ECONOMIA
Sannio: c’è la propensione al risparmio, ma il ‘gruzzolo’ è inferiore alla media nazionale
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In un’Italia spaccata in due, dove la capacità di mettere da parte risorse cresce al Nord ma frena nel Mezzogiorno, il Sannio rappresenta alla perfezione le dinamiche e le contraddizioni economiche del Sud. È quanto emerge dall’ultima analisi realizzata da Unioncamere e dal Centro Studi Guglielmo Tagliacarne, che ha quantificato la propensione al risparmio e l’ammontare pro-capite accantonato dalle famiglie italiane nel 2024.
Nel Sannio, la percentuale di reddito disponibile che i cittadini riescono a non spendere si attesta all’8,68%. Un dato che mostra una sostanziale tenuta rispetto al passato (nel 2019 era all’8,17%) e che colloca la provincia di Benevento al 33° posto nella classifica generale.
Nel Mezzogiorno fanno meglio soltanto Avellino, che si posiziona al 22° posto, e Potenza. La propensione al risparmio dei sanniti è ben al di sopra della media della Campania (che si ferma al 6,71%) e supera di quasi tre punti percentuali l’intera media del Sud e delle Isole (6,08%).
Tuttavia, quando si passa dalle percentuali ai valori assoluti, il peso del minor livello di reddito pro-capite e l’impatto dell’inflazione si fanno sentire. Nel 2024, i cittadini della provincia di Benevento hanno accumulato un risparmio complessivo di 363,21 milioni di euro (pari allo 0,32% del totale nazionale), traducendosi in un risparmio pro-capite medio di 1.393,66 euro a testa. Una cifra che colloca il Sannio al 70esimo posto in Italia per risorse accumulate a persona.
Se il confronto con la media nazionale (1.918 euro) e con i vertici del Paese (Milano svetta con ben 3.920 euro pro-capite) resta impietoso, Benevento riesce comunque a staccare nettamente la media meridionale, ferma a 1.081 euro pro-capite, e a guardare dall’alto il fanalino di coda Crotone (686 euro).
A livello nazionale, il Centro Studi Tagliacarne ha messo in luce un forte legame tra le nuove modalità di lavoro e la capacità di spesa: dove la diffusione dello smart working è maggiore rispetto alla media nazionale, i lavoratori sono riusciti ad accantonare il 9,45% delle entrate (circa 2.697 euro a testa), contro il 7,67% delle aree a minor tasso di lavoro agile. Un elemento di riflessione importante anche per il futuro sviluppo economico e occupazionale delle aree interne del Sannio.



