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Io X Benevento, Consolato di La Plata, scuola e Dante Alighieri insieme per un modello di cultura inclusiva e tecnologica
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Negli ultimi anni, numerosi rapporti internazionali hanno evidenziato come l’accesso alla conoscenza rappresenti una delle principali sfide delle società contemporanee. L’UNESCO ha più volte richiamato l’attenzione sul peso delle disuguaglianze educative e digitali come fattori strutturali di esclusione. In Europa, secondo Eurostat, circa una persona su cinque vive una condizione di disabilità, con ricadute dirette sulla possibilità di accedere pienamente ai contenuti culturali. In Italia, il Rapporto BES 2024 dell’ISTAT conferma quanto il divario nelle competenze digitali resti un nodo aperto.
In questo scenario, il principio sancito dall’Articolo 3 della Costituzione italiana assume una rinnovata attualità: «È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli che limitano di fatto libertà ed uguaglianza, impedendo il pieno sviluppo della persona». Oggi, quegli ostacoli non sono solo economici o sociali, ma anche culturali e tecnologici, e sempre più spesso coincidono con la possibilità concreta di accedere — o meno — alla conoscenza.
È da questa consapevolezza che prende forma il progetto presentato il 29 aprile a La Plata, in Argentina: una versione accessibile della Costituzione italiana, realizzata in braille, formato audio e caratteri ingranditi. L’iniziativa, promossa dalla Società Dante Alighieri – Comitato di La Plata insieme alla Biblioteca Braille y Parlante della Provincia di Buenos Aires, con il supporto del Consolato Generale d’Italia, rappresenta un esempio concreto di come un principio costituzionale possa tradursi in pratica.
Ciò che rende questo progetto particolarmente significativo non è soltanto il risultato, ma il modello che propone. L’integrazione tra supporti fisici e strumenti digitali — come i QR code che permettono l’ascolto degli articoli — non è un semplice aggiornamento tecnologico, ma un cambio di prospettiva: il contenuto non è più pensato per un destinatario standard, ma progettato fin dall’origine per una pluralità di persone. In questo senso, la tecnologia diventa una vera infrastruttura dell’inclusione: uno strumento capace di ampliare la partecipazione e rendere effettivo il diritto alla conoscenza.
Non si tratta, quindi, solo di rendere accessibile la Costituzione, ma di delineare un approccio replicabile, applicabile anche ad altri ambiti della cultura e dell’educazione. A rafforzare questa visione contribuisce la dimensione partecipativa del progetto. Gli studenti adulti della Dante Alighieri hanno registrato volontariamente gli articoli della Costituzione, trasformando un percorso formativo in un’esperienza concreta di cittadinanza attiva.
Particolarmente significativo è stato il momento della consegna della Costituzione in braille al Console Generale d’Italia a La Plata, Pierluigi Schettino, alla presenza, tra gli altri del dirigente scolastico Angelo Melillo che ha curato il dialogo fra le varie istituzioni coinvolte: Società Dante Alighieri – Comitato di La Plata , Biblioteca Braille y Parlante della Provincia di Buenos Aires e APS- Io X Benevento, di Carlos Bonicatto per la Municipalità di La Plata, di Sergio Rojas per la Biblioteca Braille y Parlante e di Karina Aimola, presidente del Comitato locale della Società Dante Alighieri. Un gesto che rende visibile il legame tra accessibilità e democrazia.
In questa prospettiva di replicabilità si inserisce il metodo sviluppato dall’APS Io X Benevento, presieduta dal dottor Giuseppe Schipani e da anni attiva nei settori dell’educazione, della promozione culturale e del sociale. L’associazione ha sviluppato un approccio che intreccia in modo concreto tecnologia, comunità e conoscenza. Attraverso la Comunità Educante “Insieme per Benevento” e il Polo Tecnologico “Cultural Educational Immersive Station”, l’APS Io X Benevento sta contribuendo a rendere la cultura più accessibile, partecipata e diffusa.
In questo contesto, l’esperienza della Costituzione accessibile trova una naturale continuità. L’utilizzo dei QR code, già sperimentato per opere come Pinocchio e Le città invisibili di Italo Calvino, dimostra come questo modello possa essere esteso e adattato, trasformando l’accesso alla conoscenza in un processo inclusivo e condiviso. Non è quindi solo un progetto, ma si propone di diventare un metodo. Un approccio che può essere applicato non solo ai testi istituzionali, ma più in generale al patrimonio culturale, all’educazione e all’informazione. In questo senso, la Costituzione rappresenta il punto di partenza, non il punto di arrivo.
Come ricordava Piero Calamandrei, «la Costituzione è un pezzo di carta: sta a noi darle vita». Dare vita alla Costituzione, oggi, significa anche garantirne l’accesso, affinché i suoi principi possano essere realmente conosciuti e condivisi.
L’esperienza di La Plata suggerisce, dunque, una direzione più ampia: quella di un umanesimo digitale in cui la tecnologia non sostituisce la cultura, ma la rende più accessibile; non crea distanza, ma connessione; non semplifica la complessità, ma la rende condivisibile. Se questo modello saprà essere riconosciuto e sviluppato, potrà contribuire a qualcosa di più ambizioso: non solo rendere accessibile un testo, ma fare dell’accesso alla conoscenza un diritto realmente universale.



