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POLITICA

Gestione dei rifiuti e Sannio. Pedicini (MiR): “Anche da noi qualcosa non ha funzionato”

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“Benevento come Napoli e Caserta? Sembrerebbe proprio di si, stando alle notizie apparse sui giornali nei giorni scorsi. Credevamo di vivere in una provincia ancora incontaminata, che fosse riuscita ad arginare il problema dei rifiuti, più o meno pericolosi e tossici, che hanno invaso il resto della regione e invece, alla ribalta delle cronache, ecco che arrivano le notizie che meno ti aspetti: il nucleo “ambiente” della forestale sequestra….; il giudice pone sotto sequestro la discarica …; la discarica di Sant’Arcangelo Trimonte posta sotto sequestro perché l’intero invaso sta franando…; poste sotto sequestro le eco balle prodotte dal CDR di Casalduni….ecc ecc”.

Lo scrive in una nota Anna Maria Pedicini, coordinatrice provinciale del Mir.

“Da queste notizie – spiega – sembrerebbe palese che, anche da noi, qualcosa non ha funzionato nell’intera gestione dei rifiuti. Ultime, ma pur sempre allarmanti, giungono adesso le notizie sui roghi che hanno interessato nei giorni scorsi le eco balle stoccate nella nostra provincia. Le montagne in questione riguardano appunto quelle mai prodotte a norma. Il CDR di Casalduni avrebbe dovuto produrre eco balle da inviare all’inceneritore di Acerra.

Avrebbero dovuto contenere solo rifiuti solidi urbani, invece, in quelle eco balle, si e’ trovato di tutto, plastica compresa. Ciò ha reso impossibile l’invio all’inceneritore e prodotto la sentenza di sequestro da parte della magistratura. Ed ecco che arriviamo allo stato attuale.

Le montagne di rifiuti intoccabili – continua nella nota – stanno avvelenando il nostro territorio con conseguente ed evidente aumento dei casi di malattie ad esso correlato. Basti pensare all’aumento dei casi di tumore che si e’ avuto nell’ultimo quinquennio e si ha una stima approssimativa del livello di inquinamento del suolo e dell’acqua nella nostra provincia. Correlato troviamo l’aumento spropositato dei costi di gestione. A partire dall’affitto del suolo su cui sono state stoccate le eco balle, affitto ovviamente da pagare fintanto che il magistrato non sblocchi l’area e le eco balle non trovino altra collocazione. A finire all’aumento della tares in parte legata anche alla gestione del CDR ed e’ notizia recente che la SAMTE ha chiesto tutti gli arretrati e gli adeguamenti dei costi di gestione ai comuni interessati. Costi che ovviamente ricadono sull’intera comunità contributiva: cioè su tutti noi.

E finiamo – prosegue la coordinatrice Mir – con l’ultimo capitolo dell’intera saga: i roghi! Già a Giugno “ Il Mattino”, giornale nazionale, poneva l’accento sul problema della gestione delle montagne di eco balle che sono sparse in tutta la Campania e nel bilancio alla voce, CONTROLLI X ROGHI, prevedevano un costo aggiuntivo di 31 milioni di euro per la vigilanza. Ancora un costo che va a ricadere sugli utenti ovviamente.

Ecco che i roghi sono cominciati sprigionando sostanze tossiche nell’aria e avvelenando il suolo e l’acqua ancora di più. Aggiungiamo a tutto questo che, e’ notizia della scorsa settimana, l’eco-mafia ha fatto un salto di qualità! Sta cercando di mettere le mani sui soldi delle bonifiche aggiudicandosi gli appalti tramite società compiacenti e da “Il Corriere della Sera” si legge: i Casalesi puntano a ripulire i territori che loro stessi hanno inquinato. Non che si siano ravveduti, beninteso. Vogliono piuttosto mettere le mani su «finanziamenti nazionali e comunitari». Dei 61 milioni di euro, che la regione ha stanziato, ben una quarantina sono giunti ai comuni della nostra Provincia, escluso Sant’Arcangelo Trimonte che già ne aveva avuti 10. Perché proprio la provincia più dimenticata della Campania e’ riuscita a calamitare tanto denaro?

La risposta a questo punto – conclude Pedicini – sembra quasi scontata. Benevento come Napoli e Caserta? Si, con 10 anni di ritardo.

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