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Il vino sannita incanta la star Stanley Tucci: la Falanghina Mustilli di Sant’Agata de’ Goti protagonista della serie in onda su Disney+

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C’è un momento, nella nuova stagione di “Tucci in Italy”, in cui il racconto della Campania smette di essere soltanto televisione e diventa memoria, identità, orgoglio. È il momento in cui le colline del Sannio, la pietra antica di Sant’Agata de’ Goti e il calice dorato della Falanghina entrano nelle case di milioni di spettatori nel mondo attraverso lo sguardo raffinato e curioso di Stanley Tucci.

La docu-serie candidata agli Emmy Awards, disponibile in Italia su Disney+, dedica una puntata a Napoli e alla Campania, conducendo il pubblico in un viaggio autentico tra sapori, tradizioni e storie che raccontano l’anima più vera del territorio. E tra le eccellenze scelte per rappresentare questa terra c’è Cantine Mustilli, simbolo della cultura vitivinicola sannita e custode di una storia che ha cambiato il destino della Falanghina.

Negli anni Settanta, infatti, la famiglia Mustilli ebbe l’intuizione e il coraggio di imbottigliare la prima Falanghina al mondo, trasformando un vitigno quasi dimenticato in uno dei simboli enologici più riconoscibili della Campania. Oggi quella scelta pionieristica torna sotto i riflettori internazionali grazie al racconto di Tucci, attore amatissimo dal pubblico mondiale e protagonista di film iconici come “Il diavolo veste Prada”.

«La vivace cucina di questa regione racconta come la gente abbia trasformato i bisogni in opportunità», racconta Tucci nella serie. Una frase che sembra descrivere perfettamente anche la storia del Sannio: una terra spesso lontana dai grandi circuiti turistici, ma capace di custodire tesori autentici e trasformare tradizione, sacrificio e radici in eccellenza riconosciuta nel mondo.

Dietro quella puntata c’è anche un’emozione tutta sannita. Paola Mustilli, intervistata da Ntr24, ricorda ancora incredula il giorno in cui nel 2024 arrivò la telefonata della BBC. «All’inizio io e mia sorella pensavamo fosse uno scherzo», racconta sorridendo. Poi il sopralluogo della produzione, lo stupore davanti alla cantina scavata nella storia e la conferma che tutto era reale.

E reale è stata anche la semplicità con cui Stanley Tucci ha conquistato la famiglia Mustilli. Nessuna distanza da star internazionale, ma la naturalezza di chi sa ascoltare e lasciarsi sorprendere. L’attore è rimasto affascinato soprattutto dalla riserva storica della cantina, dove riposano etichette di bianchi vecchie anche di cinquant’anni: un patrimonio rarissimo che testimonia la straordinaria longevità della Falanghina. Durante le registrazioni nel giugno di due anni fa, tra botti, racconti e sorrisi, c’è stato anche un brindisi speciale con una Falanghina dei primi anni Duemila. Un momento semplice, ma destinato a restare impresso nella memoria della famiglia.

Quel legame non si è interrotto con la fine delle riprese. Nei mesi successivi, la famiglia Mustilli ha inviato alcune bottiglie a Tucci attraverso la produzione, ricevendo dall’attore un caloroso messaggio di ringraziamento. Un gesto piccolo, ma capace di raccontare l’autenticità di un incontro nato attorno al vino e alla cultura del territorio.

Oggi gli effetti di quella straordinaria vetrina internazionale sono già tangibili. Alla cantina arrivano richieste e contatti da enoturisti stranieri provenienti soprattutto da Asia, Australia e Nord America, incuriositi anche dalla puntata e desiderosi di scoprire il Sannio dal vivo. È la dimostrazione di quanto il racconto televisivo possa diventare promozione concreta, occasione di sviluppo e strumento di valorizzazione per territori spesso rimasti ai margini delle grandi narrazioni.

E forse è proprio questa la vittoria più bella: vedere il Sannio raccontato al mondo non come periferia dimenticata, ma come luogo di eccellenza, bellezza e identità. Un territorio che attraverso un calice di Falanghina continua a parlare la lingua universale dell’accoglienza, della storia e della passione.

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