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Caccia al cinghiale, ANUU Benevento: “Il nuovo disciplinare penalizza chi investe nella legalità e nella sicurezza sanitaria”

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L’Associazione Venatoria ANUU Benevento esprime forte contrarietà nei confronti del nuovo assetto normativo che disciplinerà la stagione venatoria 2026-2027. Al centro delle contestazioni c’è il Decreto Dirigenziale n. 65 del 21 luglio 2026, con cui la Regione Campania ha approvato il nuovo Disciplinare per la gestione e l’esercizio venatorio al cinghiale nella provincia di Benevento.

Secondo l’associazione, il provvedimento modifica in maniera sostanziale i criteri per l’assegnazione delle Aree di Caccia in Braccata (ACB) nei casi di richieste concorrenti da parte di più squadre, introducendo regole che penalizzerebbero chi negli ultimi anni ha investito per adeguarsi alle prescrizioni regionali.

In particolare, l’ANUU contesta la riduzione del punteggio riconosciuto alle squadre che hanno realizzato le Case di Caccia, strutture autorizzate da Comuni e ASL e previste dalla normativa regionale per garantire il rispetto dei requisiti igienico-sanitari e di sicurezza.

L’associazione ricorda che il disciplinare del 2025, in continuità con quello del 2024, attribuiva alle squadre dotate di Casa di Caccia un punteggio pari a 30 punti, ritenuto un riconoscimento degli investimenti effettuati e dell’impegno nel rispetto delle norme, anche in materia di tracciabilità delle carni e prevenzione sanitaria.

Sempre secondo l’ANUU, già lo scorso anno il punteggio era stato ridotto a 15 punti pochi giorni dopo l’approvazione del primo decreto. Una modifica che aveva portato una squadra a presentare ricorso al TAR contro i decreti dirigenziali emanati nel settembre 2025, ricorso che si è poi concluso senza l’annullamento dei provvedimenti impugnati.

Con il nuovo disciplinare, evidenzia ancora l’associazione, il punteggio destinato alle squadre titolari di Casa di Caccia scende ulteriormente a 10 punti, con il rischio, secondo l’ANUU, di vanificare gli investimenti economici, logistici e burocratici sostenuti dai cacciatori sanniti per mettersi in regola con le disposizioni di Comuni e ASL.

L’associazione sottolinea inoltre che non è stato modificato soltanto il criterio relativo alle Case di Caccia, ma sono stati introdotti anche nuovi parametri di valutazione che, a suo giudizio, destano perplessità.

Tra le principali critiche figura anche il mancato coinvolgimento dell’Ambito Territoriale di Caccia (ATC) e delle associazioni venatorie nella predisposizione del disciplinare. Secondo l’ANUU, sarebbe stato violato il principio di partecipazione, con l’assenza di un tavolo tecnico e il mancato confronto con le rappresentanze del settore.

Nel documento, l’associazione sostiene inoltre che il continuo cambiamento delle tabelle di punteggio da una stagione all’altra comprometterebbe il principio della certezza del diritto e del legittimo affidamento, penalizzando le squadre che programmano investimenti e attività sulla base di regole successivamente modificate.

Perplessità vengono espresse anche sulla nuova articolazione del punteggio relativo all’esperienza del Capocaccia, che, secondo l’ANUU, risulterebbe priva di una chiara motivazione tecnico-scientifica o di gestione faunistica.

L’associazione chiede pertanto alla Regione Campania di rivedere il Decreto Dirigenziale n. 65, ripristinando criteri ritenuti più equilibrati e condivisi. L’ANUU auspica inoltre l’adozione di un nuovo provvedimento che disciplini il prelievo venatorio del cinghiale in provincia di Benevento attraverso un percorso improntato a trasparenza, partecipazione e confronto con le rappresentanze del settore.

Infine, l’associazione fa sapere di essere pronta ad attivare ogni forma di tutela e di protesta nelle sedi competenti qualora le proprie richieste non dovessero essere accolte.

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