L'APPROFONDIMENTO - Ecco le Linee programmatiche 2026-2030 del presidente: la Rocca dei Rettori punta a rafforzare il ruolo di «Casa dei Comuni», accelerare gli investimenti strategici, valorizzare le risorse del territorio e costruire una nuova stagione di sviluppo per il Sannio. Dalla diga di Campolattaro alla Fortorina, dal Museo Egizio alla rifunzionalizzazione dello STIR di Casalduni, un programma che intreccia infrastrutture, servizi, innovazione e coesione territoriale

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Non una semplice elencazione di interventi amministrativi, ma una visione complessiva del futuro del Sannio, con l’ambizione di trasformare le potenzialità delle aree interne in concrete opportunità di crescita economica, sociale e culturale. È questa la prospettiva che emerge dalle Linee programmatiche relative alle azioni e ai progetti da realizzare nel mandato 2026-2030 del presidente della Provincia di Benevento, Nino Lombardi.

Il documento traccia le coordinate politiche e amministrative del nuovo quadriennio e individua una precisa direzione di marcia: rafforzare la funzione della Provincia quale istituzione di area vasta, capace di coordinare le esigenze dei Comuni, intercettare risorse finanziarie, promuovere investimenti e rappresentare con autorevolezza le istanze del territorio nei confronti della Regione Campania e del Governo nazionale.

Un programma che si colloca nel solco dell’esperienza amministrativa precedente, ma che guarda anche alle nuove sfide che attendono il territorio sannita, a partire dalla necessità di superare il divario infrastrutturale, contrastare lo spopolamento, garantire servizi essenziali e valorizzare le straordinarie risorse ambientali, agricole, storiche e culturali della provincia.

Lombardi, eletto il 26 luglio 2026 e proclamato il giorno successivo, ha visto convalidata la propria elezione dal Consiglio provinciale con deliberazione n. 41 del 31 luglio 2026, nella quale è stata contestualmente presa d’atto del giuramento. Il documento, predisposto sulla base delle esperienze maturate e degli elementi conoscitivi disponibili, rappresenta dunque il riferimento politico-istituzionale per l’azione della Presidenza nel periodo 2026-2030.

LA PROVINCIA COME «CASA DEI COMUNI»: IL SANNIO DEVE FARE SISTEMA

Il primo messaggio politico delle Linee programmatiche riguarda il ruolo stesso della Provincia. Lombardi rivendica la necessità di restituire centralità a un’istituzione che, dopo la riforma Delrio del 2014, ha attraversato una lunga fase di incertezza normativa e organizzativa.

La Provincia viene concepita come una vera e propria cerniera istituzionale, chiamata a collegare i Comuni, sostenere le amministrazioni locali e coordinare le politiche di sviluppo di un territorio caratterizzato da realtà molto diverse tra loro.

La parola d’ordine è «Casa dei Comuni»: un ente aperto al confronto, disponibile a mettere a disposizione dei sindaci le proprie competenze tecniche e amministrative e capace di costruire strategie condivise, superando frammentazioni e logiche campanilistiche.

In questa prospettiva, Lombardi intende rafforzare il dialogo con l’Assemblea dei Sindaci, il Consiglio provinciale, i Consigli comunali, le Università, gli ordini professionali, le organizzazioni sindacali, le associazioni di categoria, il mondo produttivo, il volontariato e le realtà associative.

Tra gli obiettivi politico-istituzionali figura anche la revisione della legge 56/2014, affinché venga restituita ai cittadini la possibilità di eleggere direttamente gli organi di governo delle Province. Il presidente considera infatti l’attuale sistema elettorale di secondo livello uno dei principali limiti della riforma, insieme alle duplicazioni procedurali che appesantiscono il funzionamento degli enti.

Non meno importante è la richiesta alla Regione Campania di restituire alla Provincia le deleghe in materia di cultura, turismo e agricoltura, considerate particolarmente coerenti con le vocazioni economiche e identitarie del Sannio.

