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Sindacati

Sanità e sblocco del turn over, Galdiero contro Caldoro: “Ennesimo annuncio da campagna elettorale”

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“In questi giorni abbiamo assistito sulla stampa al susseguirsi di dichiarazione rispetto al presunto sblocco del turn‐over nella sanità, ‐ assunzioni di 1118 lavoratori tra medici ed infermieri ‐, tra cui le dichiarazioni del Presidente della Giunta regionale Caldoro, che avrebbero potuto sicuramente farci piacere, se non fossimo stati nel bel mezzo dell’avvio della campagna elettorale”. A denunciarlo in una nota è Rosita Galdiero, segretario generale della Cgil Benevento.

Il Presidente Caldoro, – spiega la sindacalista – non è mai venuto a Benevento se non in due occasioni, entrambe legate alla campagna elettorale.

Come CGIL di Benevento, abbiamo inviato al Presidente Regionale ed alla sua Giunta diverse note, nelle quali abbiamo espresso tutte le nostre preoccupazioni rispetto al disagio sociale, all’emorragia della perdita dei posti di lavoro, all’aumento delle ore di cassa integrazione e della mobilità, al tasso di disoccupazione, che avanza nella nostra Provincia in maniera esponenziale, e, soprattutto, abbiamo lanciato il nostro grido di allarme rispetto al tasso di disoccupazione giovanile particolarmente allarmante. Abbiamo chiesto di incontrarlo, per fare il punto della situazione e capire come poter far uscire il Sannio da una drammatica crisi senza prospettive, anche a causa dell’assenza di una programmazione della Regione. Nessuna risposta alle nostre richieste.

Per una volta, il Presidente della giunta Regionale, ci sbalordisca decidendo, non come ha fatto all’Ospedale Rummo che l’ha lasciato senza direzione per mesi. Indichi con chiarezza percorsi e modalità; risponda seriamente alle esigenze del territorio, bandisca i concorsi, utilizzi lo strumento dei contratti di lavoro per accompagnare i percorsi di riforma, evitando la frammentazione del mercato del lavoro con il conseguente dumping contrattuale. La vera sfida, la vera azione riformatrice stanno nel ricondurre, quindi, il mondo del lavoro a macroaree.

Se al committente è data la possibilità di scegliere fra tanti contratti, ed in questo settore ne conosciamo 27, in una logica di esasperato contenimento della spesa, quasi sicuramente sceglierà il più basso, in termini di costi e, quindi, di qualità della prestazione. Da anni, la nostra azione è volta alla omogeneizzazione delle condizioni dei lavoratori, da ultima la campagna lanciata dalla CGIL nazionale “Salviamo la Salute”

Siamo di fronte all’ennesimo annuncio, che non avrà, per il nostro territorio e per l’intera Regione Campania, nessuna ricaduta in termini di aumento dei livelli occupazionali, né in termini di miglioramento delle prestazioni sanitarie.

Al contrario – continua la nota – la ricetta è la solita: tagli alla sanità, con la rappresentazione dell’ipocrisia del governo, che dimentica in fretta le rassicurazioni date, e la pochezza di una Conferenza delle Regioni inerte. Non si può commentare in altro modo l’intesa raggiunta tra Governo e Regioni, che, come imposto dall’ultima legge di stabilità, prevede pesanti tagli ai bilanci regionali e decurta oltre 2 miliardi alla sanità.

Si svela l’ipocrisia dell’esecutivo di Renzi e Lorenzin, secondo cui il settore non sarebbe stato toccato. E si evidenzia ancor di più la debolezza di una Conferenza delle Regioni, che prima ha subito i tagli della manovra e poi non ha avuto il coraggio di sfidare il governo a indicare chiaramente i risparmi possibili per aggredire sprechi e inefficienze.

Entro il 31 marzo – aggiunge il comunicato – è previsto un nuovo accordo per definire i dettagli, ma i 2 miliardi di aumento del Fondo Sanitario Nazionale concordati lo scorso agosto sono persi. Così, i risparmi non restano per i servizi sanitari, altro che Patto per la Salute e nuovi Livelli essenziali di Assistenza.

Dopo anni di tagli, – conclude la Galdiero – la formula resta sempre la stessa: fare cassa con le risorse necessarie a garantire i diritti dei cittadini. Si prosegue lungo la strada della politica di austerity che considera il welfare solo un costo invece che un grande investimento per creare benessere, sviluppo e occupazione”.

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