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Luminosa, la riflessione: ‘La querelle anticipa il livello poco entusiasmante della sfida elettorale’

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“La polemica ingaggiata sulla vicenda Luminosa tra l’attuale primo cittadino e il probabile candidato sindaco della coalizione “larga” di centrosinistra suggerisce una considerazione, induce una riflessione e impone un interrogativo ancora irrisolto.

La considerazione. I toni e i contenuti della querelle mediatica sembrano anticipare, ahinoi, quello che sarà il livello poco entusiasmante della competizione elettorale dei prossimi mesi.

In sostanza, un rinfacciarsi reciproco di effettive o presunte responsabilità politiche e amministrative circa lo stato della città, con in particolare il fronte mastelliano pronto a elevare cartellino rosso nei confronti di chiunque osi criticare l’operato dell’attuale amministrazione, specie se in qualche modo – professionale, politico, amicale – ricollegabile allo schieramento di centrosinistra, colpevole in ogni caso anche di tutto ciò che di negativo è stato fatto o non fatto negli ultimi cinque anni.    

Un modo, evidentemente, di personalizzare la dialettica politica – svilita a uno scontro tra fazioni di fedeli -, nonché di eludere il merito delle questioni.

La riflessione. La questione del megaimpianto, che dovrebbe realizzarsi alle porte della città nell’area di sviluppo industriale, attiene a materia delicata e complessa di competenza essenzialmente statale.

Tale vicenda non a caso si è dipanata in un lungo arco temporale attraverso un procedimento, tuttora in fieri, che ha coinvolto a vario titolo innumerevoli soggetti ed enti, tra i quali sarebbe oltre che difficile del tutto irragionevole cercare d’individuare un unico, presunto responsabile.

Ciò è ancor più vero ove si consideri che le valutazioni e le decisioni che veramente contano sono di competenza dei Ministeri dello sviluppo economico e dell’ambiente.

Siamo cioè di fronte a questione talmente complessa e seria per il futuro di Benevento, che andrebbe affrontata con spirito unitario, mettendo in campo ogni iniziativa e attivando ogni possibile strumento tecnico, legale, ma anche e soprattutto politico a livello centrale, per creare ostacoli all’avvio dei lavori e alla messa in funzione dell’impianto.

Insomma bisogna, tutti uniti e compatti, “rompere le scatole” in ogni modo a chi vuole ancora una volta svendere il territorio beneventano, lasciando la questione fuori dall’agone politico locale, nella speranza di farne fonte di dividendo elettorale.

L’interrogativo irrisolto. La riattivazione del procedimento – in stand-by per diversi anni – è avvenuta con provvedimento del Ministero dello Sviluppo Economico (decreto 4 agosto 2020) di proroga della validità dell’originaria autorizzazione unica (decreto 21 dicembre 2010), dell’avvio dei lavori (ottobre 2022) e dell’entrata in funzione dell’impianto (ottobre 2025).

Detto provvedimento ha accolto l’istanza proposta dalla Luminosa Energia s.r.l in data 17 gennaio 2020 a seguito dell’estinzione per cosiddetta perenzione dell’appello presentato al Consiglio di Stato dal Comune avverso la sentenza del Tar Lazio (n.2373/2013), confermativa della legittimità dell’autorizzazione ministeriale.

Ciò a dire, che l’invito del Consiglio di Stato (inviato a mezzo pec il 23 giugno 2018) di manifestare entro il termine perentorio di 6 mesi l’interesse al prosieguo dell’appello è rimasto privo di riscontro, con conseguente decreto di perenzione del 22 febbraio 2019.

In tal modo si è persa non solo la possibilità di rimuovere definitivamente l’autorizzazione ministeriale, ma anche uno strumento utile quanto meno a dilatare ulteriormente e non di poco i tempi, evitandosi gli affanni di questi giorni.

Nel frattempo il Consiglio di Stato aveva annullato la sentenza del Tar Lazio n. 5327/2012, che aveva disposto l’annullamento della necessaria autorizzazione integrata ambientale di competenza del Ministero dell’Ambiente, così consentendo l’attivazione, con istanza di febbraio 2021, anche della procedura di riesame e aggiornamento della stessa.

Riassumendo: se il Comune avesse continuato a coltivare l’appello il provvedimento di proroga dell’autorizzazione unica non sarebbe stato ancora emesso e, al contempo, non sarebbe stato avviato il procedimento di riesame dell’autorizzazione integrata ambientale.

E allora, come minimo, il Comune dovrebbe chiarire che fine fece l’invito del Consiglio di Stato. Se cioè fu ignorato o magari si perse negli uffici del settore legale o se, invece, fu tempestivamente comunicato agli organi politici.

In entrambi i casi i beneventani, specie quelli che si ostinano a non ingrossare le fila del gregge o delle rispettive tifoserie, hanno diritto ad avere una spiegazione esaustiva, documentata, tanto convincente quanto un minimo intellegibile sul perché non fu dato alcun seguito alla comunicazione del Consiglio di Stato”. (Luca Coletta, avvocato)

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