Ieri la protesta degli studenti, oggi arriva la versione del presidente del Conservatorio ‘Nicola Sala’ di Benevento, Antonio Verga. In oltre un’ora di conferenza stampa, il numero uno dell’ente di alta specializzazione musicale del capoluogo si è tolto tutti ‘i sassolini dalla scarpa’ ed è intervenuto a gamba testa in diverse questioni relative all’istituto che presiede.
L’approvazione
all’unanimità delle variazioni di bilancio, nel Cda di ieri
pomeriggio, avevano indotto ad immaginare una tregua che, però, non
c’è: anzi si prosegue verso la guerra aperta. La versione di Verga
è chiara: “E’ un attacco diretto contro di me – ha detto
parlando ai cronisti – perché sto cercando di riportare
trasparenza e legalità in questo prestigioso ente”. Il
contrattacco è immediato e colpisce in pieno i due bersagli
principali: il direttore, Giosuè Grassia, e il presidente della
Consulta degli Studenti, Angelo Cioffi. Per entrambi sono state
chieste dimissioni immediate.
I giorni del veleno
al “Nicola Sala”, dunque, proseguono con il presidente che ha
voluto sottolineare diversi eventi accaduti nel corso del suo
triennio: da scritte ingiuriose contro di lui apparse sui muri del
Conservatorio “all’utilizzo scorretto – ha detto – di profili
social per attaccare me e l’istituzione”. Tra i temi sul tavolo
anche l’utilizzo della carta di credito dell’Ente, “adoperata
dalla Consulta – ha sottolineato – per sponsorizzare alcuni post
social di dubbio contenuto e non approvati dalla presidenza”.
Ancora, il tema dei
contratti ai docenti a modulo che il presidente non ha voluto
siglare: “Non si tratta di una mia mancanza – ha spiegato -. Ho
solo chiesto di dare il via ad una istruttoria per stabilire chi
dovesse essere assunto. Prima del mio intervento, si faceva tutto
senza consultare il presidente che, per legge, è l’unico deputato
alle assunzioni”. Verga ha anche voluto sgombrare il campo da
qualsiasi rifermento in questa vicenda della questione della nomina
del nuovo vertice.
Intanto, sullo
sfondo ci sono due denunce in Questura e un ricorso al Tar presentati
da Verga. Al Conservatorio suonano i tamburi di guerra e,
probabilmente, non smetteranno molto presto.