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CULTURA

Domani il falò di S. Antonio, poi è già tempo di ‘ruzzola’

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La festività di Sant’Antonio Abate coincide con l’inizio del periodo del Carnevale. E come ogni anno a Pontelandolfo, in provincia di Benevento, si attende l’arrivo di questa data che dà anche il via alle tante sfide dell’antico e tradizionale gioco della "Ruzzola del formaggio". In tutti i giorni del periodo carnevalesco, che quest’anno terminerà martedì 8 marzo, la piazza centrale e le strade di questo suggestivo borgo dell’Alto Sannio si animano di tanti pontelandolfesi che tengono in vita una tradizione secolare.

Il Comune e la Pro Loco di Pontelandolfo, in collaborazione con il Forum dei Giovani ed il locale gruppo folk ‘Ri Ualanegli’, ha predisposto un intenso cartellone di appuntamenti che animeranno tutti i week-end del periodo di Carnevale. Si parte domani sera, con il tradizionale falò dedicato a Sant’Antonio Abate, intorno al quale si consumeranno piatti tipici della cucina carnevalesca.

Tra le iniziative che saranno proposte nei fine settimana spiccano rappresentazioni teatrali, sfilate di sbandieratori, cene in maschera, serate musicali e soprattutto l’appuntamento invernale di ‘Storie di Uliveti & Pascoli’. L’iniziativa, che nasce in collaborazione con Slow Food Alto Tammaro e Benevento e con la delegazione sannita dell’Associazione Italiana Sommelier, si prefigge l’obiettivo di promuovere l’ottimo olio extravergine di oliva prodotto dalla cultivar ortice ed il saporito formaggio pecorino locale.

Anche il torneo della Ruzzola è legato al formaggio, visto che consiste in prove di abilità e forza nel lanciare una forma di formaggio lungo le strade. Si tratta di un gioco con origini antichissime. Secondo alcuni questa pratica risale al 1300, quando in queste zone s’insediarono, fuggendo dalle pestilenze, intere popolazioni provenienti dalla Ciociaria al seguito di monaci benedettini. Altri vogliono che la ruzzola sia un ricordo della festa romana dedicata ad Ercole. C’è poi anche una versione prettamente pontelandolfese, che racconta di un barone e del suo bracciante, Pasquale, che per dirimere una controversia legata ad una scommessa, iniziarono il gioco: grazie all’abilità dei contendenti quella partita non è mai finita.

Il gioco consiste nel lancio di una forma di cacio (se ne utilizzeranno numerosissime nel corso di queste giornate) con uno spago, chiamato ‘zagaglia’, arrotolato tanto da girarvi tre volte intorno. Vince chi arriva al traguardo con un numero minore di lanci, con un percorso che prevede andata e ritorno. La posta in palio è il formaggio stesso.

A Pontelandolfo questa tradizione, anche se antichissima, si è ripresa nel 1861 e da allora non è stata mai più abbandonata. Ed ancora oggi i pontelandolfesi attendono con impazienza l’arrivo del periodo di Carnevale per dare vita a pomeriggi di sano spirito sportivo: all’ombra della torre medioevale e lungo il viale principale del paese si sfidano in lunghe gare, lanciando e rincorrendo queste grandi pezze di formaggio.

 

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