CULTURA
Dalla tradizione al futuro: a Pesco Sannita rinasce la musica dell’organetto con l’Accademia del maestro Parente
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Dalla natura alla musica, dalla ricerca alla cultura. Siamo a Pesco Sannita, all’interno dello Zoo delle Maitine, dove da qualche anno è nato un progetto originale che mette al centro uno degli strumenti più identitari della tradizione popolare del Sannio: l’organetto. Qui ha sede l’Accademia Musicale del Sannio, nata dall’incontro tra Bartolomeo Maio, fondatore dello Zoo delle Maitine, e il maestro Alessandro Parente, musicista e organettista di fama internazionale.
E proprio durante le prove degli allievi del gruppo “Il Respiro dell’Anima” andiamo a conoscere questa realtà e il suo progetto di recupero, studio e diffusione della musica popolare. L’Accademia Musicale del Sannio nasce dall’incontro tra due mondi apparentemente lontani ma accomunati dalla stessa idea di cultura: due percorsi diversi, tra zoologia, musica, ricerca, educazione e innovazione, che hanno trovato proprio qui un punto d’incontro. L’obiettivo dell’Accademia è ambizioso: far conoscere, e in qualche caso far riscoprire, l’organetto. Un patrimonio musicale della nostra terra che rischia di essere dimenticato, ma che qui torna a parlare attraverso le mani e l’entusiasmo di nuove generazioni di musicisti. E gli strumenti utilizzati dagli allievi sono diversi: si va dagli organetti a due bassi fino a quelli a quattro, otto, dodici e diciotto bassi. Un percorso aperto a tutti, senza limiti di età, dove imparare significa anche sperimentare e stare insieme.
A guidare questo percorso è il maestro Alessandro Parente, organettista e musicista che nel corso della sua carriera ha collaborato con importanti protagonisti della cultura e della musica italiana, da Francesco Guccini a Dacia Maraini, da Peppe Barra a Moni Ovadia, Daniele Sepe e Giovanna Marini. Parente ha inoltre firmato le musiche de “Il Sultano di Babilonia”, interpretato da Angelo Branduardi e Franco Battiato. Ma oggi il suo lavoro parte soprattutto dalla formazione e dalla trasmissione di un patrimonio musicale.
Accanto al maestro Parente collabora Laerte Scotti, tra gli organettisti più innovativi nella sperimentazione delle possibilità timbriche dello strumento. E in futuro l’Accademia punta ad ampliare la propria proposta con nuovi percorsi dedicati al tamburello, alle danze popolari e ad altre espressioni della tradizione musicale. Un progetto, dunque, che guarda alla memoria ma anche al futuro.
Dalle prove di un gruppo di allievi alla costruzione di una vera e propria comunità musicale. È questa la scommessa dell’Accademia Musicale del Sannio: recuperare una tradizione senza trasformarla in qualcosa di statico, ma farla vivere attraverso chi la studia, la interpreta e la reinventa. E le porte dell’Accademia, qui allo Zoo delle Maitine di Pesco Sannita, sono aperte a chiunque voglia provare, sperimentare, divertirsi e imparare. Perché, alla fine, il modo migliore per mantenere viva una musica è continuare a suonarla.
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