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Cittadini

Questione Ato e reintegro dei lavoratori degli ex consorzi al lavoro: lettera aperta di Piero Mancini al sindaco Paragone

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Ancora polemiche in merito alla costituzione degli Ato e al ritorno al lavoro dei dipendenti degli ex Consorzi Rifiuti della provincia di Benevento. Piero Mancini in seguito all’incontro dei sindaci, avvenuto lo scorso 11 novembre, ha scritto una lettera aperta al primo cittadino di San Giorgio La Molara, Luigi Paragone, che nel corso della riunione avrebbe espresso dubbi sull’utilizzo degli ex lavoratori del consorzio Bn3.

“Egregio sindaco, ho letto, con grande disappunto e tanta rabbia, alcuni passaggi del suo intervento nella Sala consiliare del Comune di Benevento. Per rimarcare le sue riserve e l’assoluta contrarietà all’Ato ha affermato: ‘Sto ancora pagando lo sciagurato lavoro del Consorzio Bn3 e non vorrei trovarmi in una nuova bolgia infernale. Questo non sarà altro che uno stipendificio’.

L’affermazione, pur grave, è generica e vaga. Non si capisce bene perché, come, a chi e cosa stia pagando, non avendo articolata e approfondita questa sua disperante umana condizione: da ritenersi grande e grave fardello se ne manifesta pubblica doglianza.

In verità pensavo che gli unici a pagare, materialmente, ed essere concretamente precipitati in una folle bolgia infernale, effetto collaterale della sciagurata gestione del Consorzio Bn3, eravamo solo noi ex dipendenti, che, da ben 53 mesi, non percepiamo alcuna risorsa per sostenere, in modo dignitoso, la propria famiglia.

Lei afferma che il lavoro del Consorzio Bn3 sia stato “ sciagurato”. Chi ha provocato tale sciagura, che tanto l’affanna? Forse i poveri operatori che per dieci anni hanno provveduto alla raccolta differenziata anche a San Giorgio La Molara, o è stata causata e prodotta dalla fallimentare gestione operata dai sindaci, componenti il Cda, che per dieci anni hanno amministrato i Consorzi?

Questa forte accusa è supportata dalla sentenza emessa dalla Corte dei Conti che ha condannato l’intero Cda del Consorzio Bn1. Noi sospettiamo, visto la sua e dei suoi colleghi intransigente e caparbia contrapposizione ai lavoratori, di avercela proprio con noi. Forse lei non è a conoscenza che il sottoscritto, in epoca non sospetta, ha evidenziato tale sciagurata gestione, tramite la stampa, e che il Consorzio fu anche commissariato.

Lei si duole per essere finito in una bolgia infernale. Il retorico espediente dialettico è utilizzato, ferocemente, solo contro il nostro ritorno al lavoro.

Non si riesce a capire il motivo dell’astio che tanti sindaci riversano, pubblicamente e senza soluzione di continuità, sugli ex dipendenti dei Consorzi, manco fossero dei criminali. Questo assurdo e incivile comportamento ha creato, e nel tempo sedimentato, un grande odio verso tutti coloro che si oppongono al ritorno al lavoro degli ex dipendenti dei Consorzi, tramite l’Ato.

Atteggiamento ancora più incomprensibile e inaccettabile se viene evidenziato che per i Comuni l’utilizzo degli operatori è a costo zero.

Il fallimento dei Consorzi è addebitabile solo ai sindaci. I Consorzi non sono stati uno stipendificio per la maggioranza degli operatori, che il salario se lo sono sudato facendo la raccolta sotto la pioggia e con la neve. Allora, egregio sindaco, quali sono i reali motiv di tanta foga e tanto astio, contro 120 povere famiglie?

Sicuro che non riterrà opportuno rendere edotta la pubblica opinione e, tramite essa, gli ex dipendenti del Consorzio Bn3, a chi si riferiva e accusava per aver creato la bolgia infernale in cui si dibatte, non resto in attesa di alcuna sua pubblica risposta.

La questione, per gli onesti e adirati operatori, però riveste una grande importanza. Di sicuro vi saranno altre occasioni pubbliche per fare chiarezza. In attesa di incontrarla personalmente, la saluto”.

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