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POLITICA

‘Acqua, voterò ‘No’ al referendum’

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“Il giorno della celebrazione dei referendum si avvicina! E’ necessario prendere posizione chiara e netta! Senza fronzoli! Come voterò sul referendum sull’acqua! Voterò no! Voterò per la conservazione della normativa così come varata dal Parlamento. – scrive in una articolata nota l’ex consigliere comunale di Benevento Giovanni Zarro –
Le motivazioni? Eccole!

1) La proprietà dell’acqua! L’acqua resterà sempre e comunque un bene pubblico! La proprietà dell’acqua non è in discussione, anche il decreto oggetto del referendum chiarisce che l’acqua è e resta un bene pubblico, ribadendo una disposizione, già, presente nel Codice Civile. Si discute della gestione e degli investimenti, dunque!

2) Gli investimenti. Se ci sarà il quorum e se vincerà il sì, i servizi pubblici locali come la distribuzione dell’acqua, lo smaltimento dei rifiuti e il trasporto locale torneranno nella gestione diretta dei comuni. Tornare alla gestione diretta dei comuni vuol dire che saranno i Comuni a dover fare gli investimenti; a doverli fare costretti, da una parte, dal patto di stabilità e, dall’altra, dalle ridotte possibilità finanziarie che il Federalismo fiscale mette loro a disposizione. Quale sarà l’impegno complessivo nei prossimi anni per questa voce, la voce investimento? Le previsioni parlano di investimenti per 120 mld di euro che sono ? punti di pil. I Comuni dove reperiranno queste risorse? E’ da prevedere che la gran parte di essi a cominciare dal nostro, dal Comune di Benevento, non ha né avrà margini per onorare la posta che spetterebbe loro o che gli spetterebbe ! La conseguenza? O gli investimenti non si faranno per fare, manutere, rammodernare gli acquedotti così i rifiuti, così i trasporti, ed allora gli attuali impianti andranno in malora, oppure, per onorare questi impegni, si sottrarranno risorse a scuole e servizi sociali cioè a quelle attività che non possono essere finanziate dai privati. Preferisco la prima ipotesi!

3) La gestione. La gestione della produzione di beni e servizi in mano pubblica è sempre meno profittevole di quella privata; il pubblico non si confronta con il mercato; agisce in una posizione di monopolio ed i costi sono e saranno sempre più alti ed a valle sono e saranno più alti i prezzi di vendita dei beni e dei servizi prodotti! Non solo! Ma il nostro Paese, in modo più grave il nostro Mezzogiorno, è affetto da una grave patologia grave che segna l’economia pubblica: la partitocrazia! Come dire…Dio ci liberi!

4) E l’Europa? Sul punto cosa dice l’Europa? L’Europa è orientata in linea generale alla liberalizzazione! Peraltro la liberalizzazione prevista dal decreto Ronchi Fitto non significa che i servizi saranno gestiti, necessariamente, dai privati; gli enti locali faranno delle gare di evidenza pubblica; le gare potranno coinvolgere imprese pubbliche, private o miste. L’impresa più efficiente gestirà il servizio! Questa, peraltro, è la regola, generale, europea. Che è regola di buon senso! Il pubblico, naturalmente, non resta inerte; ha lo spazio per emettere direttive di gestione fissando obbiettivi e modalità di svolgimento del servizio. I diritti dei cittadini, anche meglio con la gestione privata, saranno, comunque, pienamente, tutelati!

5) Infine, i rapporti Stato Mercato. Da lunga pezza la scienza economica affida allo Stato prevalentemente funzioni di facitore di regole e di direttive. Non gli affida volentieri la funzione di produttore di beni e di servizi. Considera che queste competenze siano da affidare più propriamente ai privati! Per convincersi della bontà di questo assunto basta rileggere, anche senza molta attenzione, la storia economica e politica del Paese.

6) Conclusione! Se dovesse essere confermato il Decreto Ronchi Fitto a seguito dei Referendum, l’Italia e gli Italiani aderirebbero, in maniera convinta, e consapevole, attesa la forma, solennemente, alla modernità, vedi gli orientamenti europei; anche alla modernità economica così come declinata dai nostri più impegnati e stimanti economisti! Naturalmente senza farne un mito! I futuro, peraltro, resta sempre nelle mani del Signore!”.

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