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CRONACA

Appalti al Comune di Benevento: in manette gli ex assessori Damiano e Boccalone. Obbligo di dimora fuori città per il sindaco Fausto Pepe

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ORE 18:00 –  “Le gravissime vicende che hanno portato a misure restrittive nei confronti di importanti esponenti dell’Amministrazione attiva, compreso il Sindaco Fausto Pepe, non possono lasciarci indifferenti. Quanto affermato nel provvedimento emanato dal Procuratore Capo disegna un quadro sconcertante per gli inquisiti e preoccupante per la città”.

Ad affermarlo è un comunicato stampa dei consiglieri comunali di opposizione a Palazzo Mosti.

“Siamo certi – aggiungono – che gli inquirenti faranno emergere rapidamente la verità. Per quel che ci compete abbiamo sempre operato nel rispetto del mandato ricevuto dagli elettori, verificando segnalando e denunciando costantemente le incongruenze amministrative”.

I consiglieri della opposizione auspicano inoltre che “sia il senso di responsabilità degli inquisiti e dei partiti in cui militano, in primis il Pd, a dettare le scelte più giuste per la città, ben sapendo che la stessa non può attendere oltremodo”. “Da tempo – spiegano – avevamo chiesto un Consiglio comunale sulle vicende di cui oggi stiamo trattando ma, pur avendo avuto assicurazioni sul suo svolgimento, lo stesso non è mai stato convocato.

Chiediamo, dunque, che ci sia il gesto consequenziale delle dimissioni in modo da ridere ai cittadini la libertà di scegliersi una amministrazione credibile capace di affrontare la grave crisi economica che attanaglia la nostra comunità”.

ORE 15:00 – “E’ ancora presto per capire cosa sta succedendo. Sono ancora in corso le operazioni da parte della Magistartura. Naturalmente noi esprimiamo tutti insieme, con il Consiglio Comunale, piena fiducia nell’operato della magistratura augurandoci che ognuno possa chiarire la sua posizione”.

Sono le dichiarazioni rilasciate ai microfoni di Ntr24.tv da Annachiara Palmieri, assessore provinciale alle Politiche formative e ai Servizi Sociali, che ha partecipato all’incontro a Palazzo Mosti tra gli esponenti del Pd.


ORE 14:15 –
Ai microfoni di Ntr24.tv anche Raffaele Del Vecchio, vicesindaco e assessore alla Cultura del Comune di Benevento. “C’è massima fiducia per l’azione della magistratura – ha detto Del Vecchio -. Vi sono dei cari amici amministartori, che sono stati destinatari di misure cautelari.

A loro ovviamente va il nostro pensiero, forse in questo momento non piacevole. Auspichiamo che tutte le posizioni valutate dalla magistratura possano essere chiarite nel più breve tempo possibile. E da parte nostra, garantiremo secondo un atteggiamento istituzionale la continuità dell’operatività amministrativa dell’Ente”.

ORE 13:50 – 
La Giunta comunale e i Consiglieri comunali di maggioranza, alla luce dei provvedimenti assunti da parte del Gip del Tribunale di Benevento su istanza della locale Procura della Repubblica, esprimono piena fiducia nell’operato della Magistratura e solidarietà umana al Sindaco e agli altri amministratori e dipendenti dell’Ente interessati dai provvedimenti emessi, con l’auspicio che tutti possano chiarire al più presto la propria posizione. 

Con senso di responsabilità istituzionale – si legge nella nota – sarà comunque garantita l’operatività amministrativa dell’Ente.

ORE 13 –
A Palazzo Mosti sono riuniti tutti gli esponenti del Pd per una riunione di partito. Presente anche il segretario provinciale Erasmo Mortaruolo e i consiglieri comunali.

Ai microfoni di Ntr24.tv proprio Mortaruolo ha dichiarato: “Sono fiducioso nella magistratura, che fa bene ad indagare. Sono convinto che tutto si risolverà. Esprimo vicinanza e solidarietà alle persone coinvolte e al sindaco Fausto Pepe, che non ho ancora però avuto modo di sentire. Tali episodi non devono compromettere in alcun modo percorsi intrapresi, bisogna portarli a compimento in un impegno sempre volto alla trasparenza e alla garanzia della legalità. Su questo l’impegno del PD sarà fermo e deciso, come è sempre stato”.  

ORE 11:30 – Delitti di concussione, anche elettorale, corruzione, truffe aggravate, turbative di gare, frodi nelle pubbliche forniture, falsità ideologiche, abusi d’ufficio e frodi fiscali mediante l’emissione di fatture fittizie per importi rilevanti. E quanto riferisce il comunicato ufficiale della Procura della Repubblica di Benevento in merito all’operazione “Mani sulla città”.

Le indagini affidate alla Digos – si legge nel comunicato – sono state avviate nel 2010, coinvolgono 61 persone e sono coordinate dalla Procura della Repubblica di Benevento che ha richiesto le suddette misure.