La strategia è chiara: rafforzare la capacità dell’ente di rappresentare il territorio e di partecipare attivamente ai processi decisionali regionali e nazionali.

AREE INTERNE, DA PERIFERIA A RISORSA STRATEGICA

Uno dei passaggi più significativi del programma riguarda la visione delle aree interne. La Presidenza intende superare la tradizionale narrazione dei territori montani e periferici come luoghi da assistere, per riconoscerne invece il valore strategico.

La prospettiva indicata da Lombardi è quella di passare dalle politiche «per» le aree interne alle politiche «dalle» aree interne: territori capaci di generare innovazione, attrarre nuove imprese, valorizzare le produzioni locali e offrire nuove opportunità di qualità della vita.

In questo quadro si inserisce la volontà di consolidare la presenza del Sannio nella Strategia nazionale delle Aree interne, con particolare attenzione al Fortore, la cui inclusione è stata perseguita dalla Provincia nel precedente mandato, dopo l’iniziale esclusione.

Il documento richiama anche i dati economici di Movimprese relativi al terzo trimestre 2026, secondo i quali la provincia di Benevento avrebbe registrato una crescita dello 0,60% delle imprese, superiore alla media nazionale dello 0,32%. Le 405 nuove iscrizioni a fronte di 205 cessazioni determinano un saldo positivo di 200 imprese, con 33.665 attività registrate al 30 settembre 2026.

Un dato che, nella lettura della Presidenza, conferma le potenzialità del sistema produttivo sannita e rafforza la necessità di politiche territoriali capaci di accompagnare e sostenere le energie imprenditoriali.

La Provincia intende inoltre rendersi protagonista dei tavoli istituzionali relativi alle politiche per la montagna, alla sanità, ai trasporti pubblici e al dimensionamento scolastico, questioni che incidono direttamente sulla permanenza delle comunità nei piccoli centri.

INNOVAZIONE E DIGITALIZZAZIONE: UNA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE PIÙ MODERNA

La trasformazione digitale costituisce un altro asse portante del programma. L’obiettivo è rendere la macchina amministrativa più efficiente, semplificare le procedure, ridurre i tempi burocratici e migliorare l’accessibilità dei servizi per cittadini, imprese e amministrazioni locali.

La Provincia intende proseguire nel completamento della digitalizzazione dei procedimenti, nella dematerializzazione documentale e nell’innovazione delle modalità di erogazione dei servizi.

Particolare attenzione viene riservata alla sicurezza informatica, considerata una condizione indispensabile per proteggere le infrastrutture tecnologiche, le banche dati e la continuità operativa dell’ente.

Il programma valorizza anche gli investimenti già ottenuti attraverso il PNRR. Tra questi spicca il finanziamento di 873.348 euro per la migrazione al cloud dei servizi e delle banche dati provinciali, nell’ambito della Misura 1.2.

A questo si aggiungono gli interventi relativi all’estensione dell’utilizzo di SPID e CIE, lo sviluppo dei Servizi Innovativi Territoriali attraverso la piattaforma Pi.Co. e il modulo SIT, nonché l’adeguamento tecnologico dello Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP).

La digitalizzazione non viene considerata soltanto una modernizzazione interna degli uffici, ma anche uno strumento attraverso il quale la Provincia può offrire servizi e supporto tecnico ai Comuni, contribuendo a ridurre le difficoltà organizzative delle amministrazioni più piccole.

NUOVO PIANO TERRITORIALE: PROGRAMMARE IL SANNIO SENZA CONSUMARE IL SUO FUTURO

Tra gli impegni prioritari del nuovo mandato figura l’aggiornamento del Piano territoriale di coordinamento provinciale (PTCP), approvato nel 2012 e ormai bisognoso di una profonda revisione.

Il nuovo strumento dovrà tenere conto delle trasformazioni normative, delle esigenze di sviluppo e delle criticità urbanistiche del territorio. Un dato evidenziato nel documento è particolarmente significativo: circa due terzi dei Comuni sanniti sono ancora sprovvisti di Piano urbanistico comunale.

