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ECONOMIA

Il futuro economico del Sannio passa per il recupero di antiche colture del Tammaro e del Titerno con filiere ad hoc

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GUARDA VIDEO Valorizzare le produzioni agroalimentari del Tammaro e del Titerno, attraverso il recupero di colture tipiche e antiche e la salvaguardia della biodiversità e la sostenibilità ambientale mediante la costruzione di una filiera che coinvolge università, enti di ricerca, aziende produttive locali e istituzioni è stato l’obiettivo di alcuni progetti incentrati sul grano, sui salumi, sull’olio, sul miele e sul vino prodotti negli areali dell’Alto Tammaro e del Titerno i cui risultati sono stati presentati oggi presso l’Università del Sannio, che è stato soggetto capofila di “Bio.Pas.Ta”, “Pro.S.C.I.U.T.Ti.”, “Str.E.G.A.Ta.”, “Val.Miel.A.Ta”. e partner di “Pro.Vin.Ba.S.Ti”. finanziati con la misura 124 e altre sottomisure del PSR 2007/2013.

Il recupero del valore colturale e culturale del grano antico Saragollla o dell’olio extravergine Ortice, dei suini autoctoni chiari del Sannio attraverso un sistema di allevamento semibrado controllato a basso impatto ambientale rappresenta anche uno strumento ideale per garantire il benessere e la sicurezza dei consumatori.

L’iniziativa ha contribuito a fare chiarezza sulla strategia produttiva ed i metodi di estrazione innovativi dell’olio extravergine, immaginando un percorso di valorizzazione degli oli monovarietali da impiegare nella preparazione dei piatti tipici dell’alto Sannio.

Il progetto “VALorizzazione e tipizzazione della flora e dei MIELe” dell’Alto Tammaro, ha mirato alla valorizzazione del miele mono-floreale di Sulla, che costituisce circa il 70% del fieno che viene utilizzato per l’alimentazione nelle aziende zootecniche del territorio dell’Alto Tammaro.

Importante anche l’obiettivo del progetto “PROduzione di VINi a Basso contenuto di solfiti nel Titerno”, area in cui si viene prodotto il 60% del vino campano, che è quello di ottenere, in futuro, una produzione di lieviti autoctoni da impiegare nella fermentazione alcolica e contribuire all’ottenimento di vini a basso contenuto di solfiti e con sentori specifici della produzione sannita.

Sul versante della sicurezza alimentare delle carni trasformate, nelle ultime settimane incriminate dall’OMS per il rischio di patologie tumorali, il coordinatore scientifico dell’Unisannio Varricchio ha precisato che in generale il problema è legato alle modalità di cottura e al modo in cui esse si consumano.

Ricerche sperimentali e applicate che aiutano a migliorare anche il futuro economico e produttivo delle aziende sannite, ancora di più in questo momento di forte criticità post alluvione. A questo proposito il dirigente dello Stapa Benevento – Regione Campania, Luigi Baccari, ha chiesto il contributo dell’Unisannio per progetti sulla salvaguardia ambientale, sull’erosione del suolo e sulla mitigazione del rischio calamità che potrebbero partire con alcune misure specifiche del PSR 2014/2020.

Le dichiarazioni nel servizio video

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