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Sindacati

Forestali, Fai-Cisl: “Servono fondi strutturali e stipendi certi”

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La Fai-Cisl Irpinia Sannio, con il segretario generale Luigi Pagano e il coordinatore territoriale Alfonso Iannace, ritiene opportuno intervenire, con spirito costruttivo e senza alcuna polemica, su un tema che da sempre rappresenta una priorità assoluta per la nostra organizzazione: la condizione dei lavoratori idraulico-forestali e la necessità di garantire stabilità, continuità e dignità al comparto della forestazione.

Nel corso degli anni abbiamo più volte portato all’attenzione delle istituzioni regionali, degli enti delegati e di tutti i soggetti coinvolti le criticità strutturali che caratterizzano il comparto. Lo abbiamo fatto in numerose occasioni, con iniziative pubbliche, in sedi istituzionali, attraverso interlocuzioni formali e con un impegno costante volto a trovare soluzioni concrete.

Nonostante ciò, e pur riconoscendo gli sforzi messi in campo dalla Regione Campania e dall’UNCEM, abbiamo troppo spesso registrato assordanti silenzi su questioni che richiedono risposte rapide e strutturali.

Negli ultimi anni sono stati compiuti passi importanti, come la stabilizzazione dei lavoratori idraulico‑forestali a tempo determinato e l’ipotesi di un possibile turnover. Tuttavia, il nodo principale resta irrisolto: la continuità degli stipendi.

La mancata regolarità dei pagamenti rappresenta una criticità non più sostenibile per lavoratrici e lavoratori che svolgono un ruolo essenziale per la sicurezza del territorio.

Ad oggi, molti lavoratori sono ancora senza retribuzione da mesi, e in attesa dell’approvazione del bilancio regionale, si prospetta una Pasqua amara per centinaia di famiglie.

Per questo motivo, la Fai‑Cisl IrpiniaSannio, ribadisce con fermezza che è necessario un cambio di passo definitivo: i fondi destinati alla forestazione devono essere inseriti stabilmente nel bilancio regionale e diventare risorse strutturali, non soggette a incertezze, ritardi o meccanismi amministrativi che mettono a rischio la vita delle persone e la tutela del territorio.

La manutenzione, la prevenzione del dissesto idrogeologico e il lavoro quotidiano delle “sentinelle del territorio” non possono essere considerati solo quando si verificano calamità naturali.

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