Una condizione che può ostacolare la programmazione degli interventi, frenare le opportunità economiche e contribuire alla marginalizzazione dei centri più piccoli.

La nuova pianificazione dovrà quindi essere costruita attraverso un processo partecipativo che coinvolga Comuni, Università, associazioni, enti gestori dei servizi pubblici e rappresentanze economiche e sociali.

Tre sono gli indirizzi strategici individuati: tutela del patrimonio ambientale e contenimento del consumo di suolo; regolamentazione degli insediamenti energetici da fonti rinnovabili; riequilibrio del sistema insediativo, rafforzando i poli urbani ed economici senza abbandonare le aree periferiche.

Particolare attenzione sarà dedicata alla distribuzione territoriale degli impianti eolici, fotovoltaici e dei sistemi di accumulo energetico, affinché la transizione energetica non avvenga a discapito delle risorse paesaggistiche, ambientali e produttive del territorio.

Il nuovo PTCP dovrà inoltre essere accompagnato da un Sistema informativo territoriale basato su tecnologia GIS, consultabile e implementabile sul web, che la Provincia intende mettere a disposizione dei Comuni per agevolare anche la formazione dei rispettivi strumenti urbanistici.

FIUMI E RISCHIO IDROGEOLOGICO: LA PRIORITÀ DELLA SICUREZZA

La tutela del territorio passa anche attraverso la manutenzione del reticolo idrografico e la prevenzione dei rischi.

Le Linee programmatiche evidenziano una criticità istituzionale: alla Provincia è stata attribuita la gestione del reticolo fluviale principale senza un’adeguata assegnazione di risorse finanziarie da parte della Regione Campania.

Lombardi intende pertanto rilanciare il confronto istituzionale per ottenere i finanziamenti necessari a svolgere concretamente le competenze assegnate.

Nel frattempo, è stato disposto un monitoraggio delle aree maggiormente esposte al rischio, con particolare riferimento al fiume Calore, nelle località Ponticelli e Pantano, e al fiume Sabato, in prossimità del ponte Santa Maria degli Angeli. L’attività sarà successivamente estesa all’Alto Sannio e al Tammaro.

Un altro obiettivo riguarda il completamento delle opere di protezione delle sponde del Calore, da Benevento fino alla confluenza con il Volturno. Il primo stralcio, concluso nel luglio 2025, ha interessato la confluenza del Sabato nel Calore e la località Pantano, mobilitando 1 milione e 245mila euro.

VIABILITÀ, LA GRANDE SFIDA DELLE INFRASTRUTTURE

È probabilmente sul fronte delle infrastrutture che si concentra una delle sfide più impegnative del quadriennio.

La rete stradale provinciale supera i 1.300 chilometri e rappresenta, per numerose comunità, l’unico collegamento con i servizi essenziali, le scuole, i presidi sanitari e le principali direttrici di comunicazione.

Lombardi riconosce che il Sannio continua a scontare un significativo deficit infrastrutturale rispetto ad altre aree della Campania. Una condizione che penalizza la competitività delle imprese, la mobilità dei cittadini e le prospettive di sviluppo dei territori montani.

La Provincia si impegna a sollecitare il completamento delle grandi opere attese da decenni, tra cui il raddoppio della Statale 372 Caianello-Telese-Benevento, il collegamento del Fortore verso la Puglia, il completamento della Fondo Valle Isclero e il miglioramento delle connessioni con le aree irpine e casertane.

Tra le proposte richiamate nel programma figurano anche il collegamento dall’Ofantina ad Apice fino a Ponte Valentino e all’area industriale ASI di Benevento, nonché l’ipotesi di un tunnel dalla A16 in territorio di Baiano per collegare la Valle Caudina sannita e irpina.

Sul versante ferroviario, resta centrale la questione della tratta Benevento-Cancello attraverso la Valle Caudina, chiusa da anni a seguito di un movimento franoso, oltre alla riattivazione dei collegamenti con il Molise e l’Irpinia. Ma la Presidenza punta soprattutto a realizzare le opere di diretta competenza provinciale.

