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POLITICA

Riordino province, replica a Capotosti dal Ministero: “Onida ha sostenuto il contrario”

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In tema di revisione delle Province prevista dalla legge sulla spending review, Valerio Onida, Presidente Emerito della Corte Costituzionale, ha “sostenuto il contrario”.

E’ la risposta che fonti del ministero della Pubblica Amministrazione e la semplificazione – interpellate dell’ Ansa – hanno dato all’intervento di oggi di Piero Alberto Capotosti.

Nessuna replica, quindi, da parte del ministro Filippo Patroni Griffi, ma la necessità di precisare che il dibattito sul taglio delle province è aperto. “Sarà rozzo il criterio adottato” per dimensionare le province, aveva detto Onida in un’intervista al Sole24ore, “ma è difficile negare che, se si vuole conseguire il risultato, non ci sono molte altre strade praticabili.

E’ quindi auspicabile che resistenze politiche e azioni giudiziarie non impediscano di raggiungerlo. Il Governo ha ottenuto un successo forse inatteso con la soppressione dei piccoli Tribunali e delle sezioni staccate di Tribunale: è da augurarsi che il più arduo passaggio del riordino delle circoscrizioni provinciali e della creazione delle Città metropolitane segni un nuovo successo”.

“La Provincia serve per le funzioni di “area vasta”: ma se la circoscrizione regionale già costituisce una idonea area vasta – aveva aggiunto Onida – non v’è motivo perché coesistano due livelli di governo, la Regione e la Provincia. In ogni caso non si può negare la legittimità e l’utilità del “riordino”.

Né si può ritenere che la Costituzione, la quale rimette alla legge dello Stato, oltre alla determinazione delle funzioni fondamentali degli enti locali, l’approvazione o meno, in base a una visione generale degli interessi del Paese, delle iniziative comunali per la istituzione di nuove Province o per la modifica di quelle esistenti, neghi invece al Parlamento il potere di sopprimere o accorpare Province esistenti, in un disegno generale di razionalizzazione delle funzioni e della spesa, anche senza l’iniziativa e l’accordo dei Comuni interessati”.

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