Nonostante un
rincaro medio del 35% dei costi per produrre vino, con l’impennata dei
prezzi di vetro, sughero, gabbiette per gli spumanti, etichette e
cartoni di imballaggio, la produzione vinicola del Sannio
regge e cresce, dimostrando una grande capacità di resilienza rispetto
al covid. È quanto emerge da un’analisi presentata in chiusura del
Vinitaly, nella sala Vesuvio del padiglione Campania, da Coldiretti
Benevento e Consorzio di Tutela Vini del Sannio. Sono
intervenuti il presidente del Consorzio Libero Rillo, il presidente del
Distretto di qualità vini del Sannio Domizio Pigna, l’assessore
regionale all’agricoltura Nicola Caputo e il presidente provinciale e
vicepresidente nazionale di Coldiretti Gennarino Masiello.
L’analisi si è
concentrata sulla fotografia dello stato dell’arte. Anzitutto sui circa
11 mila ettari di vigneti, che rappresentano la metà di tutta la
Campania, quelli che sono certificati dal Consorzio per
la produzione di vini Dop sono meno di 4 mila. Nonostante questo dato
di partenza, le bottiglie prodotte nel 2021 in provincia di Benevento
con marchio di tutela sono quasi 25 milioni, di cui 6 milioni di
Falanghina del Sannio Dop, 6 milioni di Sannio Dop,
12 milioni di Beneventano Igp e 350 mila di Aglianico del Taburno Docg.
Il valore complessivo della produzione a marchio sfiora i 60 milioni di
euro, con una stima prudenziale. Le cantine, i “marchi”, del Sanno sono
circa 100, tra cui spiccano le grandi cantine
cooperative. Tra il 2019 e il 2021, in piena tempesta covid, la
produzione complessiva è rimasta stabile con un calo più consistente
solo nel 2020.
Una curiosità
riguarda la Falanghina Dop, che continua a macinare successi. Le
bottiglie prodotte nel 2021 sono pari, come quantità, alla somma dei due
bianchi irpini Fiano e Greco Docg.
“Questo Vinitaly –
ha commentato il presidente Rillo – sta confermando un’attenzione vivace
nei confronti dei vini del Sannio, che è sempre più attrattivo. Bisogna
continuare a lavorare sulla riconoscibilità
dei nostri marchi e sul legame profondo che c’è con il territorio. Sui
numeri possiamo dire che già nel 2021 abbiamo recuperato le perdite del
periodo covid.”
“Credo che i dati
dimostrino un trend positivo – ha aggiunto il presidente Pigna – che
vede un protagonismo crescente della Falanghina, un vino che piace molto
e che è in grado di trovare nuovi mercati e target
diversificati. Il nostro impegno deve concentrarsi su un’ambizione
condivisa. I dati ci dicono che possiamo avere ancora grossi margini di
crescita.”
“I numeri sono
fondamentali per svolgere analisi utili – ha sottolineato il presidente
Masiello – e dimostrano che la dimensione economica del comparto
vitivinicolo va oltre il percepito delle stesse aziende.
Il vino del Sannio merita di giocare in un campionato importante,
coniugando la grande cooperazione con le piccole aziende vitivinicole di
eccellenza. La partita è tutta su territorio e capacità di muoversi
insieme nella stessa direzione e con la stessa strategia.
Le strumentazioni le abbiamo, con il Consorzio di tutela da una parte e
il Distretto agroalimentare di qualità dall’altra. È importante avere
un modello vincente, senza tornare indietro su dimensioni ed economie di
scala, che è un modello vecchio. A Caputo
e alla Regione Campania lanciamo questa sfida, anche rispetto alla
presenza al Vinitaly, che al Sannio dovrà riservare in futuro lo spazio e
la visibilità che merita.”