ECONOMIA
A Benevento il Rapporto INPS su dati 2024: aumentano gli occupati nel Paese. Resta gap Nord-Sud
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A Palazzo De Simone di Benevento la presentazione deel XXIV Rapporto dell’INPS, iniziativa promossa dall’Università degli Studi del Sannio. Un appuntamento che ha riunito accademici ed esperti per analizzare le trasformazioni del mercato del lavoro e del sistema di welfare in Italia. Il documento, illustrato da Micaela Gelera, commissaria straordinaria dell’Istituto, restituisce un’immagine del Paese sospesa tra segnali di crescita e fragilità strutturali che continuano a pesare.
I numeri relativi al 2024 raccontano una dinamica che, a prima vista, potrebbe apparire incoraggiante: l’occupazione cresce, i contratti a tempo indeterminato raggiungono i livelli più alti degli ultimi anni. Restano, però, distanze profonde rispetto alla media europea, soprattutto sul fronte dell’occupazione giovanile e femminile.
Il divario tra Nord e Sud continua a segnare in modo netto le opportunità di accesso al lavoro e, parallelamente, anche la capacità del sistema di welfare di rispondere ai bisogni. Le misure di sostegno al reddito, dall’assegno di inclusione all’assegno unico universale, mostrano una distribuzione disomogenea.
In questo quadro si inserisce il caso della Campania. La transizione dal reddito di cittadinanza all’assegno di inclusione è stata accompagnata, secondo i dati, da un aumento degli occupati. Un segnale che può essere letto come indice di una trasformazione in atto, ma che non cancella le criticità di fondo: fragilità diffuse e differenze interne al territorio.
Il valore del Rapporto sta anche nella sua capacità di andare oltre la fotografia e interrogarsi sugli effetti delle politiche. È il caso del congedo di paternità: l’estensione da uno a dieci giorni ha prodotto un aumento dell’utilizzo del 5%. Un dato che suggerisce una verità spesso trascurata: le politiche funzionano quando sono accessibili e concrete. Tuttavia il congedo parentale continua a essere utilizzato quasi esclusivamente dalle donne.
Lo stesso discorso vale per i servizi. Il potenziamento del bonus asilo nido rappresenta un passo in avanti, ma la copertura ferma al 54% dei potenziali beneficiari evidenzia quanto sia ancora incompleto il sistema di supporto alle famiglie. E senza un’infrastruttura sociale adeguata, non si può parlare di piena partecipazione femminile al lavoro.
L’intervista nel servizio video