In particolare, le indagini hanno consentito di svelare un sistema di illegalità diffuso e di rilevare, nei comportamenti di questi pubblici ufficiali, un vero e proprio “comitato trasversale di affari” che ha determinato un condizionamento e un inquinamento ambientale nelle procedure d’ufficio, con conseguenti riflessi sulla credibilità dell’Ente Comunale e sulle sue risorse. 

Nel documento il Gip Flavio Cusani afferma: “Nell’ordinanza gli indagati agiscono nel più rozzo favoritismo e nel mercimonio della funzione, non più svolta nell’interesse esclusivo della collettività ma per perseguire utilità di interessi privati propri, di familiari, di persone o imprese amiche. Emerge in particolare la mediocrità del personale tecnico e dirigente…che a parte la palese disonestà manifestata…appare del tutto inadeguata. I dirigenti e i tecnici vengono fuori…come i vasi di coccio di manzoniana memoria stretti nella morsa costituita da una parte dall’arroganza dei politici disonesti…e dall’altra dalle blandizie e dai favori offerti da imprenditori spregiudicati”. Infine la struttura burocratica del Comune di Benevento risulta aver abdicato alla funzione pubblica (di imparzialità, indipendenza e autonomia), “mostrandosi indifesa e debole di fronte agli abusi di potere e alla corruttela di alcuni dei politici eletti”.

L’azione investigativa ha consentito inoltre di acquisire fonti di prova soprattutto sul fenomeno della corruzione e/o concussione esteso a diversi amministratori comunali. Vi è da aggiungere – si legge nella nota – che in alcune occasioni, a promuovere e/o ad organizzare altre vicende di natura illecita, che sono state accertate nel corso delle indagini, sono stati proprio i predetti pubblici amministratori e/o funzionari, i quali hanno più volte affidato servizi e pagato le relative prestazioni, senza che a monte vi fosse stata alcuna determina di affidamento, ad una cooperativa sociale, in cambio di consensi elettorali; in tale ambito sono anche emersi riferimenti a minaccedi licenziamento nei confronti dei soci lavoratori di tale cooperativa, al fine di obbligarli ad esprimere il loro voto a favore di detti politici.

In ultimo, si rappresenta che i flussi di denaro proveniente dalle rilevanti attività truffaldine accertate (di svariati milioni di euro) hanno rivelato uno scenario devastante circa la pervicace volontà di depredare le risorse pubbliche pur di raggiungere lucrosi interessi criminali. 

In definitiva – conclude la nota della Procura – le indagini hanno disvelato un vero e proprio “sistema” illegale che comprende il livello politico amministrativo (sindaco, consiglieri), il livello dirigenziale tecnico, il livello imprenditoriale. Tutti i componenti del sistema criminale si muovono in sinergia per procacciarsi anche illeciti profitti personali.

I responsabili politici ed amministrativi non si muovono solo per un interesse pubblico o per garantire un servizio pubblico, ma tali evenienze sono eventualmente garantite solo se coincidono con il fine privatistico del guadagno personale. 

Queste le ordinanze di custodia cautelare in carcere:

Luigi Boccalone, già assessore comunale alle Finanze e attuale presidente del Consiglio Comunale di Benevento;

Antonio Cavaliere, imprenditore edile di San Cipriano d’Aversa;

Aldo Damiano, già assessore comunale ai Lavori Pubblici e attuale consigliere comunale;

Giovanni Racioppi, funzionario tecnico del settore Lavori Pubblici del Comune;

Agli arresti domiciliari: 

Silvano Capossela, imprenditore edile di Benevento;

Pietro Ciardiello, imprenditore edile di Benevento;

Luigi Tedesco, imprenditore impiantistica di Benevento;

Obbligo di dimora:

Angelo Diana, di Casal di Principe, tecnico di fiducia dell’imprenditore Antonio Cavaliere;

Andrea Lanzalone, dirigente del settore Finanze del Comune di Benevento;

Roberto La Peccerella, già dirigente del settore Lavori Pubblici del Comune di Benevento;

Giuseppe Pellegrino, già funzionario tecnico del settore Lavori pubblici del comune di Benevento;

Fausto Pepe, sindaco di Benevento;

Giuseppe Siciliano, imprenditore edile di Benevento;

Achille Timossi, funzionario tecnico del settore Lavori Pubblici del Comune di Benevento.

ORE 11 – Da Palazzo Mosti tutto tace, nonostante all’inizio si fosse ipotizzata l’idea di organizzare una conferenza stampa da parte dell’esecutivo. Secondo quanto trapela da via Annunziata, si attenderebbero indicazioni anche dai dirigenti del Partito Democratico. 

