AMBIENTE
“San Domenico respira”, il 4 settembre la mobilitazione dei residenti contro i miasmi dell’impianto di biometano
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La pazienza dei residenti di San Domenico e delle contrade limitrofe è arrivata al limite. Per questo il Comitato Civico Territoriale San Domenico e Aree Limitrofe ha promosso per venerdì 4 settembre 2026, dalle ore 18 alle 22, la prima grande manifestazione pubblica nell’area antistante l’impianto di biometano di Contrada San Domenico.
L’iniziativa, denominata “San Domenico Respira”, sarà un sit-in civico, pacifico e apartitico, organizzato per chiedere controlli efficaci, trasparenza, tempi certi e il ripristino delle normali condizioni di vivibilità per le famiglie che risiedono nell’area.
Il Comitato ha formalmente invitato alla manifestazione i sindaci di Benevento, Pietrelcina e Pesco Sannita, nella convinzione che una problematica ambientale che interessa territori confinanti debba essere affrontata attraverso un coordinamento che superi i singoli confini amministrativi. I sindaci e le amministrazioni comunali di Pietrelcina e Pesco Sannita hanno già assicurato la propria partecipazione e il proprio sostegno all’iniziativa.
«È un segnale importante – dichiara il presidente del Comitato, Salvatore D’Andrea – perché dimostra che quella di San Domenico non è la protesta isolata di qualche residente, ma una questione territoriale che coinvolge comunità diverse. Abbiamo rivolto lo stesso invito anche al sindaco di Benevento perché, su salute, ambiente e qualità della vita, le istituzioni devono riuscire a stare dalla stessa parte: quella dei cittadini».
La protesta per le molestie olfattive
Al centro della mobilitazione resta la persistenza delle molestie olfattive segnalate da mesi dalla popolazione. «Ci sono famiglie – prosegue D’Andrea – che continuano a vivere con le finestre chiuse, soprattutto nelle ore serali e notturne. C’è chi non può utilizzare normalmente il proprio giardino o il proprio terrazzo e chi, nelle serate peggiori, vede compromesso persino il riposo. Non possiamo accettare che dopo mesi questa situazione venga considerata normale. Non si può vivere a finestre chiuse».
Nel frattempo, sulla vicenda sono intervenuti provvedimenti amministrativi e giudiziari, fino al sequestro dell’impianto, mentre sono proseguite le operazioni consentite per la gestione delle matrici presenti.
Il Comitato ribadisce il proprio pieno rispetto per il lavoro della Magistratura e degli organi investigativi, distinguendo tuttavia il piano giudiziario da quello relativo alla tutela quotidiana della popolazione.
«La Procura sta facendo il proprio lavoro e noi non intendiamo interferire in alcun modo con le indagini – sottolinea D’Andrea –. Ma il fatto che sia in corso un procedimento giudiziario non può significare che nel frattempo si abbassi l’attenzione ambientale. Se i cittadini continuano a sentire i miasmi, bisogna continuare a controllare. E bisogna farlo proprio quando il fenomeno si manifesta, anche la sera e durante la notte».
Da qui lo slogan scelto per la manifestazione: “FINCHÉ I MIASMI CONTINUANO, I CONTROLLI NON POSSONO FERMARSI”.
Le cinque richieste alle istituzioni
Nel corso del sit-in il Comitato presenterà pubblicamente cinque richieste alle istituzioni e agli organismi competenti.
La prima riguarda l’attivazione di un monitoraggio ambientale continuo, 24 ore su 24, attraverso centraline e sistemi tecnicamente idonei collocati nelle aree maggiormente interessate, superando la logica dei soli controlli episodici effettuati a seguito delle segnalazioni dei cittadini.
La seconda richiesta riguarda lo svolgimento di controlli ispettivi anche nelle ore serali e notturne, quando il fenomeno viene maggiormente avvertito dalla popolazione.
Il terzo punto è la richiesta di un cronoprogramma pubblico e trasparente, nei limiti delle informazioni comunicabili, che consenta ai cittadini di conoscere le quantità di matrici ancora presenti e i tempi necessari per il completamento delle operazioni in corso.
Particolarmente netta la quarta richiesta: nessuna ripresa dell’attività produttiva dell’impianto fino alla completa regolarizzazione, all’adempimento di tutte le prescrizioni impartite e alla verifica positiva degli enti competenti, restando naturalmente salve le operazioni autorizzate e necessarie alla messa in sicurezza e alla gestione delle matrici.
«Su questo punto non possono esserci equivoci – afferma D’Andrea –: prima si mette tutto in regola, prima si dimostra che tutte le prescrizioni sono state rispettate e che l’impianto può operare senza compromettere la qualità della vita delle persone. Poi si potrà parlare di ripartenza. Non il contrario».
Infine, il Comitato chiede l’istituzione di un tavolo permanente di coordinamento presso la Prefettura, al quale partecipino Prefettura, ARPAC, ASL, Comuni territorialmente interessati e una rappresentanza stabile dei residenti.
«Non pretendiamo di sostituirci ai tecnici – spiega il presidente del Comitato – ma non è più pensabile discutere della qualità della vita delle nostre famiglie senza che le famiglie abbiano una voce al tavolo».
L’appello ai cittadini
Il Comitato rivolge un invito particolare a tutti i cittadini che vivono direttamente il problema dei miasmi, alle famiglie delle contrade interessate e dei territori limitrofi, affinché partecipino numerosi alla manifestazione.
L’appello è esteso anche agli altri comitati civici dell’area di Benevento Nord, alle associazioni ambientaliste, alle realtà associative e a tutti i cittadini sensibili ai temi della tutela della salute, dell’ambiente e della qualità della vita.
«Questa non è soltanto la battaglia di San Domenico – sottolinea D’Andrea –. È una questione che riguarda un’intera area territoriale e che chiama in causa il diritto di tutti a vivere in un ambiente salubre. Per questo vogliamo che il 4 settembre sia una mobilitazione larga, civica e partecipata».
Gli organizzatori ribadiscono inoltre il carattere civico, pacifico e apartitico dell’iniziativa. «Non vogliamo bandiere di partito e non vogliamo passerelle elettorali. Abbiamo invitato le istituzioni proprio perché questo problema deve unire, non dividere. I sindaci e gli amministratori che sceglieranno di stare accanto ai cittadini saranno i benvenuti. Ma i protagonisti della serata saranno soprattutto le persone che da mesi vivono questa situazione sulla propria pelle».
Il Comitato ha già trasmesso le comunicazioni relative all’iniziativa alle Autorità e agli Enti competenti, interessando Questura, Prefettura, Comune di Benevento e Polizia Municipale per gli aspetti di rispettiva competenza.




