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Scuola

Scuola: il Collettivo Autonomo Studentesco e quello degli universitari contro la Riforma Profumo

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“Nonostante la pioggia questa mattina 500 studenti hanno protestato contro le recenti proposte del Ministro Profumo che guardano ad un sistema scolastico sempre più selettivo e competitivo. Merito e competizione sono le parole chiave del Ministro Profumo, parole che evidenziano l’intenzione di voler trasformare il sistema scolastico in un’azienda, dove i “migliori” vanno avanti, selezionando così cervelli addestrati al consenso e alla legge spietata del mercato”. A dichiararlo sono il Collettivo Autonomo Studentesco e il Collettivo Autonomo Universitario.

“Il tutto – spiegano – parte dall’introduzione di un portfolio che servirà ad archiviare, dalle scuole elementari alle università, tutti i movimenti positivi e negativi dello studente, portfolio che verrà reso pubblico a tutte le aziende a cui faranno richiesta i neo-lavoratori, in modo tale da poter selezionare la persona più “adatta” alle loro esigenze”.

“La scuola dunque – aggiungono – diventerà l’officina pronta a sfornare sul mercato una miriade di lavoratori, inquadrati e obbedienti e pronti ad abbassare la testa. A questo si aggiunge l’introduzione dello “studente dell’anno” nelle scuole superiori ed una short list nelle Università, composta dal 5% dei laureati migliori, che avranno facilmente accesso a quell’ascensore sociale di cui invece sono privati tutti gli studenti-lavoratori. In pratica il ministro Profumo ha ben pensato di sferzare l’ultimo colpo a scuole e università proprio per dimostrare non solo la continuità di questo governo con quelli precedenti, ma anche, e soprattutto, per completare quel processo di aziendalizzazione cominciato 15 anni fa”.

“Il piano del governo Monti – continuano – è quello di adeguare sempre più il sistema scolastico italiano a quello americano, dove la priorità non è la crescita personale e collettiva degli individui e della loro coscienza critica, ma l’interesse economico delle aziende che “investono” migliaia di dollari nell’istruzione, in modo da reclutare materiale umano alienato e “qualitativamente produttivo”.

“Ci ripetono che l’Italia deve essere salvata dal crollo finanziario e per farlo sono necessari sacrifici, facendoci credere che quelli che hanno sperperato in questi anni siamo noi. In realtà chi vogliono salvare è un logoro sistema capitalista, che si fonda sullo sfruttamento dell’uomo e della natura producendo diseguaglianza e devastazione ambientale.
Questa mattina in tutta italia gli studenti sono scesi in piazza per costruire una forte opposizione a questo governo e a questo modello di sviluppo, dettame dell’Europa e delle sue banche”.

“Lottare e scendere in piazza – proseguono i Collettivi – significa quindi lottare non soltanto per noi stessi (sono anni che qualcuno prova a far passare il messaggio che gli studenti devono pensare a loro stessi e non fare “politica”) ma anche lottare con e per tutti coloro che si battono per un sistema di vita che non si fondi sul profitto ma sui bisogni delle persone.

“Una bella giornata di mobilitazione e di crescita collettiva per noi studenti che da diverse settimane nelle scuole ci confrontiamo e ci prepariamo alla costruzione di questa giornata. Un bel momento nonostante un’atteggiamento incomprensibile da parte delle forze dell’ordine che nonostante la pacificità della manifestazione mostravano un inspiegabile atteggiamento ostile, prima facendo pressioni inutili per far cominciare quanto prima il corteo poi rincorrendo e minacciando di denuncia studenti medi che avevano con se fumogeni colorati”.

“Una bella giornata nonostante i tentativi di stampo novecentesco della Cgil, interessata ad avere “la scena” della manifestazione e a mostrarsi a tutti i costi come il soggetto organizzatore . Dato che la manifestazione riguardava l’intero mondo della scuola avevamo coinvolto anche la cgil, oggi in sciopero, con la speranza di vedere insieme a noi tanti docenti in piazza. Purtroppo docenti erano pochi, tanti i dirigenti invece del sindacato che con il loro camper, munito di bandiere, autonomamente dirigevano la manifestazione lasciando più volte in disagio il corteo degli studenti. Quest’atteggiamento ha poi comportato un malcontento generale tra gli studenti che hanno contestato il sindacato”.

“Non ci spieghiamo il perchè di certi atteggiamenti volti ancora a detenere l’egemonia della manifestazione e di piazza quando la fase politica e sociale del paese richiede unità ma soprattutto che ci si concentri su obbiettivi più importanti del mostrare in maniera spasmodica e ossessiva alla città e alla stampa la propria presenza. Ci saremmo aspettati che il sindacato avesse sostenuto senza doppi fini il corteo organizzato dagli studenti e che magari avesse avuto la capacità di coinvolgere realmente i propri docenti iscritti, che purtroppo non erano con noi in piazza”.

“Il Collettivo Autonomo Studentesco e il Collettivo Autonomo Universitario – concludono – continueranno la mobilitazione con lo stesso spirito unitario che li contraddistingue e che anche questa mattina in piazza hanno dimostrato”.

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