Il portavoce del sindaco, Antonio Orafo, si è trattenuto con i cronisti presenti presso la sede del Comune. Alla stampa, Orafo ha chiarito la posizione del primo cittadino spiegando che potrà continuare ad espletare le sue funzioni anche fuori città. “Si lavora – ha aggiunto – per non interrompere la macchina amministrativa a Palazzo Mosti. Il sindaco – ha concluso – sta valutando le sue posizioni con l’avvocato di fiducia. Tra 24/48 ore probabilmente rilascerà delle dichiarazioni”.

Nessun commento invece dal vicesindaco e assessore comunale alla Cultura, Raffaele Del Vecchio. “Manderemo una comunicazione ufficiale dopo la Giunta comunale di oggi”, ha riferito a Ntr24.tv. 

ORE 10:15 – Poco prima delle 10 il sindaco di Benevento Fausto Pepe si è presentato in via Raffaele De Caro, presso la Questura di Benevento, accompagnato dal suo legale di fiducia. Secondo quanto si apprende, il primo cittadino e gli altri “colpiti” dal provvedimento di obbligo di dimora fuori città, dovranno presentarsi alle forze dell’ordine per dichiarare il posto dove fisseranno il luogo del domicilio. Fausto Pepe non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione alla stampa. Dalla Questura, intanto, fanno sapere che non è stata fissata nessuna conferenza stampa: a breve, però, dovrebbe arrivare l’ufficialità con un comunicato stampa dalla Procura della Repubblica.

ORE 9:40 – Le ordinanze di custodia cautelare in carcere, secondo le indiscrezioni trapelate dalla Questura, riguarderebbero: Luigi Boccalone, Aldo Damiano, Antonio Cavaliere (imprenditore edile casertano, cognato del deputato PdL Nicola Cosentino), Giuseppe Siciliano e Giovanni Racioppi.

Arresti domiciliari, invece, per Silvano Capossela, Pietro Ciardiello e Luigi Tedesco.

Obbligo di dimora fuori città per: Andrea Lanzalone, Roberto la Peccerella, Giuseppe Pellegrino, Fausto Pepe, Andrea Scocca, Giuseppe Siciliano, Achille Timossi e Angelo Diana.

ORE 9:30 – Sono 16 in tutto le misure cautelari in corso di esecuzione dalle prime luci dell’alba. Si tratterebbero di cinque arresti in carcere, tre ai domiciliari e di otto misure di obbligo di dimora fuori città. Tra i reati contestati concussione, corruzione, truffa aggravata e frode nelle forniture per opere pubbliche.

In manette l’ex assessore al Lavori Pubblici, Aldo Damiano, e l’attuale presidente del Consiglio comunale Luigi Boccalone, già assessore alle Finanze nella prima amministrazione Pepe. Obbligo di dimora, invece per il primo cittadino. Tra gli arrestati anche gli imprenditori Siciliano e Ciardiello, quest’ultimo agli arresti domiciliari.

Secondo le prime indiscrizioni, provvedimenri restrittivi anche per i dirigenti comunali Lanzalone, La Peccerella, Scocca, Racioppi, Timossi. A breve conferenza stampa delle forze dell’ordine.


ORE 9:15 –
Sarebbero undici in tutto i provvedimenti in corso di esecuzione nei confronti di amministratori del Comune di Benevento e imprenditori del luogo. Secondo le prime indiscrezioni, si tratterebbero di 6 arresti e alcuni obblighi di dimora. Le ipotesi di reato sarebbero concussione e corruzione e riguarderebbero gli appalti del Comune durante la prima amministrazione Pepe.

Tra i nomi eccellenti di Palazzo Mosti figurerebbero il sindaco Fausto Pepe, il presidente del Consiglio comunale Luigi Boccalone (allora assessore alle Finanze), l’ex assessore ai Lavori Pubblici Aldo Damiano e i dirigenti comunali Lanzalone, Racioppi, La Peccerella, Timossi e Scocca.

ORE 8:00 – E’ in corso dalle prime luci dell’alba un’operazione degli agenti della Polizia di Stato, che stanno eseguendo alcune ordinanze di custodia cautelare in carcere, agli arresti domiciliari e obblighi di dimora. I provvedimenti, emessi dalla locale Procura della Repubblica, sarebbero nei confronti di amministratori del Comune di Benevento. 

Tra gli arrestati figurerebbe anche un tecnico di Palazzo Mosti e un imprenditore del settore edile.  Secondo alcune indiscrezioni trapelate dalla Questura di Benevento, i provvedimenti riguarderebbero il sindaco Fausto Pepe (per lui obbligo di dimora a Benevento; l’ex assessore comunale al Bilancio Luigi Boccalone e l’ex assessore comunale ai Lavori Pubblici Aldo Damiano.

L’inchiesta della Procura farebbe riferimento agli appalti del Comune di Benevento.

A breve aggiornamenti su Ntr24.tv

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