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CRONACA

Incendio Ecoenergy, il Comune di Airola passa all’azione: esposto in Procura e richiesta di stato di crisi

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Dall’emergenza sul territorio alla battaglia istituzionale e giudiziaria. Il Comune di Airola sceglie una linea netta dopo il gravissimo incendio che, il 31 agosto scorso, ha devastato lo stabilimento Ecoenergy nell’area P.I.P. di via Caracciano, impianto destinato allo stoccaggio e al trattamento dei rifiuti.

In due distinte sedute, il 2 e il 3 settembre, la Giunta comunale ha approvato altrettante deliberazioni che segnano un deciso cambio di passo nella gestione dell’emergenza. Da un lato l’Amministrazione prepara un esposto-denuncia alla Procura della Repubblica di Benevento; dall’altro chiede alla Regione Campania di valutare la dichiarazione dello stato di crisi regionale e di promuovere, qualora ne ricorrano i presupposti, la richiesta al Governo di stato di emergenza di rilievo nazionale.

L’esposto in Procura: “Accertare cause e responsabilità”

Con la deliberazione dello scorso 2 settembre, la Giunta ha autorizzato il primo cittadino, in qualità di legale rappresentante dell’Ente, a presentare un esposto-denuncia alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Benevento, attraverso la locale Stazione dei Carabinieri.

L’obiettivo dichiarato è quello di sottoporre all’Autorità giudiziaria tutti gli elementi utili per ricostruire quanto accaduto e verificare le cause dell’incendio, la natura dei materiali coinvolti, le conseguenze ambientali e sanitarie e l’eventuale esistenza di responsabilità.

Un passaggio particolarmente significativo riguarda il fatto che, secondo quanto riportato nella stessa deliberazione, lo stabilimento risultava già sottoposto a sequestro giudiziario, eseguito dal Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri nell’ambito di un procedimento relativo a ipotesi di illeciti ambientali.

L’Amministrazione comunale precisa naturalmente che sarà l’Autorità giudiziaria a dover accertare eventuali responsabilità. Nell’esposto, però, il Comune intende chiedere che vengano acquisiti e valutati tutti gli elementi disponibili: dai monitoraggi ambientali alle relazioni dei Vigili del Fuoco, fino alla documentazione prodotta dagli altri enti intervenuti.

Il Comune si riserva anche la costituzione di parte civile

La deliberazione contiene inoltre un altro passaggio destinato ad avere un peso nell’eventuale procedimento penale.

Il Comune di Airola si riserva infatti ogni ulteriore iniziativa a tutela dell’Ente e della collettività, compresa, qualora ne ricorrano i presupposti, la costituzione di parte civile e la richiesta di risarcimento per tutti i danni subiti e subendi.

Danni che, secondo l’Amministrazione, non sarebbero soltanto di natura economica. Nel provvedimento vengono citati i possibili pregiudizi per la collettività, per le attività economiche e produttive, oltre alle conseguenze sull’“immagine e identità territoriale” della città.

È un fronte che si aggiunge a quello strettamente ambientale e sanitario.

La seconda delibera: “L’emergenza ha superato i confini di Airola”

Nella giornata di ieri, invece, la Giunta ha approvato la deliberazione numero 124, con un obiettivo ancora più ampio: chiedere che l’incendio venga considerato per quello che, secondo il Comune, è diventato, ovvero un’emergenza di dimensione sovracomunale e interprovinciale.

La nube sprigionata dall’incendio, infatti, non ha interessato esclusivamente Airola. Nel provvedimento si fa riferimento al coinvolgimento di numerosi Comuni della Valle Caudina e di territori appartenenti anche alle province limitrofe.

Una circostanza confermata anche dall’attività di monitoraggio ambientale, con l’individuazione di ulteriori punti di controllo da parte dell’ARPAC, tra gli altri, nei territori di Arienzo, Bucciano e Rotondi, sulla base della modellistica relativa alla possibile dispersione degli inquinanti in atmosfera.

Il dato che preoccupa: 0,28 pg/Nm³

È soprattutto il capitolo relativo ai primi risultati dei monitoraggi a conferire ulteriore peso alla richiesta del Comune.

