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Aree interne, il vescovo Battaglia: “Creare tavolo tecnico su disoccupazione e sviluppo”

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Il vescovo della Diocesi don Mimmo Battaglia ha incontrato i sindaci dei comuni ricadenti nel territorio diocesano a Cerreto Sannita presso Casa Santa Rita, sede della Caritas diocesana e della cooperativa sociale di comunità iCare. In questo momento di ascolto, che si svolge periodicamente dal dicembre 2017, mons. Battaglia ha dapprima fatto il punto della situazione rispetto al lavoro svolto dall’Osservatorio Gioco d’Azzardo promosso dalla Caritas diocesana (composto, lo ricordiamo, oltre che da tutti i Sindaci dei comuni sottoscrittori del Protocollo d’intesa con la Diocesi, dall’Asl di Benevento – i tre Ser.D. territoriali e il Dipartimento di Puglianello – dalla Comunità Emmanuel, dall’Associazione “Casa nel Sole” e da tanti volontari e volontarie) per poi lanciare una nuova proposta.

Riguardo al gioco d’azzardo patologico, ad oggi sono 25 su 27 i comuni che hanno approvato il Regolamento promosso dall’Osservatorio della Caritas. S’è ricordato, nella riunione, quelli che sono i due pilastri basilari della prevenzione della piaga della ludopatia, che ha aperto un raggio di sole alla speranza: l’aspetto della formazione delle coscienze (incontri formativi-informativi di sensibilizzazione) e il fare rete tra i vari attori educativi per camminare insieme a livello progettuale. In più occasioni, durante questi 3 anni, il vescovo ha spronato ad “essere samaritani non solo dell’ora dopo, ma anche dell’ora prima perché molte ferite potrebbero essere prevenute”.

Proprio sulla base dei tanti passi positivi mossi sulla ludopatia, il vescovo ha proposto di utilizzare questo stesso modello di partenza del “fare rete” per affrontare le problematiche relative alle altre dipendenze (si pensi all’incremento del consumo di droga e alcol) e alla forte disoccupazione sul nostro territorio, attraverso l’istituzione di un tavolo tecnico progettuale che coinvolga il mondo dell’imprenditoria e dell’industria. Proprio sulla tematica della disoccupazione e dello sviluppo, con il nuovo anno pastorale partirà il percorso diocesano “GIOVANI E LAVORO” dei Tavoli della Condivisione, che, declinando la pista di lavoro sulla parola “relazione”, vorrà dare un ennesimo segnale di speranza da parte di una Chiesa diocesana che parla di futuro, di possibilità, di scelte coraggiose e di investimento per dare ai giovani la possibilità di continuare a tessere comunità e non emigrare, la possibilità di mantenere legami con le famiglie di origine, le parrocchie e il territorio.

I sindaci, partendo dall’esperienza che hanno vissuto lavorando gomito a gomito con l’Osservatorio e raccontando ciò che stanno attualmente vivendo nei loro rispettivi comuni, si sono tutti detti concordi di provare a fare un passo in più. Le dipendenze sono sempre la conseguenza diretta di disagi familiari ed ambientali nei nostri paesi. Ma il disagio dei giovani e le fragilità degli adulti riguardano anche la crisi occupazionale ed economica che stiamo vivendo nelle aree interne della Campania. Una crisi che sta lacerando la dignità della persona e il tessuto sociale.

I vescovi delle Diocesi che comprendono i comuni delle province di Benevento ed Avellino, proprio qualche mese fa nel documento “MEZZANOTTE NEL MEZZOGIORNO?”, hanno ricordato, attraverso dati e analisi, il problema della disoccupazione giovanile, sottolineando come per le problematiche delle nostre aree interne, in particolare sulla questione della disoccupazione, fosse “necessario invece un progetto strategico di lunga gittata che miri a privilegiare l’interesse comune, il quale solo può consentire il benessere di tutti, singole persone come enti locali. È necessaria, infatti, una solida coesione istituzionale per dare forza alle istanze delle aree più deboli. Fare rete, quindi, gioco di squadra, programmando insieme una politica di sviluppo: se riuscissimo nell’intento, tutti ne trarremo vantaggio; in caso contrario, tutti saremo destinati a perdere”.

Chiesa ed Istituzioni locali, dunque, unite sempre più per mettere al centro le persone e ridistribuire la speranza, per respingere la rassegnazione, alimentare un senso profondo di dignità, elaborare un piano comune di azione teso a dare risposte a chi sta vivendo momenti difficili nel nostro Sannio. Questa coesione sociale istituzionale, che vuole dare forza alle istanze della nostra area che vive una crisi soprattutto dal punto di vista occupazionale, è indubbiamente un’inversione di rotta, una via di metodo che parte proprio dal dialogo “per trovare congiuntamente un itinerario da percorrere tutti insieme affinché possa accorciarsi la notte.” (dalla Lettera dei vescovi della Metropolia di Benevento agli amministratori “Mezzanotte del Mezzogiorno?”).

Presenti all’incontro insieme al vescovo, suor Raffaela dell’Osservatorio Gioco d’Azzardo, Imma Lavorgna del CdA della cooperativa sociale di comunità iCare e il nuovo direttore della Caritas diocesana don Pino Di Santo, che ha auspicato la necessità di una cooperazione diretta tra le Caritas parrocchiali e i comuni, in modo da creare delle antenne sociali che facciano da sentinelle del territorio sui tanti disagi presenti nelle comunità.

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