POLITICA
Election day e a Benevento cambia tutto
Se davvero saremo chiamati al voto per politiche ed amministrative nella stessa data, nel capoluogo sannita non sarà possibile percorrere vie distinte per l’una e per l’altra competizione. In un modo o nell’altro le alleanze dovranno essere coerenti, la politica dovrà necessariamente prevalere sulla miopia del livore e dei personalismi
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La scorsa settimana ci siamo soffermati sull’eventuale rimozione del limite del terzo mandato per i sindaci delle città superiori ai 15mila abitanti, nell’ambito della riforma del Tuel in arrivo a dicembre, e sulle ricadute inevitabili che questa riforma avrebbe sulla partita amministrativa nella città di Benevento. Ma pur volendo escludere questa possibilità, che in realtà ad oggi appare più che concreta, nel momento in cui amministrative e politiche dovessero coincidere, come auspica ormai anche Palazzo Chigi, diventerebbe impossibile coltivare la pretesa di distinguere le due contese, tanto più se la nuova legge elettorale dovesse prevedere le preferenze.
Verrebbe meno qualsiasi argomento volto a legittimare alleanze asimmetriche, sarebbe oggettivamente molto complicato percorrere una via alle amministrative e un’altra alle politiche, magari assecondando in città convergenze incestuose e rivendicando, contemporaneamente, linearità e coerenza sul piano politico. In un modo o nell’altro le due dimensioni dovranno coincidere, sottrarsi a questa necessità imposta dalla logica vorrebbe dire sfidare l’intelligenza degli elettori.
L’election day, dunque, se confermato costringerà il centrosinistra ad una sintesi, con buona pace di quanti, soprattutto nel Partito democratico, continuano ostinatamene ad individuare nel sindaco di Benevento il nemico da abbattere ad ogni costo, persino ricercando, come accaduto in Provincia, intese con il centrodestra.
Ma anche con buona pace di Mastella, che non potrà continuare a minacciare strappi, che non è nelle condizioni di porre condizioni a Fico né di condizionarne la maggioranza, e che, dunque, dovrà porsi a servizio della sintesi necessaria, nel rispetto dei rapporti di forza, ovvero rompere senza nulla a pretendere. Allo stesso modo, si ridurranno al minimo gli spazi, nel centrodestra, per alimentare prospettive civiche, alleanze incompatibili con la prospettiva nazionale.
Nessun margine per equivoci, per strategie municipaliste, per il civismo d’accatto. Prevarrà la politica e persino a Benevento i personalismi lasceranno il passo alla logica, persino a Benevento ci sarà un centrodestra e un centrosinistra, senza equivoci, senza scorciatoie. In questa prospettiva, evidentemente, non ci sarebbe nessuno spazio per la bramosia di Mangiafuoco, per accordi a ribasso, per il mercato. Si aprirebbe, inevitabilmente e al di là dell’epilogo, una nuova fase per il capoluogo sannita all’insegna del primato della politica.




