Comune di Benevento
Mai arrivato il ‘Mangiaplastica’ sulla pista ciclopedonale di Pantano: il Comune rescinde il contratto con la ditta incaricata
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Doveva rappresentare un tassello concreto nella strategia ambientale cittadina, ma il progetto si è arenato prima ancora di vedere la luce. L’eco-compattatore “mangiaplastica” previsto in largo Gino Panza, adiacente all’ingresso della pista ciclo-pedonale Benevento-Stazione Vitulano, non sarà installato: il Comune ha infatti disposto la risoluzione del contratto con la ditta incaricata per grave inadempimento.
Il dispositivo, finanziato attraverso il programma ministeriale per la promozione dell’economia circolare, rientrava tra le iniziative volte a incentivare la raccolta selettiva delle bottiglie in PET e a ridurre i rifiuti plastici. L’investimento complessivo ammontava a circa 30mila euro, coperto da fondi del Ministero dell’Ambiente.
Dopo l’aggiudicazione e la definizione dell’area di installazione – individuata proprio in contrada Pantano – il cronoprogramma prevedeva tempi stringenti: sessanta giorni per la consegna e la messa in funzione dell’impianto. Tuttavia, tali termini sono stati ampiamente disattesi.
Nonostante un primo sollecito formale e la concessione di una proroga con scadenza fissata a metà maggio 2026, la società affidataria – con sede a Napoli – non ha completato l’intervento né fornito riscontri ufficiali alle comunicazioni dell’Ente. Una situazione che ha spinto Palazzo Mosti ad avviare la procedura di risoluzione contrattuale, poi formalizzata con determina dirigenziale del settore Ambiente.
Alla base del provvedimento, il “grave ritardo” nell’esecuzione della prestazione e l’assenza di qualsiasi interlocuzione da parte dell’azienda partenopea, elementi che – secondo l’amministrazione – hanno determinato un danno non solo economico ma anche operativo per il Comune.
Il rischio, infatti, era concreto: la mancata installazione dell’eco-compattatore entro i termini stabiliti avrebbe potuto comportare la revoca del finanziamento ministeriale e la restituzione delle somme già erogate, pari al 30% del contributo. Solo una richiesta di proroga inoltrata agli uffici competenti ha consentito di evitare, almeno per ora, questa eventualità.
Parallelamente, il Comune procederà all’escussione della garanzia fideiussoria prestata dalla ditta, nel tentativo di recuperare parte delle risorse e tutelare l’ente dai danni subiti.
Resta ora da capire quali saranno i prossimi passi: se l’amministrazione deciderà di riavviare la procedura per dotare la città – e in particolare contrada Pantano – di una nuova infrastruttura ritenuta strategica per migliorare la raccolta differenziata e promuovere comportamenti virtuosi tra i cittadini.
Foto: archivio



