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POLITICA

Civico 22: “Nel Rione Libertà mancano ancora le pensiline, così l’Europa resta uno slogan”

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 «Una città non diventa europea per il modo in cui si racconta, ma per la qualità dei servizi che offre ai propri cittadini». È questa la riflessione di Rosario Luongo, esponente di Civico 22, che interviene sulle condizioni delle fermate del trasporto pubblico nel Rione Libertà, denunciando la mancanza di pensiline in diverse aree del quartiere.

Secondo Luongo, l’immagine di una Benevento «sempre più moderna, attrattiva ed europea», spesso proposta dall’Amministrazione comunale, si scontra con le difficoltà che cittadini, studenti, lavoratori e anziani affrontano ogni giorno nell’utilizzo del trasporto pubblico.

«La realtà – afferma – è che nel Rione Libertà molte fermate dell’autobus sono ancora prive di pensiline. Un’assenza che costringe quotidianamente studenti, lavoratori, anziani e persone fragili ad attendere i mezzi pubblici esposti al sole estivo o alle intemperie. È un disagio concreto che evidenzia una contraddizione evidente: mentre si investe nell’immagine della città, si trascurano interventi essenziali che incidono sulla vita quotidiana delle persone».

Per l’esponente di Civico 22, il concetto di città europea non può limitarsi alla valorizzazione del patrimonio storico o all’organizzazione di eventi culturali. «Le città europee – sottolinea – si distinguono perché garantiscono servizi pubblici efficienti, cura dello spazio urbano, accessibilità e attenzione ai bisogni di tutti. Una pensilina non è un simbolo di lusso, ma di civiltà amministrativa».

Da qui la richiesta di intervenire sulle infrastrutture di base. «L’assenza di pensiline nel Rione Libertà – conclude Luongo – non rappresenta soltanto una carenza infrastrutturale, ma diventa il simbolo della distanza tra la città raccontata e quella realmente vissuta dai cittadini. Se l’obiettivo è fare di Benevento una città europea, occorre partire dalle cose essenziali: trasporto pubblico dignitoso, manutenzione, sicurezza e servizi di base. Senza questi elementi, il richiamo all’Europa rischia di rimanere soltanto uno slogan, mentre i cittadini continuano ad aspettare l’autobus sotto il sole e sotto la pioggia».

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