Connettiti con noi
Annuncio
Annuncio
Annuncio
Annuncio
Annuncio
Annuncio
Annuncio

CRONACA

Adescavano ragazzine su Skype e WhatsApp: scattano denunce e perquisizioni. Nel Sannio guai per un 34enne

Pubblicato

su

Ascolta la lettura dell'articolo

Adescavano bambine su Messenger, Skype e WhatsApp convincendole a inviare loro filmati e foto a contenuto erotico: vasta operazione antipedofilia della Polizia postale di Udine, che ha denunciato diverse persone residenti in diverse province, dal nord al sud. Una vera e propria community i cui membri, dopo avere adescato le minorenni, si scambiavano i riferimenti di contatto.

Nel Sannio la denuncia a piede libero è scattata per un 34enne disoccupato, residente in un comune della provincia. Per l’uomo l’accusa è detenzione di materiale pedopornografico con la volontà di acquisirne altro attraverso l’adescamento di adolescenti.

Le indagini, avviate circa un anno fa, sono partite dalla denuncia dei genitori di una bambina di 12 anni. Coordinate dal Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia online di Roma e dalla Sezione Polizia Postale e delle Comunicazioni di Udine, hanno permesso di sequestrare un’ingente quantità di materiale informatico: 22 computer, 46 hard disk, 508 supporti CD e DVD, 46 pen drive usb, 50 telefoni cellulari e sim card, 11 memory card e documentazione varia.

Le indagini sono state svolte nelle province di Pesaro, Udine, Roma, Palermo, Caserta, Vibo Valentia, Brescia, Latina, Cagliari, Avellino, Monza e Brianza, Enna, Milano, Verbania, Lecce, Savona, Lucca, Forlì e Cesena, Genova, Torino, Bari, Verona e Benevento.

Tra i denunciati, in maggioranza tra i 29 e i 54 anni ma vi sono anche due ultrasessantacinquenni, figurano impiegati, liberi professionisti, studenti, operai e pensionati. Tra loro, quattro recidivi per reati analoghi. Convocata una conferenza stampa per le 10.30 presso gli uffici della Sezione Polizia Postale di Udine.

Il commento di Save the Children: “Il 32% dei teenager dà numero di cellulare a qualcuno conosciuto online”

L’indagine condotta dalla polizia di Udine, che coinvolge molte città in tutto il territorio italiano,  fa emergere ancora una volta la gravità e la diffusione del fenomeno dell’adescamento on line dei bambini e dei ragazzi da parte di adulti. 

Un’indagine di Save the Children ha rilevato che il 32% di teenager dà il suo numero di cellulare a qualcuno conosciuto online e il 27% si dà appuntamento di persona con qualcuno contattato in internet.

“Nell’esprimere il nostro apprezzamento per l’azione condotta dalle forze dell’ordine, riteniamo sia necessario prendere atto della gravità e della pericolosità di questo fenomeno. Il quadro normativo in Italia è stato aggiornato, ma sul piano pratico la protezione dei minori di fronte a questi rischi è ancora troppo debole”, dichiara Raffaela Milano, Direttore Programmi Italia-Europa Save the Children Italia. 

In particolare occorre agire almeno su quattro punti: 

– sul piano della prevenzione, l’educazione all’uso sicuro dei new media deve entrare a pieno titolo nel curriculum scolastico.  Ci sono buone pratiche cui ispirarsi, come dimostra il progetto europeo del “Safer Internet” realizzato in più di 200 scuole italiane dal Miur in collaborazione con Save the Children ed altri importanti partner. L’educazione dei bambini e degli adolescenti è la migliore forma di prevenzione dagli abusi ed è indispensabile che queste esperienze coinvolgano in modo sistematico e continuativo tutte le scuole italiane; 

– sul piano dell’azione di contrasto, occorre rafforzare il ruolo della polizia Postale e delle Comunicazioni e far crescere, attraverso attività formative e di aggiornamento, la conoscenza dei new media tra tutti gli operatori delle forze dell’ordine; 

–  è fondamentale che le aziende e in particolare i social network rafforzino le misure di controllo;

– è indispensabile infine garantire un supporto diretto professionale a tutti i minori vittime di abuso, nell’immediato e nel lungo periodo, visto che i danni subiti da una esperienza di sfruttamento sessuale on line si protraggono nel tempo con conseguenze spesso molto gravi nel processo di crescita.

Annuncio
Clicca per commentare

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Correlati

redazione 2 settimane fa

Sannio, controlli straordinari della Polstrada nel fine settimana

redazione 2 settimane fa

Benevento, pass disabili ancora in uso 3 anni dopo la morte del titolare: scattano i controlli della Municipale. Ritirati 4 contrassegni

redazione 2 settimane fa

Sicurezza potenziata per ‘Benevento Città Spettacolo’: stasera 24 unità a piazza Roma per il rapper Dipinto, 20 rinforzi per Kid Yugi

redazione 2 settimane fa

Benevento, “blindata” l’area pedonale di corso Garibaldi: check point contro bici e monopattini

Dall'autore

redazione 6 ore fa

Incendio Airola, la Uil: «Disastro ambientale che rischia di avere conseguenze sanitarie ed economiche»

redazione 7 ore fa

San Marco dei Cavoti, Costantini chiede incontro pubblico su PUC: “Il futuro del territorio va condiviso con i cittadini”

redazione 7 ore fa

Incendio di Airola, buone notizie dall’Arpac: ultimi dati mostrano assenza consolidata di diossine

redazione 9 ore fa

Benevento, inaugurata la nuova sede fABA: “Continueremo a lottare per i nostri ragazzi”

Primo piano

redazione 7 ore fa

Incendio di Airola, buone notizie dall’Arpac: ultimi dati mostrano assenza consolidata di diossine

redazione 10 ore fa

Mastella e l’onda nera: “Serve Cln con centro e progressisti uniti, altrimenti qui sarà un’altra Sassonia”

Giammarco Feleppa 10 ore fa

Via Ennio Goduti, ritorno al passato: addio parcheggi a pettine dopo meno di 2 anni. Nel primo tratto arrivano le strisce blu

Giammarco Feleppa 12 ore fa

Contrada San Domenico, Comune revoca parte delle ordinanze: via libera a completamento dell’impianto di biometano

Copyright © 2023 Intelligentia S.r.l.

Skip to content