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POLITICA

Mastella e l’UniSannio, Viespoli non ci sta: “Ma quale scambio con De Mita? Fu conquista di popolo”

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Una ricostruzione fuori da ogni logica, storica e politica”. Pasquale Viespoli non ci sta e reagisce a modo suo, e cioè innescando e alimentando il dibattito pubblico, alle dichiarazioni rilasciate da Clemente Mastella a margine del tavolo sulla logistica tenutosi lunedì al Comune. “Sannio e Irpinia devono recuperare quello spirito di collaborazione che portò anni fa all’insediamento della Fiat a Grottaminarda e dell’Università a Benevento” – dichiarava l’inquilino di palazzo Mosti.

Parole da censurare, per Viespoli. “Innanzitutto, se parliamo della Iveco, è doveroso sottolineare che quella vicenda sanguina ancora. Rappresenta infatti una delle pagine più drammatiche della crisi Fiat al Sud, l’esempio peggiore dell’industrializzazione forzata del Mezzogiorno. Negli anni ha prodotto più difficoltà che sviluppo e occupazione. E io posso testimoniarlo, essendomene interessato da sottosegretario al Lavoro, quando dovemmo intervenire con strumenti di sostegno al reddito e ammortizzatori sociali. Se il modello di sviluppo a cui guarda Mastella è l’Iveco di Grottaminarda, consentitemi di fare gli scongiuri”.

Ancora più tranchant il giudizio sulle affermazioni legate alla nascita dell’ateneo sannita: “Tanti furono i protagonisti, Mastella non rientra tra questi”. La gemmazione dell’università, prosegue Viespoli, rappresenta una storia “bella e lunga”. “Parte negli anni sessanta, e voglio ricordare anche l’attivismo della destra di allora, con Giovanni Fuccio. Il primo momento di svolta con Pietrantonio che per far decollare l’ateneo mise a disposizione – in comodato d’uso – gli immobili comunali. L’autonomia arrivò agli inizi degli anni novanta, con me sindaco, Antonio Rastrelli presidente della Regione e Luciano Guerzoni sottosegretario all’Istruzione. Decisivo fu Pietro Perlingieri, in questa vicenda. Il contributo di politici nazionali non mancò, ma mi viene in mente la figura di Zecchino, non di altri”.

Una delle cose a cui più sono legato – ricorda ancora – è l’aver ottenuto il finanziamento di 25 milioni di euro, quando ero Sottosegretario, per consentire all’ateneo di acquistare gli immobili. La chiusura del cerchio aperto da Pietrantonio con la concessione degli edifici in comodato d’uso: l’Università riuscì a patrimonializzare, il Comune trovò ristoro per l’impegno assunto negli anni, ricavando risorse utili a superare il dissesto finanziario del 1993”.

Nel suo ultimo editoriale per Ntr24, – aggiunge Viespoli – Staglianò ha segnalato un aspetto importante: la sconnessione tra popolo e classe dirigente, con l’agenda politica che oggi non è vissuta e partecipata dalla cittadinanza. Ecco, la nascita dell’Università degli Studi del Sannio rappresentò l’esatto opposto, fu una conquista di popolo. La politica si fece interprete di una volontà collettiva, comunitaria. Per questo non può passare la lettura dirigista e scambista che propone Mastella”.

Quanto alla collaborazione tra le province interne della Campania, con Viespoli si sfonda una porta aperta: “Ne parlo da anni, in una condizione di solitudine che mi ha portato anche impopolarità, in entrambi i territori. Se per molti è una questione recente, dunque, per me sono già tante le occasioni bruciate.  Già tempo fa Sannio e Irpinia dovevano iniziare a ragionare seriamente di una prospettiva di sviluppo condivisa. Occorreva e occorre progettualità, però. E invece oggi vedo tanta confusione, approssimazione. Come si fa, d’altronde, a dare credito a chi un giorno parla col presidente del Molise per fare il Molisannio e il giorno dopo ipotizza la collaborazione tra Benevento e Avellino. Non è politica, questa: è schizofrenia. E infatti sui servizi si è seguita la strada della provincializzazione. Per l’acqua, addirittura, invece di unire si è operato per dividere”.

Infine, pure sulla logistica a farla da padrona sono le perplessità: “Diciamo subito che lo scalo merci di Ponte Valentino non è una novità, ma una opzione immaginata con lo studio di fattibilità – amministrazione Pepe – per la Piattaforma Logistica di contrada Olivola. Un disegno legato alle infrastrutture, dall’Alta Capacità al raddoppio della “Telesina”. Faceva quindi parte di una visione strategica già avviata all’epoca del Prusst. Ora che la Piattaforma di contrada Olivola non c’è più, di quale strategia è parte lo scalo merci? In quale documento è riportato? E ancora: i fondi dove sono allocati? Nelle parole del presidente De Luca? E da quando le istituzioni si parlano così, per promesse e non per atti? Non me ne voglia nessuno, non si offenda nessuno, ma siamo al protocollo delle chiacchiere”.

E non poteva andare diversamente, non per Pasquale Viespoli, evidentemente, vista l’assenza dal tavolo della deputazione nazionale: “Un dato che certifica il velleitarismo dell’iniziativa. Se non coinvolgi ‘i decisori’ – e tra l’altro il collegio senatoriale dà rappresentanza unitaria proprio a Sannio e Irpinia – cosa puoi pensare di decidere?”.

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