“La Provincia di Benevento ed
Acqua Campania SpA hanno presentato un progetto per la
potabilizzazione dell’invaso di Campolattaro, redatto a seguito del
protocollo d’intesa sottoscritto tra le parti il 15
maggio del 2019. La
potabilizzazione e l’utilizzo per fini irrigui dell’acqua della
diga potrebbe diventare una grande opportunità per lo sviluppo dei
nostri territori. Siamo in presenza di un’opera colossale, perchè
l’invaso raccoglie quasi 100 milioni di litri cubi d’acqua e la
sua potabilizzazione sarebbe in grado di erogare 2600 litri di acqua
al secondo, capaci di dissetare tutto il Sannio e l’Irpinia. Senza
contare i riflessi positivi che l’opera avrebbe per l’agricoltura
sannita, sostenendo le nostre imprese agricole durante le sempre più
frequenti crisi idriche imposte dai cambiamenti climatici”. Lo
scrive in una nota il Comitato Sannita Acqua Bene Comune.
“Il
condizionale, però, è d’obbligo perché – spiega
la nota – c’è qualcosa che
non torna in questa vicenda. Dalle notizie diffuse dalla Provincia
(comunicato stampa del 24.09.2019) i costi per la progettazione delle
opere sono coperti dalle riserve economiche di Acqua Campania SpA,
derivanti dagli introiti delle tariffe dei servizi. Sino a qui non
ci sarebbe nulla di strano, se Acqua Campania fosse un Ente pubblico.
In realtà siamo in presenza di una società per azioni, che ha come
unico scopo il profitto d’impresa ed è partecipata in larghissima
maggioranza da Caltagirone SpA e dalla solita multinazionale francese
Veolia. Il
Presidente della Provincia ha dichiarato che “la gestione della
Diga deve restare pubblica”. Probabile che la gestione della diga
resti pubblica, attraverso l’azienda speciale ASEA, ma gli introiti
della distribuzione della risorsa idrica a chi andranno? Non vorremmo
che i soliti soggetti privati entrino a gamba tesa nell’invaso di
Campolattaro, per legittimare i ricavi che riscuotono quale
concessionario della Regione Campania.
E’
chiaro – attacca –
che se così fosse sarebbe l’ennesimo schiaffo alla volontà
popolare che si è già espressa per la gestione pubblica dell’acqua.
Mentre siamo ancora in attesa di un percorso che porti al superamento
della gestione Gesesa, non sarebbe accettabile che anche l’invaso
di Campolattaro entri nelle logiche del profitto privato. Chiediamo
quindi di bloccare e invertire l’inesorabile processo di
accaparramento delle nostre risorse idriche.
Il 14 luglio – conclude
il Comitato – è atteso alla
Rocca dei Rettori il Governatore della Campania De Luca per
rivendicare la paternità dell’opera. I comitati per l’acqua
pubblica della Campania ed il Comitato Sannita Abc invitano ancora
una volta la popolazione sannita a fare molta attenzione, perché il
rischio dell’ennesimo regalo delle risorse idriche ai privati è
sempre più concreto. I 3.200 elettori che avevano chiesto un
referendum per il ritorno alla gestione pubblica dell’Acqua a
Benevento e in tutto il Sannio comprenderanno ancora meglio perché
sino ad oggi sono stati presi in giro impedendogli l’esercizio del
diritto al voto in una questione di vitale importanza”.