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Incendio Airola, Boccalone: «È il tempo dell’emergenza, ma quando arriverà quello della riflessione?»
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È il tempo dell’emergenza, della paura, delle mascherine, delle rivendicazioni e delle ordinanze sindacali. Ma, superata la fase più concitata, arriverà anche il momento della riflessione? È la domanda che l’avvocato e manager Nicola Boccalone, presidente di Benevento Domani ed ex amministratore di Irpinia Ambiente, affida a una nota sul rogo che ha interessato l’area industriale di Airola.
Le nubi sprigionate dall’incendio, osserva Boccalone, hanno portato il caso sotto i riflettori, tra telecamere, microfoni e allarme per la qualità dell’aria. Ma, secondo l’esponente politico, fermarsi alla sola vicenda del sito e alle responsabilità legate alla sua gestione significherebbe limitarsi a una risposta immediata, senza affrontare le questioni strutturali che stanno a monte.
«Il materiale abbancato — osserva — continua da giorni a saturare l’aria della Valle Caudina, del capoluogo e delle province limitrofe», lasciandosi dietro un odore acre che, nelle parole di Boccalone, «porta con sé tristezza e dolore».
La riflessione, però, deve allargarsi. Perché quello di Airola, sostiene il presidente di Benevento Domani, non sarebbe un episodio isolato, ma il riflesso di un sistema più ampio nel quale diversi impianti del Sannio e della Campania sono stati utilizzati, prima di eventuali provvedimenti di sequestro, nell’ambito dei servizi di raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti.
Il riferimento è al complesso sistema del ciclo integrato dei rifiuti e alla legge regionale 14 del 2016, nata con l’obiettivo di costruire una gestione capace di garantire autonomia per i rifiuti prodotti in Campania, sicurezza ambientale e contenimento dei costi per i cittadini.
«Dieci anni dopo il sistema è ancora disintegrato»
Ed è proprio qui che si concentra la critica di Boccalone. A dieci anni dall’approvazione della legge, sostiene, il ciclo dei rifiuti campano sarebbe ancora lontano dall’autosufficienza.
«I rifiuti campani continuano a viaggiare verso il Nord, i costi lievitano e la tassa rifiuti è tra le più alte in Italia», sottolinea, evidenziando come questa situazione finisca per gravare ulteriormente su un territorio già caratterizzato da fragilità economiche.
Boccalone porta anche l’esempio della frazione organica: a fronte di circa 700mila tonnellate prodotte ogni anno in Campania, secondo i numeri citati nella sua riflessione, soltanto circa 100mila verrebbero trattate all’interno della regione. Il resto viene trasferito altrove, con costi che inevitabilmente ricadono sul sistema e, quindi, sui cittadini.
«Portandosi con sé anche i nostri soldi», osserva.
Una situazione che, secondo Boccalone, non sarebbe stata risolta nemmeno dalle ingenti risorse del PNRR e dalle agevolazioni normative messe in campo per favorire la realizzazione della necessaria filiera impiantistica.
Airola come «simbolo» di un fallimento
Nel ragionamento dell’ex amministratore di Irpinia Ambiente, Airola diventa così qualcosa di più di un’emergenza locale. Lo stesso discorso, sostiene, riguarda Sassinoro e altri territori che negli ultimi anni hanno vissuto situazioni di forte criticità legate alla gestione dei rifiuti.
«Airola, la Valle Caudina, come Sassinoro ed altri, portano le stimmate della sofferenza», afferma Boccalone, individuandoli anche come «simbolo del fallimento delle politiche ambientali regionali degli ultimi dieci anni».
La critica riguarda in particolare la frammentazione della gestione, con la suddivisione del sistema dei rifiuti in ambiti territoriali che Boccalone definisce «insopportabilmente eccessivi» e quella delle acque in distretti.
È questa, secondo l’esponente politico, la cornice nella quale va inserita l’emergenza di Airola.
Il timore è che quanto accaduto possa ripetersi altrove se non ci sarà un reale cambio di passo. «Airola è oggi l’effetto che, senza un cambio reale, potrebbe replicarsi nel tempo altrove», sottolinea Boccalone. Da qui la percezione, diffusa in una parte delle comunità locali, di territori che si sentono «indifesi, barattati, strumentalizzati».
L’appello a Fico: «Serve un cambio di passo»
Da qui l’appello rivolto al presidente della Regione Campania Roberto Fico. Boccalone chiede una svolta nella gestione delle politiche ambientali, nel segno del rispetto dei territori e della costruzione di un sistema «efficiente e sicuro per la salute dei cittadini».
Ma non solo. Per il presidente di Benevento Domani occorre rafforzare anche le attività di monitoraggio e controllo, perché la sicurezza ambientale non può essere affrontata esclusivamente quando l’emergenza è già esplosa.
«Non serve entrare nei particolari di tutto quello che non è successo e che si è ereditato negli ultimi dieci anni», afferma Boccalone, lasciando intendere che per ricostruire responsabilità e scelte del passato sarà sufficiente guardare all’attività delle precedenti amministrazioni regionali.
Il suo intervento si chiude con un richiamo alla musica e alla terra campana. «Terra mia, Terra mia», il grido di dolore cantato da Pino Daniele, resta per Boccalone «ancora oggi drammaticamente attuale».
Un modo per riportare la discussione al punto di partenza: l’emergenza di Airola non può esaurirsi nell’incendio e nelle sue conseguenze immediate. La vera partita, per Boccalone, si gioca sulla capacità della Campania di costruire finalmente un ciclo dei rifiuti autonomo, sicuro e sostenibile.




