POLITICA
Centrosinistra, confronto a distanza tra Mastella, Gubitosa e Boccia: “L’unità si costruisce sui temi”
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A margine del convengo ‘Mezzogiorno al Centro’ tenutosi presso l’Università Giustino Fortunato di Benevento a confrontarsi sul tema sono stati il sindaco di Benevento Clemente Mastella, il vicepresidente del Movimento 5 Stelle Michele Gubitosa e il capogruppo dei senatori del Partito Democratico Francesco Boccia, che hanno offerto letture differenti sulle prospettive dell’alleanza progressista, con particolare riferimento alla situazione sannita.
Mastella ha rivendicato il proprio ruolo nella nascita del centrosinistra moderno, richiamando l’esperienza dell’Ulivo e della Margherita. “Per quanto riguarda il campo largo va ricordato come noi realizzammo una cosa eccezionale con Prodi. La Margherita fu fondata da Prodi, da Marini, da me e da Dini e realizzò una condizione politica per la quale si vinse. Poi, grazie a me, si è vinto anche nel 2006, l’ultima volta che il centrosinistra ha vinto in Italia. Ora o si recupera questa dimensione oppure ci saranno problemi. Il sindaco di Benevento ha poi affrontato anche la delicata vicenda interna al Movimento 5 Stelle legata all’eventuale decisione del Tribunale sul simbolo del partito: “Se la magistratura dovesse decidere di dare il simbolo a Grillo e toglierlo al presidente Conte, sarebbe un problema poi con i vari Di Battista, forse Appendino e altri. Ila sinistra deve aprire al centro. Bisogna dirlo in modo particolare a questi di Benevento che non aprono: ma sono problemi più loro che miei”.
Dal canto suo, il vicepresidente del Movimento 5 Stelle Michele Gubitosa ha ribadito come il M5S non abbia accordi politici precostituiti e che ogni alleanza debba nascere dai territori e dalla condivisione dei programmi. “Parlo da vicepresidente del Movimento 5 Stelle: queste situazioni le vediamo in tutta Italia. Il Movimento 5 Stelle non ha accordi strutturali con nessuno. La nostra Assemblea costituente ha stabilito che siamo progressisti indipendenti. Ogni volta guardiamo cosa dice il territorio, analizziamo i temi, valutiamo i profili politici e decidiamo se allearci oppure no” . L’obiettivo, ha spiegato, resta quello di costruire un fronte progressista capace di battere il centrodestra, ma senza alleanze di mera convenienza: “La linea è quella di creare un campo progressista per battere le destre, però mai unioni a tutti i costi. Bisogna trovare convergenze sui temi. Altrimenti facciamo come questa destra che si allea solo per vincere le elezioni e poi litiga tutti i giorni”. Gubitosa ha quindi criticato l’azione dell’attuale Governo: “Lo vediamo con la riforma della giustizia, con il premierato, con l’autonomia differenziata e oggi perfino sulla legge elettorale: sono divisi. Noi non dobbiamo fare come loro. Anche qui a Benevento cercheremo di essere uniti”.
Ad allargare lo sguardo alla prospettiva nazionale è stato il capogruppo dei senatori del Partito Democratico, Francesco Boccia, che ha ribadito l’apertura del centrosinistra verso tutte le forze alternative al Governo Meloni. “Il centrosinistra è aperto a tutti coloro che hanno un’idea alternativa di società. Il Partito Democratico, il Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra hanno votato nello stesso modo nel 99% dei casi in questa legislatura. Italia Viva segue e devo dare atto a Matteo Renzi di aver fatto un’opposizione dura in questi anni. Anche tutti i movimenti civici che vogliono sostenere il centrosinistra sono i benvenuti” . Boccia ha ricordato come l’ultima vittoria elettorale del centrosinistra risalga proprio al 2006. “L’ultima volta che abbiamo vinto le elezioni è stato nel 2006. È bene ricordarlo a tutti”. Interpellato sulle difficoltà del campo largo nel Sannio, Boccia ha preferito non alimentare le polemiche locali. “Per rispondere alla sua domanda ci vorrebbe uno psicologo bravo. Oggi dobbiamo parlare di industria e sviluppo. Posso dire che è auspicabile che anche a Benevento, così come ad Avellino, il Partito Democratico faccia il Partito Democratico. È un tempo che arriverà molto presto”.
Le dichiarazioni dei tre esponenti politici confermano come il confronto sulla costruzione del campo largo resti aperto, sia sul piano nazionale sia nelle realtà territoriali, dove le dinamiche locali continuano a rappresentare uno degli ostacoli principali alla definizione di alleanze stabili in vista delle prossime competizioni elettorali.



