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Burnout, cresce l’allarme nei luoghi di lavoro: confronto a Benevento su prevenzione e benessere psicologico
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La sindrome di burnout, riconosciuta ufficialmente dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come forma di stress cronico lavoro-correlato, è stata al centro dell’incontro svoltosi questa mattina presso la sala auditorium di Confindustria Benevento. L’appuntamento, dal titolo “Sindrome di burnout: cosa è e come riconoscerla in ambiente lavorativo”, ha acceso i riflettori su un fenomeno sempre più diffuso nel mondo professionale, approfondendone cause, sintomi e possibili strumenti di prevenzione.
L’obiettivo dell’iniziativa è stato quello di offrire un quadro aggiornato sulla diffusione del burnout nel tessuto produttivo locale, fornendo al tempo stesso indicazioni utili per riconoscere precocemente i segnali dello stress lavorativo e promuovere strategie efficaci di tutela della salute psicofisica nei luoghi di lavoro.
Ad aprire i lavori è stato l’imprenditore Bruno Fragnito, promotore dell’incontro. “Ho voluto fortemente questo focus perché si tratta di un argomento nuovo e molto delicato che colpisce sia i lavoratori che gli imprenditori”, ha spiegato. Fragnito ha sottolineato come il burnout rappresenti una problematica emersa con maggiore forza soprattutto nel periodo post-pandemico, incidendo profondamente sul rapporto tra aziende e dipendenti. “In un ambiente di lavoro stressato e problematico il burnout influisce inevitabilmente anche sulla vita stessa dell’azienda”, ha aggiunto.
Sul tema è intervenuto anche Raffaele Arigliani, direttore scientifico di IMR Consulting, che ha evidenziato il legame inscindibile tra salute mentale e fisica. “La scienza oggi ci dice che non esiste differenza tra mente e corpo: siamo un tutt’uno”, ha affermato. Arigliani ha posto l’accento sulla necessità di costruire ambienti lavorativi sani, fondati su relazioni equilibrate e sul riconoscimento della persona. “Abbiamo bisogno di sentirci importanti, accettati e parte di una storia. Il benessere non è soltanto assenza di malattia, ma equilibrio tra dimensione psichica e corpo”, ha spiegato, sottolineando come il burnout rappresenti solo “l’apice di una piramide” costruita nel tempo attraverso condizioni di disagio e stress protratto.
Secondo il relatore, investire sul benessere dei lavoratori significa non solo tutelare la salute delle persone, ma anche migliorare la produttività aziendale. “Lavorare in un’azienda occupa gran parte della nostra giornata: bisogna far sì che questa esperienza sia significativa e generi benessere oltre che risultati”, ha concluso.
Le conclusioni dell’incontro sono state affidate al presidente dell’Ordine dei Medici di Benevento, Luca Milano, che ha elogiato Confindustria per aver promosso un momento di confronto e sensibilizzazione su un fenomeno ancora troppo sottovalutato. “Bisogna fare informazione e rendere consapevoli cittadini e operatori che il burnout è ormai una realtà diffusa, probabilmente molto più di quanto emerga dai dati ufficiali”, ha dichiarato.
Milano ha ricordato come le categorie maggiormente esposte siano quelle impegnate nelle professioni d’aiuto: operatori sanitari, insegnanti e forze dell’ordine, figure che oltre allo stress lavorativo affrontano quotidianamente un forte carico emotivo. “Questa condizione provoca stanchezza psichica e fisica, fino ad arrivare nei casi più gravi a un esaurimento totale che porta le persone a voler abbandonare tutto”, ha spiegato.
Da qui l’importanza di eventi informativi e formativi come quello organizzato da Confindustria Benevento: “Riconoscere i primi segnali è fondamentale per evitare che la situazione degeneri e diventi poi difficile da recuperare”, ha concluso il presidente dell’Ordine dei Medici.




