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Forestali, Di Meo: “Nessun invito alla riunione di Morcone. Servono confronto istituzionale e chiarezza”
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Il presidente della Comunità Montana Titerno e Alto Tammaro, Pasquale Di Meo, interviene sulle notizie diffuse dagli organi di stampa riguardo alla riunione “informale” degli operai idraulico-forestali che si sarebbe svolta nella serata di ieri a Morcone, alla quale avrebbero partecipato diversi sindaci dell’area del Tammaro.
In una nota, Di Meo precisa innanzitutto di non aver ricevuto alcun invito all’incontro, né in forma ufficiale né informale. «Risulta pertanto improprio parlare di assenza o di mancata partecipazione a una riunione di cui non è mai stata comunicata la convocazione», chiarisce il presidente dell’ente montano.
Il riferimento è anche alle dichiarazioni attribuite al sindaco di Reino, Antonio Calzone, rispetto alle quali Di Meo sottolinea come la difficile situazione degli operai idraulico-forestali sia nota da tempo all’ente e agli amministratori del territorio. «In più occasioni – spiega – abbiamo espresso forti perplessità nei tavoli istituzionali rispetto alla scelta della Regione Campania di finanziare i progetti di forestazione esclusivamente attraverso i fondi FESR, che attualmente rappresentano l’unica fonte di finanziamento per gli enti delegati».
Il presidente della Comunità Montana riconosce il disagio dei lavoratori, alle prese con ritardi nel pagamento delle retribuzioni, e assicura che l’ente segue la vicenda «con la massima attenzione e con il dovuto rispetto verso i dipendenti e le loro famiglie». Tuttavia, precisa, le modalità di erogazione delle risorse per la forestazione sono stabilite dalla Regione Campania nell’ambito dei progetti finanziati con fondi europei, ai quali gli enti delegati devono attenersi rigorosamente.
«Nessun amministratore locale – né il presidente della Comunità Montana né i sindaci – ha la possibilità di modificare o accelerare autonomamente i meccanismi di trasferimento dei fondi stabiliti a livello regionale», sottolinea Di Meo.
Da qui anche il rammarico per alcune dichiarazioni che, secondo il presidente dell’ente, sembrerebbero attribuire responsabilità politiche o organizzative alla Comunità Montana. «Speculare su una situazione tanto delicata, che coinvolge direttamente lavoratori e famiglie, non contribuisce a risolvere il problema e rischia soltanto di alimentare tensioni e fraintendimenti».
Di Meo conclude ribadendo la piena disponibilità al confronto istituzionale, auspicando l’apertura di un tavolo tra tutte le parti coinvolte per affrontare la vertenza e individuare soluzioni nel più breve tempo possibile. «Il territorio – afferma – ha bisogno di un confronto serio e responsabile, fondato su dati reali e sul rispetto reciproco tra le istituzioni».