La deliberazione richiama il primo ciclo di campionamento effettuato nell’arco delle 24 ore comprese tra il 31 agosto e il 1° settembre nei pressi del luogo dell’incendio. Secondo quanto riportato nel provvedimento, la sommatoria delle concentrazioni di diossine, furani e PCB diossina-simili aerodispersi è risultata pari a 0,28 pg/Nm³ I-TEQ.

Il Comune sottolinea che tale valore è superiore al valore di riferimento di 0,15 pg/Nm³ I-TEQ indicato dall’ARPAC nel proprio comunicato del 2 settembre. Dati che poi, fortunatamente, sono rientrati sotto la soglia nei successivi monitoraggi.

Necessario però non abbassare la guardia e conoscere l’evoluzione del quadro ambientale: su questo si concentrerà una parte consistente delle richieste rivolte alla Regione.

Non solo aria: controlli anche su suolo, acqua e produzioni agricole

Il Comune chiede infatti alla Regione Campania di assicurare la prosecuzione e il potenziamento dei monitoraggi ARPAC in tutti i territori potenzialmente interessati dalla dispersione degli inquinanti.

Ma l’attenzione dovrebbe estendersi, secondo la richiesta dell’Amministrazione, anche alle altre matrici ambientali: suolo, acque superficiali e sotterranee, vegetazione e produzioni agricole e zootecniche.

L’obiettivo è arrivare a una ricognizione completa degli eventuali danni ambientali, sanitari, economici e produttivi provocati dall’incendio e quantificare anche gli oneri sostenuti e quelli che gli enti locali potrebbero essere chiamati ad affrontare.

La richiesta alla Regione: stato di crisi

Il Comune di Airola chiede quindi formalmente al presidente della Regione Campania di valutare, alla luce degli accertamenti tecnici già disponibili e di quelli ancora in corso, la dichiarazione dello stato di crisi regionale per i territori interessati.

Ma la richiesta non si ferma qui. L’Amministrazione sollecita infatti la Regione a valutare con la massima urgenza anche la sussistenza dei presupposti per formulare al Governo nazionale la richiesta di deliberazione dello stato di emergenza di rilievo nazionale, previsto dall’articolo 24 del Codice della Protezione civile.

Una richiesta motivata dalla durata dell’incendio, dalla tipologia dei materiali coinvolti, dall’estensione della nube e dalla necessità di un’attività di monitoraggio e controllo che potrebbe proseguire nel tempo.

Risorse straordinarie e sostegno ai territori

Nel documento approvato dalla Giunta, il Comune chiede alla Regione anche un intervento concreto sul piano delle risorse. Tra le richieste figurano il supporto tecnico, sanitario, ambientale e di Protezione civile ai Comuni interessati, una ricognizione puntuale dei danni e l’eventuale messa a disposizione di risorse finanziarie straordinarie per gli interventi urgenti, il monitoraggio, la messa in sicurezza, la bonifica e il ripristino ambientale.

Particolare attenzione viene inoltre chiesta per le attività agricole, zootecniche, commerciali e produttive, potenzialmente colpite dalle conseguenze dell’incendio.

E c’è un principio che il Comune mette nero su bianco: l’eventuale perimetrazione dell’area interessata non dovrà essere limitata ad Airola, ma dovrà comprendere tutti i Comuni effettivamente coinvolti dalla dispersione degli inquinanti, sulla base dei dati scientifici e della modellistica ARPAC.

Il fronte istituzionale si allarga

La Giunta ha infine dato mandato al sindaco Falzarano di promuovere tutte le iniziative necessarie nei confronti della Regione Campania, della Prefettura di Benevento, delle altre Prefetture interessate, della Provincia, delle Province limitrofe, del Dipartimento della Protezione civile e degli altri organismi competenti.

L’indicazione è anche quella di favorire il coordinamento con gli altri sindaci dei territori coinvolti.

Nel frattempo, gli uffici comunali dovranno predisporre una relazione ricognitiva degli interventi effettuati, delle spese sostenute e da sostenere e degli eventuali danni segnalati sul territorio.

Per Airola, dunque, dopo le fiamme e la lunga colonna di fumo che ha segnato il 31 agosto, si apre ora una seconda fase: quella dell’accertamento delle responsabilità, della valutazione dei danni e della richiesta di risposte e risorse per un territorio che chiede di sapere cosa abbia respirato e quali conseguenze l’incendio potrà lasciare nel tempo. La presenza del governatore Fico, oggi pomeriggio, porterà sicuramente le prime risposte. 

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