Nel quadriennio 2026-2030 si intende completare: il ponte di Amorosi sulla Strada provinciale 87; il ponte Ligustino nel territorio di Campolattaro; l’ultimo lotto della Fondo Valle Isclero, fino all’Ospedale Sant’Alfonso Maria de’ Liguori di Sant’Agata de’ Goti; la Fondo Valle Vitulanese, destinata a collegare la Statale 372, la Statale 87 e la Statale 7 Appia; un tronco della Fortorina, nel tratto Foiano Val Fortore-Ganto/Calcarella-Montefalcone Val Fortore, con le connessioni alla Statale 90 bis nel territorio di Benevento, al confine con Paduli.

Resta inoltre l’impegno a completare il programma di collegamento stradale dal massiccio del Matese casertano alla Valle Telesina. Un capitolo particolarmente delicato riguarda i danni provocati dai trasporti eccezionali diretti ai cantieri dell’Alta Velocità/Alta Capacità Napoli-Bari e del potabilizzatore della diga di Campolattaro.

La Provincia denuncia il danneggiamento di circa 130 chilometri di strade provinciali e chiede il riconoscimento di adeguati ristori economici da destinare alla ricostruzione delle infrastrutture compromesse.

La manutenzione ordinaria e straordinaria, la sicurezza dei ponti e dei viadotti, il rifacimento delle pavimentazioni e il ripristino della segnaletica rimangono, dunque, priorità imprescindibili.

SCUOLE SICURE E AUTONOMIE SCOLASTICHE: DIFENDERE IL DIRITTO ALL’ISTRUZIONE

L’edilizia scolastica rappresenta un altro capitolo fondamentale del programma. La Provincia rivendica il lavoro realizzato negli ultimi anni attraverso investimenti PNRR superiori a 60 milioni di euro, destinati alla sicurezza, all’adeguamento sismico, all’efficientamento energetico e all’ampliamento degli edifici scolastici.

L’obiettivo del nuovo mandato è portare a termine gli interventi ancora in corso e proseguire nella riqualificazione del patrimonio edilizio scolastico, garantendo ambienti sicuri e moderni agli studenti e al personale.

Ma la questione scolastica non riguarda soltanto gli edifici. Lombardi intende continuare a contrastare gli accorpamenti indiscriminati e la perdita di autonomie scolastiche nelle aree interne, sostenendo una programmazione che tenga conto delle distanze, della conformazione geografica, delle difficoltà di trasporto e delle caratteristiche delle comunità locali.

In questa direzione, il Piano provinciale relativo all’anno scolastico 2027/2028 conferma l’attuale assetto delle autonomie scolastiche, senza riduzioni delle istituzioni dotate di dirigenza.

La Provincia punta inoltre a rafforzare il collegamento tra scuola, università, formazione professionale e mondo del lavoro, contrastando la dispersione scolastica e sostenendo l’inclusione degli studenti con disabilità, dei giovani in condizioni di fragilità e degli studenti di origine straniera.

L’intesa con l’Università del Sannio, già protagonista di una collaborazione per la disponibilità e la realizzazione di nuove strutture, viene considerata un ulteriore elemento da sviluppare.

DIGA CAMPOLATTARO, 205 MILIONI PER OPERE DI DERIVAZIONE: L’ACQUA COME MOTORE DI SVILUPPO

Tra i progetti di maggiore rilevanza strategica figura certamente la diga di Campolattaro, destinata a diventare una delle principali infrastrutture civili ed economiche del Sannio.

L’invaso sul fiume Tammaro contiene una risorsa di circa 100 milioni di metri cubi d’acqua. Il programma di utilizzazione prevede la realizzazione di un impianto di potabilizzazione, attualmente in costruzione nel territorio di Ponte, con un investimento complessivo di 750 milioni di euro cofinanziato da Governo e Regione.

Ma la visione della Provincia va oltre la sola potabilizzazione. Lombardi intende assicurare che la risorsa idrica possa essere utilizzata anche a beneficio dell’agricoltura, della zootecnia e delle esigenze civili dell’intero territorio sannita.

