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Scuola

Al liceo Giannone Marco Guzzi e “L’insurrezione dell’umanità nascente”

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“Che fosse un evento rivoluzionario nella vita di alcuni dei presenti come lo era stato nella sua. Questo ieri ha augurato Nicola Sguera a chi, nell’Aula Palatucci del Giannone, era venuto ad assistere alla prolusione di Marco Guzzi, dal suggestivo titolo “L’insurrezione dell’umanità nascente”. L’evento si collocava all’interno di un progetto di studio innovativo della letteratura italiana portato avanti da una rete di scuole superiori del Sannio.

Noi, studenti della III A del Liceo Classico, abbiamo lavorato per alcuni mesi sulla poliedrica produzione del pensatore e poeta romano, leggendo ed analizzando suoi saggi, frammenti poetici e manuali di guarigione interiore che costituiscono il risultato dei gruppi “Darsi pace”, oramai divenuti esperienza di rilievo internazionale.

Che cosa ci ha colpito maggiormente dell’incontro di ieri? Guzzi ci ha trasmesso l’idea che è questo il momento di una nuova insurrezione, un’insurrezione diversa, non violenta ma antropologica. La parola poetica tenta di far luce sulle profondità umane e sulla straordinarietà del tempo collettivo. L’uomo non è presente, non percepisce l’avvento in quanto troppo ingabbiato nel passato; la poesia cerca di ri-centrarci. I poeti sono profeti, iniziatori che accompagnano l’uomo al di là della soglia del mondo orfico. Il “giorno” che sta nascendo in noi lo dobbiamo cercare nelle profondità più buie della nostra natura. L’umanità ha raggiunto la sua notte più buia che è la più vicina all’alba. Marco ha metaforicamente paragonato quello che dovrebbe essere il nostro comportamento all’“uomo di Alcatraz”, prigioniero che riesce ad evadere dal luogo più recluso della storia e lo fa «allevando canarini in gabbia», conosce meglio dei carcerieri la prigione, «sospira, cospira e prepara la fuga». L’umanità nascente ha il compito di studiare, conoscere il mondo per poter alimentare un’energia nuova in grado di trasformare i canali di comunicazione che, mai come ora, dominano le nostre idee, dà vita a forme inedite. Prima di cambiare il mondo è necessaria l’insurrezione dell’anima, che è molto più radicale.

Il “ciclo” di Guzzi, come può essere definito, dispone di tre basi fondanti: poesia, energia, insorgenza. Se una di esse viene separata dalle altre ci si ritrova nel mondo attuale.

L’altro suo insegnamento è l’idea della crisi: se la subisci soffri, se la vivi, la prendi nel modo giusto, è quasi entusiasmante. Questo è il tempo giusto per uscire da Alcatraz, è il tempo giusto per entusiasmarsi di una crisi: «basta volerlo».

Condicio sine qua non per la “fuga” è scendere nei propri inferi, liberarsi dalle catene di una realtà fittizia per sprigionare la creatività di un’anima insurrezionale ma dormiente. La nuova umanità che sta nascendo sa che la vita vera la attinge ogni volta che scende nei propri inferi.

Dialogando con noi, senza paludamenti accademici, senza la distanza che spesso le cattedre creano, Guzzi ci ha fatti sentire innanzitutto capiti, ed ha poi alimentato in noi la speranza di poter cambiare concretamente questo mondo insostenibile, oltre a darci la percezione di una cultura “viva”.

La sua voce potente e coinvolgente, quasi profetica, ha acceso in noi una scintilla: il desiderio di colmare il nostro disagio ponendo fine alla passività che contamina la gioventù moderna, sfidando il sistema.

È stato bello chiudere il nostro ciclo di studi superiori incontrando l’opera di un grande scrittore contemporaneo e avendo il privilegio di poter dialogare con lui, scoprendone l’umanità accogliente”.

*Gli alunni della III A del Liceo Classico “Pietro Giannone”: Arganese Caterina, Bozzo Emanuela, Caporaso Luigi, Cimino Alessia, De Angelis Davide, De Toro Debora, Di Matteo Rita, Facchiano Lucio, Gagliarde Martina, Mella Aurora, Morelli Federica, Napolitano Vincenza, Pallotta Giovanna, Pastore Claudia, Romano Bruna, Rotondi Francesca, Salvatore Osvaldo, Sauchella Antonio, Tizzani Maria Claudia, Veltro Kevin, Zollo Nausicaa.

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