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Assistenza religiosa ai degenti: rinnovata la convenzione tra il San Pio e la diocesi di Benevento
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Un impegno che si rinnova nel segno dell’assistenza integrale alla persona. Con una delibera firmata oggi, l’Azienda Ospedaliera di Rilievo Nazionale “San Pio” ha ufficializzato il rinnovo della convenzione con l’Arcidiocesi di Benevento per il servizio di assistenza religiosa cattolica presso le proprie strutture di ricovero.
L’accordo, sottoscritto digitalmente dal Direttore Generale del “San Pio”, Maria Morgante, e dall’Amministratore Diocesano, Monsignor Francesco Iampietro, avrà una durata di tre anni con decorrenza retroattiva dal 1° gennaio 2026 fino al 31 dicembre 2028. L’obiettivo centrale resta quello di garantire ai pazienti, ai loro familiari e al personale ospedaliero il libero esercizio del diritto di professare la propria fede. Il servizio sarà assicurato dalla presenza di un assistente religioso (Cappellano) individuato dall’Ordinario Diocesano.
Oltre alla celebrazione delle funzioni e all’amministrazione dei Sacramenti, la convenzione delinea un profilo di assistenza multidisciplinare che comprende: Sostegno psicologico e umano: Relazioni di aiuto per supportare il processo terapeutico dell’ammalato; Umanizzazione delle cure: Promozione del volontariato per migliorare i rapporti interpersonali all’interno della struttura; Apertura interreligiosa: Un punto qualificante riguarda il dialogo ecumenico. Il Cappellano si impegna infatti a facilitare l’assistenza religiosa anche per i degenti non cattolici che ne facciano richiesta, contattando i rispettivi ministri di culto.
Sotto il profilo economico, l’operazione comporta un investimento complessivo per il triennio di € 84.796,65. L’Ente gestore continuerà inoltre a mettere a disposizione della Cappellania i locali necessari per il culto (cappella e sacrestia) e l’alloggio per il Cappellano incaricato.
Il rinnovo si inserisce nel solco delle normative nazionali (Legge 833/78) e degli accordi regionali tra la Regione Campania e la Conferenza Episcopale Campana. Come precisato nell’atto, l’attività del Cappellano non configura un rapporto di lavoro subordinato con l’Azienda Ospedaliera, ma si configura come un servizio alla comunità cristiana coordinato con le esigenze igienico-sanitarie e organizzative del presidio ospedaliero.