In questo percorso si colloca il Protocollo d’intesa sottoscritto l’8 febbraio 2023 tra Regione Campania, Provincia di Benevento, Consorzio di bonifica Sannio Alifano, Coldiretti, Confagricoltura e CIA, che ha istituito una cabina di regia territoriale per la programmazione della distribuzione dell’acqua.

Il Masterplan predisposto dal Consorzio di bonifica costituisce lo strumento di riferimento per la progettazione delle opere irrigue a servizio delle aree agricole del territorio.

Una tappa importante è arrivata il 6 ottobre 2026, quando il Fondo del Ministero delle Infrastrutture, attraverso Invitalia, ha disposto un investimento di 205 milioni di euro per implementare le opere di derivazione dalla diga.

Si tratta di risorse destinate a rafforzare le reti idriche e a consentire ulteriori interventi a favore delle filiere agricole e zootecniche di eccellenza e degli usi civili.

La Presidenza intende seguire direttamente l’attuazione degli indirizzi del tavolo tecnico territoriale e continuare a rivendicare il riconoscimento delle spese sostenute dalla Provincia dal 1995 per la gestione e la manutenzione della diga, anche attraverso la società in house ASEA.

La sfida è trasformare Campolattaro in una risorsa capace di generare sviluppo, sicurezza idrica e nuove opportunità per il sistema produttivo sannita.

RIFIUTI, 49 MILIONI PER IL RILANCIO DELLO STIR DI CASALDUNI

Un altro capitolo centrale riguarda il completamento del processo di riorganizzazione del ciclo integrato dei rifiuti.

La Provincia intende accompagnare il trasferimento definitivo delle competenze gestionali all’Ente d’Ambito territorialmente competente, superando il ruolo di supplenza esercitato negli anni delle emergenze.

In questo percorso assume particolare rilievo l’attività della SAMTE, società partecipata che, dopo una complessa fase di risanamento, è tornata in bonis.

Tra i risultati richiamati figurano la rimozione delle ecoballe accumulate nel sito di Toppa Infuocata, a Fragneto Monforte, e gli interventi sui rifiuti combusti presenti nello STIR di Casalduni.

Ora l’attenzione si concentra sulla rifunzionalizzazione e sull’ampliamento dello STIR, per un investimento complessivo di 49 milioni di euro finanziato dalla Regione Campania.

Il progetto prevede anche una stazione di trasferenza destinata alla prima lavorazione della frazione umida, con l’obiettivo di ridurre la dipendenza dagli impianti fuori provincia e alleggerire i costi a carico dei Comuni.

Parallelamente, proseguiranno le iniziative per la chiusura e la messa in sicurezza delle discariche, con particolare riferimento alla bonifica della discarica post mortem di Sant’Arcangelo Trimonte, in località Nocecchie.

La Provincia intende inoltre ottenere il riconoscimento delle risorse previste dalla normativa regionale per la perequazione dei costi di gestione delle discariche post mortem e il rimborso delle somme anticipate per la raccolta del percolato.

L’obiettivo finale è costruire un sistema dei rifiuti più autonomo, efficiente e sostenibile, chiudendo definitivamente una stagione di emergenze che ha pesantemente condizionato il territorio.

PATRIMONIO PUBBLICO, CULTURA E TURISMO: IL SANNIO COME DESTINAZIONE

Il programma di Lombardi attribuisce un ruolo significativo anche alla valorizzazione del patrimonio immobiliare provinciale, inteso non soltanto come insieme di beni da conservare, ma come risorsa capace di produrre valore pubblico.

La Provincia intende razionalizzare gli immobili, migliorare la manutenzione e l’efficienza energetica, valorizzare i beni storici e culturali e individuare nuove opportunità di utilizzo attraverso concessioni, partenariati e altre forme di gestione coerenti con l’interesse pubblico.

