ECONOMIA
Unimpresa Irpinia Sannio lancia il ‘Patto per lo Sviluppo delle Aree Interne’
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Unimpresa Irpinia Sannio annuncia l’avvio del “Patto per lo Sviluppo delle Aree Interne”, un’iniziativa che si propone di avviare un percorso stabile e strutturato di confronto tra istituzioni, sistema produttivo e rappresentanze sociali nei territori dell’Irpinia e del Sannio. Non si tratta di un progetto isolato, ma dell’avvio di un processo destinato a consolidarsi nel tempo, con l’obiettivo di costruire una visione condivisa di sviluppo capace di restituire centralità a due aree troppo a lungo considerate marginali nel dibattito regionale e nazionale.
L’iniziativa prende forma in un contesto complesso, segnato da criticità ormai note ma non per questo meno urgenti, evidenziate dal progressivo spopolamento dei piccoli comuni, dalla riduzione dei servizi essenziali, alle difficoltà nei collegamenti materiali e immateriali, dalla fragilità del tessuto economico locale. Allo stesso tempo, però, Irpinia e Sannio continuano a esprimere un patrimonio significativo di competenze, identità produttive e risorse ambientali e culturali che, se adeguatamente valorizzate, possono rappresentare un fattore di rilancio non solo per i territori ma per l’intera regione.
È in questa duplice consapevolezza, tra criticità e potenzialità, che si inserisce il Patto promosso da Unimpresa Irpinia Sannio, che punta a superare logiche frammentate e interventi episodici per costruire una strategia di sviluppo integrata, capace di mettere in relazione politiche pubbliche, investimenti privati e iniziative locali. Una strategia che guarda anche alle opportunità offerte dalla programmazione europea e nazionale, dai fondi strutturali al PNRR, nella convinzione che senza una regia territoriale condivisa il rischio sia quello di disperdere risorse e occasioni.
Il Presidente di Unimpresa Irpinia Sannio, Ignazio Catauro, sottolinea come il punto di partenza sia innanzitutto culturale e politico: “Non possiamo più permetterci di inseguire lo sviluppo sperando che arrivi dall’esterno. È necessario che i territori assumano un ruolo attivo, che costruiscano alleanze e che definiscano con chiarezza le proprie priorità. Il Patto nasce per questo, per dare un luogo stabile a questo confronto e trasformarlo in azione concreta”.
Il percorso ha già registrato una prima risposta significativa, con l’adesione di nove Distretti del Commercio, sei associazioni di categoria, due GAL e numerose realtà del terzo settore, a conferma di una crescente disponibilità a fare rete. Un elemento che, secondo il presidente Catauro, rappresenta un segnale incoraggiante: “C’è una consapevolezza nuova. Irpinia e Sannio stanno iniziando a percepirsi come un sistema e non come una somma di realtà isolate. Questo è il primo passo per costruire politiche efficaci e durature”.
Il Patto si inserisce anche in un dibattito più ampio sul ruolo delle Aree Interne nel modello di sviluppo del Paese. Negli ultimi anni, infatti, questi territori sono tornati al centro dell’attenzione per la loro capacità di offrire modelli alternativi di crescita, basati su sostenibilità, qualità della vita e valorizzazione delle identità locali. In questo quadro, Irpinia e Sannio possono giocare un ruolo rilevante, a condizione di rafforzare la propria capacità di programmazione e di interlocuzione con i livelli istituzionali superiori.
Le questioni sul tavolo sono molteplici e strettamente interconnesse: si va dalla necessità di rigenerare i centri urbani e contrastare l’abbandono dei borghi, al rafforzamento del tessuto commerciale e artigianale, fino alla valorizzazione delle filiere produttive locali, in particolare nei settori dell’agroalimentare, del turismo e della manifattura. A queste si aggiungono i temi della mobilità e dell’accessibilità, della digitalizzazione, della transizione ecologica e della capacità di attrarre nuovi investimenti e competenze. Tutti ambiti che, per essere affrontati in modo efficace, richiedono una visione unitaria e strumenti di coordinamento adeguati.
In questo scenario, un ruolo centrale è riconosciuto anche alla dimensione sociale dello sviluppo. Il Patto, infatti, non si limita a coinvolgere il mondo delle imprese, ma si apre in modo esplicito al contributo delle rappresentanze dei lavoratori. I sindacati sono chiamati a partecipare attivamente al percorso, nella convinzione che solo attraverso un dialogo costante tra impresa e lavoro sia possibile costruire modelli di crescita equilibrati e sostenibili. “Lo sviluppo non è solo una questione economica – osserva il rappresentante di Unimpresa – ma riguarda la qualità della vita delle persone, la stabilità dell’occupazione, le opportunità per i giovani. Per questo il confronto con i sindacati è fondamentale, perché consente di tenere insieme competitività e coesione sociale”.
Accanto alle parti sociali, il coinvolgimento delle istituzioni rappresenta un altro elemento decisivo. Il Patto si rivolge a Comuni, Unioni di Comuni, Province, Regione Campania, Camera di Commercio, Università e Centri di ricerca, con l’obiettivo di costruire un’interlocuzione stabile che permetta di incidere concretamente sulle scelte strategiche e sulla destinazione delle risorse. “Le istituzioni sono chiamate a svolgere un ruolo di accompagnamento e di sostegno – afferma Catauro – ma è fondamentale che il protagonismo resti nei territori. Solo così le politiche pubbliche possono essere davvero efficaci e aderenti ai bisogni reali”.
L’ambizione del progetto è quella di dare vita a un luogo permanente di confronto e proposta, capace di evolversi nel tempo e di adattarsi alle esigenze che emergeranno lungo il percorso. Non una struttura rigida, ma uno spazio aperto e dinamico, in cui far convergere esperienze, competenze e progettualità, con l’obiettivo di costruire una piattaforma credibile anche nei confronti dei decisori pubblici.
In conclusione, il Presidente di Unimpresa Irpinia Sannio richiama il senso più profondo dell’iniziativa, che va oltre la dimensione organizzativa per assumere un valore politico e culturale: “Irpinia e Sannio hanno tutte le caratteristiche per tornare protagoniste, ma questo può accadere solo se si costruisce una visione comune e se ciascuno è disposto a fare la propria parte. Il Patto è un invito alla responsabilità collettiva, alla capacità di guardare oltre i confini amministrativi e di immaginare insieme un futuro diverso. Le Aree Interne non sono un limite, ma una risorsa strategica su cui investire con convinzione».



