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La Valle del Tammaro fa fronte comune per salvare i servizi riabilitativi: dopo Morcone anche Sassinoro scende in campo
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La Valle del Tammaro fa squadra per evitare il ridimensionamento di servizi sanitari considerati essenziali per il territorio. Dopo l’iniziativa assunta dal Comune di Morcone, anche l’amministrazione comunale di Sassinoro ha approvato una delibera con la quale chiede il mantenimento e il potenziamento dell’offerta riabilitativa dell’area, alla luce della possibile chiusura del centro “Relax Morcone”.
La decisione è stata assunta dalla giunta guidata dal sindaco Luca Apollonio nella seduta del 6 maggio scorso, con un documento che evidenzia le forti criticità che potrebbero derivare dalla cessazione delle attività della struttura sanitaria, da anni punto di riferimento per numerosi pazienti della zona.
Nel testo della delibera il Comune sottolinea come il territorio presenti le tipiche caratteristiche delle aree collinari dell’entroterra campano: piccoli centri abitati, popolazione anziana e crescente richiesta di servizi legati alla cronicità, alla disabilità e al recupero funzionale. In questo contesto, i servizi riabilitativi vengono definiti “presidi essenziali” per garantire continuità assistenziale, prevenire l’aggravamento delle patologie e limitare il ricorso all’ospedalizzazione.
L’attenzione si concentra in particolare sul centro “Relax Morcone”, che secondo quanto riportato nella delibera sarebbe prossimo alla chiusura. Una prospettiva che, secondo l’amministrazione comunale, rischierebbe di creare un forte squilibrio tra domanda e offerta sanitaria nell’intera area del Tammaro.
Il documento evidenzia come la struttura eroghi annualmente prestazioni per circa 500mila euro, suddivise tra attività di riabilitazione ex articolo 26 della legge 833 del 1978 — rivolte a pazienti con disabilità fisiche, psichiche e sensoriali — e prestazioni ex articolo 44, dedicate soprattutto al mantenimento delle autonomie nei pazienti cronici.
Particolarmente delicata viene ritenuta la situazione dei minori con disabilità psicofisiche seguiti da anni dagli stessi operatori del centro. Secondo il Comune di Sassinoro, l’interruzione o il rallentamento dei percorsi riabilitativi potrebbe avere conseguenze pesanti sullo sviluppo psico-fisico dei pazienti più fragili.
Nella delibera si sottolinea inoltre che l’unica altra struttura riabilitativa presente nell’area eroga esclusivamente prestazioni ex articolo 26 ed è già soggetta ai limiti imposti dai tetti di spesa dell’Asl, superati nel 2025 di circa 70mila euro. Da qui il rischio concreto di allungamento delle liste d’attesa, difficoltà di accesso alle cure e aggravio del carico assistenziale sulle famiglie, costrette eventualmente a rivolgersi a strutture lontane dal territorio.
Per questo motivo la giunta comunale – come già fatto da Morcone – ha chiesto formalmente agli enti competenti di adottare misure urgenti per salvaguardare l’offerta sanitaria locale. Tra le richieste avanzate figurano il mantenimento del centro “Relax”, l’aumento dei tetti di spesa per le strutture già operative, l’accelerazione delle procedure di accreditamento per le prestazioni ex articolo 44 e, in caso di chiusura inevitabile della struttura, la riallocazione del relativo budget su altri centri del territorio, salvaguardando anche i livelli occupazionali.
L’obiettivo dichiarato dall’amministrazione comunale è quello di evitare ulteriori impoverimenti dei servizi sanitari nelle aree interne, garantendo continuità assistenziale soprattutto alle fasce più vulnerabili della popolazione.




