SANNIO
M5s, il GT Montesarchio-Valle Caudina scrive a Fico per ribadire il no a Sannio Acque
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Il Gruppo territoriale del Movimento 5 Stelle di Montesarchio–Valle Caudina ha inviato una lettera al presidente della Regione Campania, Roberto Fico, chiedendo un incontro urgente sul futuro della gestione del Servizio Idrico Integrato nella provincia di Benevento.
Nel documento, gli attivisti spiegano di essere impegnati da circa tre anni, insieme ad altri movimenti e associazioni, nella battaglia contro la privatizzazione del servizio idrico nel Sannio. Al centro della contestazione c’è il percorso avviato dall’Ente Idrico Campano che, dopo aver scelto un modello di gestione pubblico-privato, avrebbe più volte sollecitato i Comuni ad aderire alla costituenda società Sannio Acque Srl.
Secondo il gruppo territoriale del M5S, nonostante formalmente la maggioranza delle quote – pari al 55 per cento – sia detenuta dal pubblico, lo statuto e i patti parasociali renderebbero la società di fatto a controllo privato. Nella lettera si ricorda inoltre come la Corte dei Conti abbia più volte censurato le delibere con cui alcuni Comuni hanno aderito alla società.
Successivamente, proseguono gli attivisti, la Regione avrebbe commissariato l’Ente Idrico Campano ritenuto inadempiente e avviato una gara per individuare il socio privato, con l’obiettivo di accelerare il processo di adesione degli enti locali. Una gara che, sottolineano, non è stata ancora assegnata ma che presenterebbe diversi profili di illegittimità, a partire dal Piano economico finanziario, ritenuto differente rispetto a quello sottoposto in precedenza a consultazione pubblica.
A giudizio del gruppo territoriale pentastellato, esisterebbero anche altri elementi che potrebbero giustificare l’annullamento immediato della procedura. Da qui la richiesta di un incontro urgente con il presidente della Regione per illustrare nel dettaglio le ragioni che, secondo il M5S, renderebbero necessario il ritiro della gara.
Nella lettera viene infine richiamato “l’importante segnale politico” dato dalla Regione con il ritiro della gara sulla cosiddetta Grande Adduzione e con l’affermazione del principio secondo cui la gestione dell’acqua dovrebbe essere pubblica al cento per cento. Una posizione che, secondo il gruppo territoriale, ha ridato speranza ai movimenti impegnati nella difesa dell’acqua pubblica e nella tutela delle aree interne del Sannio, che – sottolineano – non possono diventare vittime di operazioni speculative su una risorsa considerata essenziale.


