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Comune di Benevento

Palazzo Mosti, l’opposizione: “Totale disaccordo con la maggioranza sempre più avvinghiata alle poltrone”

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“In 15 ore di Consiglio l’unica cosa che hanno saputo fare i consiglieri di maggioranza che sostengono Fausto Pepe (rinforzati dal figliuol prodigo Cangiano, l’uomo più confuso nella storia del Comune di Benevento) è stata quella di alzare la mano per votare a favore del Piano Triennale dei Lavori Pubblici, del Piano delle Alienazioni Immobiliari, del Bilancio di Previsione e litigare tra di loro per la nomina di Aversano al vertice della Gesesa. Per il resto, non pervenuti. Nessun segno di vita”. Lo scrivono in una nota i consiglieri comunali di opposizione a Palazzo Mosti, che nel day after commentano quanto accaduto ieri nella sala consiliare.

“Gli interventi finali di Castiello, Miceli, Palladino, tutti registrati dopo l’una di notte, – aggiunge il comunicato della minoranza – sono arrivati solo dopo le stilettate degli esponenti dell’opposizione che avevano pubblicamente denunciato l’assenza di una qualsiasi forma di confronto a causa del silente atteggiamento dei consiglieri del Pd, ormai abituati solo a dire sissignore, a votare tout court qualunque cosa senza neppure leggersi uno straccio di provvedimento, a lasciare solo il sindaco a difendere, quale ultimo baluardo, i cervellotici ragionamenti e le prese di posizione sempre più assurde di un’amministrazione vicina al collasso.

I tre, pungolati da diversi colleghi della parte avversa, si sono risvegliati dal torpore e hanno cercato di mettere riparo ad una situazione di grande imbarazzo soprattutto per il primo cittadino, sempre più “un uomo solo al comando”. Dinanzi ad una tale manifestazione di ipocrisia, la minoranza ha fatto sentire la sua voce monopolizzando i lavori del Consiglio con pregiudiziali e lunghi ed articolati interventi che hanno smascherato il maldestro tentativo di approvare un bilancio sgangherato, che si poggia solo ed esclusivamente sul Piano delle Alienazioni Immobiliari e pochissime altre fonti d’entrata.

Alla fine, come spesso accade in politica, – prosegue – ha prevalso la logica dei numeri, ma l’approvazione del Bilancio se la sono dovuta sudare: Mario Zoino ha ceduto sotto i colpi dell’opposizione ed ha abbandonato la seduta, qualcuno ha votato con il magone e in maniera neppure tanto convinta, qualche altro ha giurato (ma potrebbe essere un Pinocchio) che questo sarà l’ultimo atto di fede verso la maggioranza.

Un Bilancio Previsionale che disattende due fondamentali principi contabili: la prudenza (devono essere iscritte solo le entrate ragionevolmente accertabili nel periodo amministrativo considerato) e l’attendibilità (le previsioni di bilancio devono essere sostenute da accurate analisi degli andamenti storici… nonché da fondate aspettative di acquisizione e di utilizzo delle risorse). Qualche esempio di stima fantasiosa? Il recupero delle evasioni tributarie previste in 900mila euro a dispetto di una relazione del funzionario che prevedeva un recupero pari a zero; i recuperi da alienazione del patrimonio, previsti anche’essi in euro 900mila, ma ben lontani dall’essere attendibili perché le norme prevedono la sottoscrizione del contratto di vendita.

Pensate che dal 1 gennaio 2013 ad oggi il Comune di Benevento non è riuscito ad accertare che 250 euro e a non incassare nemmeno un euro! E ancora i proventi da violazione al codice della strada, previsti in 1milione e 80mila euro quando in realtà, al 27 novembre 2013, segnavano la cifra di 507.479 euro. Per non parlare del Contributo Costo di Costruzione: la somma prevista nel bilancio all’attenzione del Consiglio Comunale è di 450mila euro rispetto ad incassi registrati, al 27 novembre, pari a 146mila 758 euro. Una sopravvalutazione delle previsioni di quasi 300 mila euro.

Proseguiamo con i proventi Tosap: la previsione formulata in bilancio per la Tosap ammonta a 379mila 936 euro, laddove l’incasso effettuato ammonta a 117mila 727 euro, per cui è presumibile che vi siano altri 251mila 506 euro di sopravvalutazione delle entrate! Senza contare i le entrate derivanti da pubblicità e pubbliche affissioni, dove il dato inserito in bilancio è di 312mila euro rispetto a euro a 116mila 666 euro acclarati al 27 novembre. Si potrebbe continuare con altri esempi, ma preferiamo fermarci.

Il fallimento della Giunta Pepe in realtà – aggiunge la minoranza – è attestato nella relazione del Collegio dei Revisori dei Conti, tutti e tre nominati dal Partito Democratico, quando osserva che “per l’annualità corrente il riequilibrio finanziario previsto dal piano pluriennale adottato con la già richiamata delibera di C.C. n. 7 del 2013 non ha avuto attuazione nei termini ivi indicati; l’equilibrio finanziario per l’esercizio 2013 viene previsto con l’attuale Bilancio sia attraverso ì presupposti in precedenza indicati, sia con l’assunzione di un mutuo da richiedere alla Cassa Depositi e Prestiti di euro 15milioni per la copertura dei debiti fuori bilancio”.

Non sappiamo se il salvifico mutuo sarà accordato, ma nell’attesa saranno gli organi esterni, come la Prefettura di Benevento, la Procura della Corte dei Conti – Sezione Giurisdizionale per la Campania e Sezione di Controllo per la Campania, il Ministero dell’Economia e delle Finanze –IGOP – IGEPA e il Ministero dell’Interno – Commissione per la Finanza Locale, a cui nel frattempo sarà inviata la documentazione a sostegno delle nostre tesi, ad accertare se gli amministratori hanno agito in coerenza con il quadro normativo.

Per quanto ci riguarda, non condividiamo nulla di quanto posto in essere in materia finanziaria dall’Amministrazione Pepe e ce ne dissociamo totalmente, nella consapevolezza di aver fatto di tutto per far capire alla maggioranza in quale tunnel si stiano infilando, rifiutando di dichiarare il dissesto e di dimettersi per il bene della comunità.

Abbiamo – concludono i consiglieri di opposizione – una visione differente della città e non ci stancheremo mai di ricordarlo, senza tregua e senza sconti, a questi signori sempre più avvinghiati alle loro poltrone”.

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