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Formedil Benevento fa rete e lancia un messaggio: “La sicurezza sul lavoro sia un modo di vivere”
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Si è aperta con il monologo ‘Il rumore che resta’, interpretato dall’attore napoletano Ciro Esposito, la mattinata di approfondimento dedicata alla sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro organizzata da Formedil Benevento nella sede di via Maria Pacifico. Un momento intenso dove la recitazione è diventata uno strumento d’accusa contro l’indifferenza e la negligenza, un modo per ricordare che dietro ogni ‘morte bianca‘ c’è un vuoto che continua a far rumore.
Inserito nel quadro delle iniziative legate alla Giornata Mondiale della Sicurezza e della Salute sul Lavoro che si è celebrata a fine aprile, l’evento ha rappresentano un importante momento di confronto e di sensibilizzazione.
“La parola chiave è sinergia tra enti, scuola e mondo del lavoro“, ha detto il presidente di Formedil Benevento, Albano Della Porta. “Il nostro compito è passare dalla teoria alla pratica: i giovani non devono entrare in cantiere per ‘imparare’ la sicurezza, ma devono esservi già educati. Deve diventare un modo di vivere, non un obbligo di legge. Nonostante l’ausilio delle nuove tecnologie e dell’intelligenza artificiale, le morti non si riducono”.
Tra le iniziative promosse dall’ente, il presidente ha poi annunciato il camper itinerante, un progetto sviluppato tra Benevento e Avellino con il supporto regionale, che porterà la formazione direttamente sul posto di lavoro, toccando con mano le reali esigenze di imprese e operai.
L’evento ha acceso i riflettori anche sulla necessità di una “scossa” alle coscienze. La sicurezza è infatti strettamente legata alla qualità del lavoro e al rispetto dei contratti: non si può parlare di prevenzione se non si combatte con fermezza il fenomeno delle imprese che operano al di fuori delle regole, mettendo a rischio la vita delle persone per il profitto.
Un richiamo forte alla dignità è arrivato dal cicepresidente Andrea Lanzetta: “Bisogna smuovere le coscienze assopite. Le morti sul lavoro sono, come dice il Presidente della Repubblica, un tributo inaccettabile. Dobbiamo fare di più, alzando la qualità degli interventi e lavorando in sinergia per mettere al centro la persona. È necessario contrastare i subappalti a cascata e mettere fuori mercato quelle imprese che non rispettano gli standard contrattuali e di legalità. Salvare la vita delle persone è l’unico vero obiettivo”.
Alla mattinata hanno preso parte le associazioni di categoria (Flavian Basile di Ance), i sindacati ( Filca Cisl Irpinia Sannio in rappresentenza anche di Feneal UIL, Fillea CGIL ), gli ordini professionali (Architetti, Collegio dei Geometri, Ingegneri, Consulenti del Lavoro) e gli organi di vigilanza (Francesco Pallotta, direttore Prevenzione e Sicurezza sul Lavoro Igiene e Medicina del Lavoro ASL BN; Francesco Damiani, direttore ITL Avellino-Benevento, Pasquale Urcioli, responsabile sede INAIL di Benevento), a testimonianza di una rete territoriale compatta. Un approfondimento tecnico di alto profilo è arrivato da Lorenzo Fantini, consulente e già dirigente del Ministero del Lavoro. Nel suo intervento ha sottolineato che, nonostante i progressi normativi, la stragrande maggioranza degli incidenti è ancora oggi riconducibile al ‘fattore umano’.
“L’85% degli infortuni accade per errore umano: distrazione, stanchezza o un eccessivo senso di sicurezza che porta a non usare le protezioni” – ha spiegato Fantini – “Siamo umani e sbagliamo, ma proprio per questo la formazione è una leva fondamentale. Non deve essere vista come un obbligo di legge, ma come una necessità per tutelare se stessi e gli altri. Sensibilizzazione e addestramento sono le uniche strade per garantire che ogni lavoratore torni a casa ogni sera”.




