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ENTI

Provincia e nomine, la solidarietà di Noi Campani a Di Maria

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“Esprimiamo piena solidarietà nei confronti di Antonio Di Maria, sono infatti vergognosi i quotidiani e ripetuti attacchi nei confronti di un presidente della Provincia che da quando si è insediato alla Rocca dei Rettori è riuscito finalmente a comporre vicende amministrative che restavano da tempo inevase garantendo all’Ente una dinamicità e una ventata di freschezza che evidentemente dà fastidio”. Così in una nota il sindaco di Benevento Clemente Mastella, la senatrice Sandra Lonardo, il consigliere regionale Luigi Abbate, il segretario provinciale Molly Chiusolo, il presidente provinciale Domenico Parisi, il segretario cittadino Gianfranco Ucci, il presidente cittadino Paola Panella e tutti i componenti della segreteria provinciale e cittadina di Noi Campani.

“Di Maria – continua la nota – ha ereditato una gestione particolarmente delicata, sia a livello organizzativo che amministrativo ma ha saputo dare risposta programmando una progettazione strategica per il territorio, avviando opere infrastrutturali importanti e ottenendo corposi finanziamenti. Il presidente segue ed ha sempre seguito la stella polare del dialogo e del confronto con qualsiasi parte politica purché finalizzati al bene dell’intero Sannio.Le continue accuse spesso prive di ogni senso istituzionale lanciate da alcuni esponenti del Pd fanno pensare che questi ultimi preferiscano gli anni dell’immobilismo che non pochi danni hanno generato alla Provincia e al territorio”. 

“Da ultima – aggiungono – è diventata argomento di stalking politico la delibera Anac cui hanno fatto seguito le dimissioni del direttore generale della Rocca. Eppure qualcuno di questi esponenti che oggi puntano il dito contro Di Maria sono stati proprio dalla scure dell’Anac colpiti personalmente. Quando nel 2017 l’ex sindaco Fausto Pepe rassegnò le sue dimissioni da consigliere comunale, voltando le spalle ai circa 300 elettori che nonostante tutto gli avevano accordato fiducia, fu costretto a farlo per prevenire la pronuncia dell’Anac che ne sancì l’incompatibilità. Così si dimise preferendo l’incarico ottenuto al comune di Cervinara. D’altra parte dall’Asea agli altri Enti gestiti da questi stessi politicanti potrebbe arrivare un elenco lunghissimo di pronunce dell’Anac”.

“Né noi, né Di Maria ci faremo intimidire – concludono – da mistificazioni e attacchi privi di ogni autorevolezza”.

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