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A San Lorenzo Maggiore un fiume di gente per don Roberto Faccenda

Oltre 500 persone in chiesa per la presentazione del libro “A(r)marsi con cinque ciottoli”. Il sacerdote è stato intervistato dall’autore televisivo Gabriele Di Marzo.

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Un vero e proprio fiume di gente ha riempito la chiesa di San Lorenzo Maggiore in occasione della presentazione del libro “A(r)marsi con cinque ciottoli” di don Roberto Faccenda, sacerdote 42enne originario di Eboli, noto per il suo stile diretto, empatico e capace di parlare al cuore delle persone.

L’evento è stato organizzato dal Comitato Feste, guidato da Don Leucio Cutillo, e dall’autore televisivo Gabriele Di Marzo, con la vicinanza del Comune di San Lorenzo Maggiore. Alla serata hanno preso parte oltre 500 persone, a conferma della grande attenzione che la comunità e il territorio riservano a momenti di confronto culturale e spirituale vissuti come esperienza concreta e collettiva.

La serata ha rappresentato anche una nuova dimostrazione del ruolo di San Lorenzo Maggiore come uno dei centri più attivi e attrattivi dal punto di vista culturale e sociale, capace di ospitare con continuità iniziative di qualità e di accogliere, nel tempo, anche personaggi dello spettacolo, della comunicazione e del web, diventando un punto di riferimento che supera i confini locali.

Il libro – ispirato all’episodio biblico di Davide e Golia – propone una lettura contemporanea delle sfide educative e relazionali: un invito concreto ad “armarsi” non con strumenti di forza, ma con risorse interiori. I “cinque ciottoli” evocati nel testo sono altrettanti atteggiamenti fondamentali: silenzio, essenzialità, fiducia, gratuità e gioia.

Nel dialogo con il pubblico, don Roberto ha dedicato spazio e intensità al tema dell’accompagnamento delle nuove generazioni, richiamando il mondo adulto a una presenza più autentica e meno giudicante: “I giovani hanno bisogno di tempo buono, vero, ma soprattutto di persone che senza giudicarli tentino di stabilire un rapporto autentico con loro, anche correndo il rischio di fallire. Oggi non esistono più i giovani che crescono all’ombra del campanile, dobbiamo essere noi a raggiungere loro”.

Un messaggio forte e attuale, accolto con attenzione e commozione, in un clima di ascolto reale, punteggiato anche da momenti di leggerezza e ironia: cifra distintiva di don Roberto, capace di unire profondità e immediatezza comunicativa senza perdere autenticità.

Nel corso della serata è stato inoltre riservato un momento istituzionale particolarmente significativo: il Sindaco di San Lorenzo Maggiore, Carlo Iannotti, ha voluto omaggiare don Roberto Faccenda consegnandogli un quadro recante il logo ufficiale del Comune, quale segno di gratitudine e riconoscimento per la testimonianza e il contributo offerti alla comunità.

La presentazione, inserita nell’ambito della Festa del Patrocinio di San Lorenzo Martire, ha confermato come iniziative di questo tipo sappiano generare comunità, rafforzare il tessuto sociale e aprire spazi di dialogo vero soprattutto con i più giovani, rendendo ancora più centrale il ruolo di San Lorenzo Maggiore come laboratorio di cultura, partecipazione e relazioni.

Un elemento che rende ancora più significativo questo percorso è il valore della tradizione: la Festa del Patrocinio di San Lorenzo Martire, infatti, è tornata a essere celebrata dopo alcuni decenni, segnando per la comunità laurentina una ripartenza identitaria e partecipativa che unisce memoria, fede e nuova energia sociale.

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