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Sovrappeso e obesità infantile, le conclusioni della giornata di studio “La salute vien mangiando…bene”

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Grande partecipazione di studenti, docenti e rappresentanti delle associazioni di volontariato al convengo tenutosi nei giorni scorsi, presso il Centro Studi di Benevento al Polo MUSA, in occasione della presentazione di risultati di una’indagine sugli stili di vita ed alimentari, promossa dal CeSVoB, con la Rete delle Scuole Associate Unesco. Il progetto di ricerca si è avvalsa del partenariato della Provincia di Benevento, della Camera di Commercio, dell’Università del Sannio, dell’Ufficio Scolastico Regionale Ambito XIII. Il progetto condotto da un gruppo di lavoro multidisciplinare che ha intervistato un campione di 3.000 cittadini appartenenti a fasce di età dai 7 anni agli over 60, distribuiti su tutto il territorio del Sannio.

I lavori sono aperti dal Presidente della Provincia Aniello Cimitile , che ha illustrato una breve panoramica della situazione della fame nel mondo, sottolineando che essa non dipende dalla mancanza di cibo, prodotto in abbondanza, ma piuttosto da un fenomeno perverso generato dalle leggi spietate del mercato, che non consentono una equa distribuzione, anzi determinano sprechi e destinazioni come rifiuti. La camera di Commercio rappresentata dal vicepresidente della Camera di Commercio Antonio Campese, che ha condiviso la scelta del CeSVoB di fare una ricerca sull’alimentazione nel territorio sannita, chiarendo che non solo è necessario impegnarsi istituzionalmente per prevenire queste gravi sperequazioni, ma tutto ciò influisce anche sulle produzioni di un territorio, e la Camera di Commercio, su questo argomento è pronta a scendere in campo, per tutelare il benessere delle popolazioni da un punto di vista della sicurezza alimentare, ma anche dal punto di vista delle nostre filiere di produttori.

Si è poi passati alla proiezione della prima pubblicazione della ricerca, con la illustrazione dei dati da parte della esperta in statistica, Barbara Pellegrini, che ha evidenziato i dati allarmanti raccolti nelle scuole, relativi al sovrappeso e all’obesità precoce. Ed è stato questo il fulcro dell’intenso intervento della nutrizionista Pina Pedà,che ha parlato di un vero e proprio allarme sociale, pronosticando che se questi dati dell’obesità precoce infantile significano che questi giovanissimi si ammaleranno anche in anticipo; su questo ci sono già dati importanti che ci dimostrano come nelle società occidentali, la popolazione presenta patologie collegate alla iperalimentazione, con un anticipo di 30 anni rispetto alle precedenti generazioni.

L’appello della Pedà è quello di non rimanere spettatori, ma di impegnarsi, come genitori, come docenti, per dare una svolta alle abitudini alimentari, cominciando dal recupero di alimenti sani e preparati in maniera sana, abolendo i prodotti industriali, quelli che fanno parte delle nostra Dieta Mediterranea , non a caso riconosciuta patrimonio universale. In conclusione, la dott.ssa Pedà ha annunciato la sperimentazione di una corretta alimentazione , con il percorso del CeSVoB, presso l’IPSAR Le Streghe, dal titolo “Gruppo volontariato studenti: Giovani chef alla difesa della Dieta Mediterranea”.

Il gruppo di allievi delle classi prime e seconde, ha testimoniato la valenza di questa esperienza attraverso un video racconto, accompagnato dalle parole, molto emozionate. Il percorso di conoscenza delle produzioni di alcuni alimenti presso la Fattoria Didattica La Cinta , con l’esperto Dott. Tullio Zullo. Un approfondimento scientifico molto interessante è stato presentato dal Prof. Ettore Varricchio dell’Università del Sannio, che ha proiettato il funzionamento del nostro organismo attraverso l’alimentazione,evidenziando come negli anni le cattive abitudini alimentari stanno stravolgendo la macchina umana perfettamente progettata, aumentando le statistiche di patologie sempre più complesse. Il prof. Ettore Varricchio ha lanciato un appello alle famiglie e a tutti coloro che rivestono un ruolo strategico nell’educazione dei ragazzi e alle istituzioni, affinchè si promuova in rete con forza una dieta mediterranea dell’entroterra, cioè quella che ci appartiene, fatta di cibi sani e produzioni di eccellenza.

Il successivo intervento è stato quello della dott.ssa Antonella Cassisi della Commissione Nazionale Unesco, che dopo una breve illustrazione di questa importante agenzia educativa fondata dall’ONU nel dopoguerra, ha ringraziato il CeSVoB ,le nostre istituzioni, le scuole associate, per aver affrontato un progetto così importante , non solo per il coinvolgimento di ben 25 scuole del Sannio, , caso unico in Italia, ma proprio per la tematica , che visto l’allarme lanciato , è fondamentale trattare con urgenza e priorità, ed in questo l’Unesco ci sarà. Ultimo intervento quello della Vicepresidente del Coordinamento Nazionale dei CSV Francesca Danese (CSV Net), che ha subito dichiarato un particolare affetto per il CeSVoB per le iniziative di qualità ed innovative, tra cui questo progetto di ricerca, che le consentono di parlare con orgoglio del Sud, girando l’Italia; “una volta tanto non si parla delle grandi metropoli del nord ma di una cittadina della provincia meridionale “Il progetto sugli stili alimentari è un ottimo esempio di trama di una rete di solidarietà, tra associazioni, scuole ed istituzioni, svolto con amore per la propria comunità.

Per la Fondazione Iacocca è intervenuto il Dott. Francesco Iacocca, presidente della Fondazione, che ha condivo il progetto dichiarandosi disponibile per una collaborazione sulla ricerca e sottolineando che La salute vien mangiando …bene! I lavori sono stati chiusi dal presidente del CeSVoB Antonio Meola ha ricordato che sia la ricerca che l’attività del gruppo volontariato studenti è stata inserita nella programmazione 2012 del CeSVoB, ha ringraziato rappresentanti delle istituzioni e i partecipanti augurandosi che la ricerca possa continuare con una collaborazione fattiva degli enti locali e che la stessa possa essere condivisa con gli studenti presentandola negli istituti sanniti. Importante sarà coinvolgere le famiglie nell’educazione al cibo perché i genitori dovrebbero essere supportati per diventare dei buoni modelli per i loro figli.

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