Sul fronte turistico, la strategia punta sulla collaborazione tra Comuni, Camera di Commercio Irpinia Sannio, Sannio Smart Land, GAL Titerno, Confindustria e operatori economici.

Particolare attenzione sarà riservata alle Destination Management Organization (DMO), considerate strumenti fondamentali per costruire una governance turistica unitaria.

La Provincia intende rafforzare il cosiddetto turismo lento, valorizzando i Cammini dei Pellegrini lungo la Via Francigena del Sud e la rete dei Tratturi, con particolare riferimento al Regio Tratturo Pescasseroli-Candela.

Grande rilievo assume inoltre la valorizzazione del sito UNESCO «Via Appia. Regina viarum», nel quale il Sannio occupa una posizione di particolare importanza storica e culturale.

La Via Appia viene indicata come una delle principali opportunità per promuovere un’offerta turistica integrata, capace di connettere archeologia, paesaggio, borghi, tradizioni ed eccellenze enogastronomiche.

Il programma intende inoltre rafforzare la Rete Museale provinciale, che comprende il Museo del Sannio, la Biblioteca provinciale, la Chiesa di Sant’Ilario a Port’Aurea, il Museo ARCOS, il MUSA, il Geobiolab, il Parco geopaleontologico di Pietraroja, il Museo dei Telefoni di Airola e il Museo degli Orologi di San Marco dei Cavoti.

IL PROGETTO DEL MUSEO EGIZIO E LA RINASCITA DI VILLA DEI PAPI

Tra gli interventi culturali più ambiziosi spicca la realizzazione della Fondazione del Museo Egizio di Benevento. Un progetto che, secondo le Linee programmatiche, ha già compiuto passaggi fondamentali grazie alla collaborazione avviata dal 2024 con il Ministero della Cultura, la Regione Campania e la Fondazione del Museo Egizio di Torino, oltre che con la partecipata Sannio Europa.

L’iniziativa punta a valorizzare un patrimonio culturale di particolare originalità, legato alla presenza e alla diffusione della cultura egizia nella Benevento romana.

Contestualmente è prevista la ristrutturazione del Museo del Sannio, con nuovi arredi, un rinnovato allestimento espositivo e soluzioni tecnologiche avanzate.

Il Museo ARCOS, una volta trasferiti i reperti egizi al Museo del Sannio, sarà destinato alle esposizioni di arte contemporanea e a una programmazione più intensa di eventi culturali e performativi.

Anche il Giardino del Mago di Palazzo Casiello, che ospita le opere di Riccardo Dalisi, sarà ulteriormente valorizzato quale spazio stabile per manifestazioni ed eventi.

Un altro intervento di particolare interesse riguarda Villa dei Papi, complesso neogotico del XVIII secolo situato sulla collina di Pacevecchia, di proprietà condivisa tra Provincia e Comune di Benevento.

Per la riqualificazione della struttura è stato concesso nel febbraio 2025 un finanziamento di 9 milioni di euro all’Amministrazione comunale nell’ambito dei fondi Metro Plus-Città medie.

Lombardi intende dare concreta attuazione al protocollo di valorizzazione sottoscritto tra i due enti, restituendo alla comunità un bene storico destinato a guardare al futuro, all’innovazione e alle nuove generazioni.

PARI OPPORTUNITÀ, DIRITTI E LEGALITÀ: L’ATTENZIONE ALLE PERSONE

Il programma non trascura la dimensione sociale e civile dell’attività amministrativa. La Provincia intende proseguire la collaborazione con la Consigliera di Parità per contrastare le discriminazioni in ambito lavorativo e promuovere una cultura dell’uguaglianza.

Un’attenzione specifica sarà riservata alla prevenzione e al contrasto della violenza contro le donne, attraverso il coinvolgimento delle istituzioni locali, delle forze dell’ordine, dell’autorità giudiziaria, delle scuole e delle università.

Altrettanto importante è il sostegno alle attività del Garante provinciale dei diritti delle persone detenute.

La finalità è promuovere il rispetto della dignità umana, l’inclusione e le opportunità di reinserimento sociale, nella consapevolezza che la funzione rieducativa della pena richiede il coinvolgimento dell’intera comunità territoriale.

