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ECONOMIA

A Benevento la nuova sede INAPP per approfondire i temi lavoro e sviluppo al Sud

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Inaugurata stamattina, presso il centro per l’impiego in via XXV luglio, la nuova sede cittadina dell’Inapp, l’istituto nazionale per l’analisi delle politiche pubbliche, tornato operativo a Benevento a distanza di 5 anni dalla chiusura dell’ex Isfol di Villa dei Papi.

In un momento economico particolarmente delicato, il Sannio ritrova dunque un punto di contatto e confronto tra amministratori locali e operatori della formazione lavorativa, in un’ottica di integrazione tra politiche occupazionali e iniziative finalizzate allo sviluppo del territorio.

Il tasso di disoccupazione meridionale, il fenomeno giovanile neet, la necessità di colmare il gap infrastrutturale tra Nord e Sud e i finanziamenti del Pnrr, i principali temi affrontati nel corso dell’evento inaugurale, inevitabilmente incentrato anche sull’impatto avuto dalla pandemia e dal conflitto in Ucraina sul tessuto economico delle aree interne.

Presenti il sindaco Clemente Mastella, il presidente della Provincia Nino Lombardi, il presidente nazionale dell’Inapp Sebastiano Fadda, l’assessore regionale alla formazione professionale Armida Filippelli, il direttore dello Svimez Luca Bianchi e il ministro Mariastella Gelmini, attesa in videoconferenza.

”La nostra missione istituzionale prevede una duplice finalità – spiega Sebastiano Fadda, presidente nazionale dell’Inapp – . Da un lato, analizzare le politiche pubbliche che hanno ricadute sul mondo del lavoro. Dall’altro, fungere da catalizzatore di amministratori e operatori economici, sociali e culturali, al fine di elaborare strategie condivise di medio e lungo termine. Abbiamo aperto la sede a Benevento – prosegue Fadda – perché pensiamo che questo territorio abbia particolari specifiche da approfondire in termini di occupazione e sviluppo”.

”Siamo preoccupati dall’andamento dei primi bandi, in quanto i comuni del Sud presentano difficoltà ad accedere alle risorse e presentare progetti”: è l’allarme lanciato da Luca Bianchi, direttore dello Svimez, che aggiunge: “La capacità progettuale del Mezzogiorno è del 50% rispetto alla disponibilità delle risorse e a questo bisogna aggiungere l’impatto del conflitto ucraino, letale per il reddito delle famiglie più deboli. La crisi bellica si ripercuote soprattutto sul settore agroalimentare, trainante per le aree interne come il Sannio, ed è per questo – conclude – che urge supportare le pubbliche amministrazioni per non perdere la spinta alla crescita raggiunta negli ultimi mesi”.

”Investiamo molto nella formazione di qualità rivolta ai giovani – le parole dell’assessore regionale Armida Filippelli -. Dobbiamo contrastare a tutti i costi la dispersione scolastica perché siamo a 5 punti sopra la media italiana e abbiamo una percentuale di neet disastrosa”.

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