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Rete museale, gemellaggi e carenze gestionali: la riflessione di Isidea

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“La conferenza stampa del 14 giugno scorso tenuta dal Presidente degli Amici dei Musei e dei Beni Culturali del Sannio, arch. Francesco Bove, ha privilegiato il tema dell’allestimento del Museo del Sannio e delle condizioni in cui versa il patrimonio culturale di Benevento.

Per superare la critica situazione attuale, – scrive in una nota il referente di Isidea, Rito Martignetti – lo storico Bove ha chiamato a raccolta la cittadinanza e, in particolare, i giovani, preannunciando un ciclo di incontri, “utili ai politici”, organizzato dall’Associazione che presiede, in cui saranno invitati “studiosi che in altre città sono stati artefici di idee importanti.”

ISIDEA ricorda che in un ravvicinato passato si è cercato, con scarso entusiasmo politico, di coinvolgere Mauro Felicori in un gemellaggio con la Reggia di Caserta. Altri tiepidi tentativi sono avvenuti con Il Cairo e con il Museo Egizio di Torino, città, quest’ultima, che con Benevento e con Praga potrebbe rientrare in un proposto progetto esoterico di “triangolo magico”.

Risulta in fase politica di elaborazione – prosegue nella nota – un gemellaggio tra Benevento e paralleli siti UNESCO cinesi, alla luce del Memorandum sottoscritto recentemente dal Governo italiano e dalla Cina.

In realtà, dovrebbero essere già naturalmente operativi i gemellaggi tra la nostra e le altre città coinvolte nella serialità longobarda, riconosciuta Patrimonio dell’Umanità. Purtroppo, non si registra affatto l’atteso flusso turistico osmotico.

Insomma, tanto rumore per nulla e tutti ad aspettare una Rete sempre più beckettiana.

Nella predetta conferenza presso il Museo del Sannio, sia il Presidente Bove che l’Assessora alla Cultura Rossella Del Prete hanno concordato sull’impreparazione e sulla carenza gestionale dei musei sanniti, bisognosi di “persone specializzate ai posti di comando”.

Dopo il pensionamento del prof. Elio Galasso, – continua Martignetti – il Museo del Sannio è privo di una stabile direzione scientifica, a cui si potrebbe ovviare, a parere di ISIDEA, attivando un gemellaggio con il Museo MANN di Napoli, diretto dall’instancabile Paolo Giulierini, innamorato di Benevento e della sua grande ma poco valorizzata bellezza.

La Provincia sannita, in attesa di una soluzione definitiva riguardante la direzione scientifica dei suoi numerosi musei, potrebbe replicare quello che ha già fatto con un dirigente comunale, avvalendosi della momentanea consulenza dell’archeologo toscano Giulierini, che nel 2018 ha ottenuto il riconoscimento di “Migliore Direttore di Museo”.

Al MANN, dove già operano funzionari sanniti, è presente una sezione dedicata alla splendida collezione egizia di Stefano Borgia, il nostro amato governatore pontificio che dedicò a Benevento tre volumi di memorie.

Presso il grande Museo Archeologico Nazionale di Napoli si è fermata fino alla primavera 2018 la mostra itinerante transnazionale sui Longobardi, che ha visto l’assenza dell’iseo beneventano, al quale, però, si potrebbe dedicare una prossima idea progettuale condivisa.

Ma, per non disperdere energie ed unire le forze in campo, ISIDEA propone la creazione presso il Comune di Benevento di un Ufficio Gemellaggi, da tempo esistente in molte realtà istituzionali e necessario per il coordinamento tra pubblico e privato, tra imprese e cittadini interessati a rapporti e partenariati di tipo culturale, sociale ed economico con altre città.

Il recente rapporto di Confindustria ed Unifortunato “Il Sannio: da territorio a destinazione” focalizza l’attenzione sulla fondamentale «industria» del turismo.

Tenuto conto della cronica assenza nel Sannio di una pianificazione strategica al riguardo, la Confindustria propone di valorizzare una precisa identità turistica: “una vocazione di turismo storico culturale del territorio”, confermata dal predetto rapporto, in grado di trainare altre filiere, tra cui quella enogastronomica.

Ebbene, – conclude Martignetti – è dall’anno 2000 che ISIDEA insiste, senza ascolto, sulla necessità del dialogo tra le filiere, proponendo l’adozione di un collaudato format, adattabile territorialmente: il Distretto Culturale”.

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