Legalità e trasparenza costituiscono inoltre elementi centrali del modello amministrativo delineato dalla Presidenza.

Il programma prevede il rafforzamento delle misure di prevenzione della corruzione, dei controlli interni, della trasparenza amministrativa e della formazione del personale sui temi dell’etica pubblica e dell’integrità.

EQUILIBRIO FINANZIARIO E INVESTIMENTI: LA SOLIDITÀ COME CONDIZIONE DELLO SVILUPPO

A sostenere l’intero impianto programmatico dovrà essere una gestione finanziaria improntata al rigore e alla capacità di programmare investimenti.

Il documento evidenzia che la Provincia conclude il precedente mandato senza dichiarazioni di dissesto o predissesto finanziario, senza ricorso al fondo di rotazione e con il risanamento della partecipata SAMTE.

Viene inoltre richiamato il rafforzamento della struttura organizzativa dell’ente: i dipendenti provinciali sono passati da 90 all’inizio del precedente mandato a 109 nel maggio 2026.

Particolarmente significativa è stata la stabilizzazione, a partire dal 4 maggio 2026, di 28 operai forestali precedentemente assunti a tempo determinato, portando a 38 il numero complessivo degli addetti al servizio.

Per il nuovo quadriennio, la Presidenza intende mantenere una politica di bilancio rigorosa, ma orientata alla crescita, utilizzando le risorse disponibili e intercettando ogni opportunità di finanziamento regionale, nazionale ed europeo.

La priorità sarà assegnata agli investimenti capaci di produrre benefici concreti per le comunità, soprattutto nelle aree maggiormente fragili, attraverso il miglioramento della viabilità, la messa in sicurezza delle infrastrutture, l’efficientamento energetico, la tutela ambientale e la prevenzione del dissesto idrogeologico.

LA SFIDA DEL QUADRIENNIO: TRASFORMARE I PROGETTI IN RISULTATI

Le Linee programmatiche 2026-2030 delineano, nel loro complesso, una strategia che prova a tenere insieme le diverse anime del Sannio: quella agricola e produttiva, quella ambientale e paesaggistica, quella culturale e turistica, quella delle infrastrutture e dei servizi pubblici.

Il filo conduttore è la convinzione che le aree interne non debbano essere considerate territori marginali, ma realtà dalle quali può partire una nuova stagione di sviluppo, a condizione che siano garantiti collegamenti, servizi, investimenti e capacità di rappresentanza istituzionale.

La diga di Campolattaro, il completamento della Fortorina e della Fondo Valle Isclero, la riqualificazione delle scuole, il nuovo Piano territoriale, il rilancio dello STIR di Casalduni, la Fondazione del Museo Egizio e la valorizzazione della Via Appia costituiscono alcuni dei principali tasselli di questa visione.

Resta naturalmente decisivo il passaggio dalla programmazione alla concreta realizzazione degli interventi, soprattutto in un contesto nel quale molte delle opere strategiche dipendono dalla collaborazione e dalle decisioni di altri livelli istituzionali.

È proprio su questo terreno che si misurerà la capacità della Provincia di svolgere il proprio ruolo di coordinamento e di interlocuzione politica.

La sfida lanciata da Nino Lombardi per il 2026-2030 è, in definitiva, quella di fare del Sannio un sistema territoriale più coeso, competitivo e capace di guardare al futuro senza rinunciare alla propria identità.

Una Provincia che non si limiti ad amministrare le competenze assegnate, ma che sappia progettare, collegare, promuovere e accompagnare lo sviluppo. Una «Casa dei Comuni» nella quale le esigenze delle singole comunità possano diventare una strategia condivisa.

Perché il futuro delle aree interne, nella visione della Presidenza, non può essere affidato a interventi isolati o a risposte emergenziali: deve nascere da una programmazione di lungo periodo, dalla collaborazione istituzionale e dalla capacità di trasformare le risorse del territorio in opportunità con

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