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Titerno

San Lupo, l’olivocoltura verso una “social innovation”

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Il futuro profuma di olio: San Lupo può candidarsi come polo di filocoltura e l’olio di qualità che produce ne è un bigliettino di tutto rispetto. Basta crederci e sfruttare la forza lavoro.

L’esperienza di openCultivar attraverso questa prima fase di assunzione di conoscenze, ne segna il tracciato per giungere alle competenze. Un progetto che rappresenta l’innovazione nel processo di valorizzazione del vasto patrimonio di biodiversità di prodotti e culture delle aree rurali.

E’ questa la proposta-provocazione lanciata dal delegato alla Cultura del Comune di San Lupo, Pellegrino Tomasiello e filo conduttore dell’incontro sulla rural social innovation e l’olivicoltura, promosso dall’Ente locale in collaborazione con tabularasa eventi e rural hub che ha visto contrapporsi l’esperienza e la sapienza agricola, in particolare olivicola, dal Cilento all’entroterra campano, nell’ambito della rassegna dedicata al nettare degli dei ‘made in Sannio’.

L’innovazione per Antonio De Blasio dell’Olivicola San Lupo, è rappresentata dal rapporto più aperto che abbiamo oggi con i giovani non più silenzioso e ridotto ad esperienza di imitazione, rispetto al passato ma dobbiamo travasare ai nostri giovani le potenzialità del nostro territorio, non farli andar via e lasciare abbondanti i nostri preziosi terreni, preservando e tutelando la sapienza trasmessa dai nostri antenati.

Muniti di cariche esplosive – prosegue De Blasio – ovvero i nostri prodotti, occorre identificare in modo più preciso le coordinate da colpire per centrare l’obiettivo rilancio della filiera.

Una genialità locale che può essere sostenuta, con ricerche di studio, perché hanno ”quella marcia in più”, ha affermato dal professore di societing, Alex Giordano, rappresentata da una conoscenza più ecologica. ‘Al Sud – ha dichiarato – siamo startupper per Natura.

La ricerca ”con”, che fa da ponte generazionale tra i giovanissimi studiosi, protagonisti del domani, con i maestri della terra, può rappresentare il modo efficace per far riscoprire ai giovani del luogo, la risorsa olio, sperimentando nuovi percorsi: le cultivar di un certo livello, dal grano, alla qualità dell’aria alla simbiosi con la Natura. Un racconto del territorio ed una continua disermediazione delle aziende locali, che non considera l’acquirente come un target.

Dall’oroverde ai campi di grano, l’obiettivo comune, innescato dal folklore e dalle vibrazioni positive del mangiar sano, è ripensare all’impresa dei tempi moderni, con un lavoro di squadra, partendo dal protagonismo storico consapevole.

Fare agricoltura è una scommessa, finalizzata alla riscoperta dei valori veri, legati al mondo contadino ed alla ruralità di una vita agreste ma sincera, onesta e semplice.

L’obiettivo ambizioso di valorizzare le filiere agroalimentari dell’area del Titerno, sintetizzando insieme prodotti di qualità e tutto il patrimonio tradizionale, culturale ed ambienti rurali, ad essi complementari, è quanto prevede il progetto Filocolture, finanziato con i Fondi Europei destinati all’incentivazione di attività turistiche, promosso dal GAL Titerno, attraverso la Misura 313, in attuazione del proprio Piano di sviluppo locale 2007-2013.

Soddisfazione è stata espressa dall’amministratore delegato del GAL e responsabile del progetto, Elio Mendillo, per questo primo piano di studio, che prende in esame le diverse caratterizzazioni del territorio titernino, dalla pianura alla montagna, per ridisegnare e mettere in moto delle piccole innovazioni per invertire dei cicli di tendenza, in atto da qualche decennio, che hanno portato all’abbandono dei territori, al decremento demografico, all’invecchiamento delle popolazioni che rimangono.

“Arrestare questi cicli che creano disagio ed impoverimento, è il compito primario di un’agenzia di sviluppo locale – ha dichiarato Mendillo – che solo attraverso il protagonismo dei giovani, della forza locale, può innescare flussi di turismo. Il trinomio turismo, territorio, produzione, generare quel circuito virtuoso sistemico capace di interrompere i trend negativi e garantire ai giovani l’occasione di rimanere sul territorio e creare anche dei link di interoperatività con chi resta”.

Fiducioso del risultato di opencultivar, Mendillo ha annunciato che il progetto diventerà parte di un lavoro integrato, d’intesa con CNR, e vari Atenei tra i quali UniSannio e Foggia che si estenderà ai quindici comuni della rete rurale del Titerno .

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